Tartarughe Ninja

Teenage Mutant Ninja Turtles

USA - 2014
Tartarughe Ninja
Il cielo è scuro sopra New York City da quando Shredder e il suo Clan del Piede hanno preso il controllo; tutto è sotto il loro comando, anche la polizia e i politici. Il futuro della città sembra segnato, ma la salvezza emerge dalle fognature: quattro coraggiosi - e mutanti - fratelli noti come Tartarughe Ninja. Collaborando con l'intrepida reporter April O'Neil e con il cameraman Vern Fenwick, le Tartarughe Ninja cercheranno di salvare la città sventando il diabolico piano di Shredder...
  • Altri titoli:
    Ninja Turtles
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: ANIMAZIONE, COMMEDIA, FANTASCIENZA, FANTASY, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA PLUS 4:3, CODEX ARRIRAW (2.8K), PANAVISION 35 MM/D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: personaggi creati da Kevin Eastman e Peter Laird
  • Produzione: MICHAEL BAY, ANDREW FORM, BRADLEY FULLER, GALEN WALKER, SCOTT MEDNICK, IAN BRYCE PER PLATINUM DUNES, GAMA ENTERTAINMENT, MEDNICK PRODUCTIONS, HEAVY METAL MAGAZINE
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Data uscita 18 Settembre 2014

TRAILER

RECENSIONE

di La redazione

30 anni fa le tartarughe ninja esistevano solo nei fumetti di Kevin Eastman e Peter Laird. I mezzi erano pochi, i soldi meno ancora, ma l’idea convinse immediatamente il pubblico di ragazzini per lo più newyorkesi che si sentivano vicini ai carapaci adolescenti, alla loro voglia di fare giustizia in una grande mela dove il sindaco Giuliani doveva ancora affacciarsi. Cupi, lunatici, scontrosi e perennemente arrabbiati (i loro occhi erano bianchi, vuoti) i quattro persero gran parte del loro lato dark passando pochi anni dopo al piccolo schermo: colori accesi, personalità positive nonostante la delinquenza dilagante, nuovi gadget pronti per soddisfare le richieste del reparto marketing. In questo quarto film per il grande schermo quel lato oscuro del guscio è totalmente sparito, relegato nello sfondo, nel grigio perenne delle nuvole e nella bassa luminosità tipica di un (inutile) 3D.
In primo piano, orchestrato da Jonathan Liebesman, il mantenimento della “Promessa Michael Bay” (qui produttore con la sua Platinum Dunes): uno stordimento caciarone ed ingombrante, una gazzarra di scene d’azione (concentrate per lo più nella seconda parte del film, maggiormente movimentata), CGI e live action ben fuse insieme e pesanti corpi metallici che si schiantano, scontrano,  sfrecciano, sbattono facendo tremare poltrone, sfondando timpani, mentre il panico urbano dilaga e Megan Fox continua a non saper recitare (e la sua onnipresenza sullo schermo non aiuta). La Hollywood che si ripete dà sicurezza al botteghino, non si preoccupa troppo dei fans ma riesce ad accontentare le famiglie: il divertimento e l’emozione ci sono ma si presentano in maniera così accondiscendente che tolgono personalità anche al film. Se siete nati negli anni zero potrà andarvi bene; a tutti gli altri, fatevi un favore: rispolverate i VHS della prima stagione.

NOTE

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: JOHNNY KNOXVILLE (LEONARDO), TONY SHALHOUB (SPLINTER).

CRITICA

"Nata come fumetto underground del 1984, l'idea di tartarughe geneticamente modificate come vendicatori mascherati abitanti delle fogne si trasforma, nelle mani del produttore Michael Bay, in una costola di 'Transformers' (saga diretta da Bay) ovvero un tripudio, tra l'insostenibile e il sublime, di effetti speciali. Straordinarie le movenze di Raffaello, Donatello, Michelangelo e Leonardo, diventati grazie a Bay adolescenti spiritosi ed esuberanti. La tecnica è quella del motion capture (...) ma mai avevamo visto delle Tartarughe Ninja dai volti così mostruosi. Idea interessante e in linea con la nuova morfologia della fiaba hollywoodiana dove spaventoso non fa più rima con cattivo." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 25 settembre 2014)

"Le tartarughe tornano alle origini con un reboot a cui, però, manca l'anima. (...) Michael Bay produce e la scena finale ricorda molto da vicino quella dei suoi Transformers. Sarà per vendetta che ha rifilato a Megan Fox, sguardo smarrito e capelli sempre in ordine, una April così sotto tono?" (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 18 settembre 2014)
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