Take Shelter

USA - 2011
4/5
Take Shelter
Curtis LaForche conduce una tranquilla e felice esistenza con la moglie Samantha e la figlia Hannah - sorda dalla nascita -, in una piccola cittadina dell'Ohio. Tuttavia, quando una serie di orribili incubi e visioni apocalittiche inizia a tormentarlo, il suo animo angosciato e terrorizzato lo renderà sempre più cupo e misterioso agli occhi dei suoi familiari e di chi gli sta intorno...
  • Durata: 116'
  • Colore: C
  • Genere: PSICOLOGICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: (1:2.39)
  • Produzione: GROVE HILL PRODUCTIONS, STRANGE MATTER FILMS
  • Distribuzione: MOVIES INSPIRED (2012)
  • Data uscita 29 Giugno 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Curtis LaForche (Michael Shannon) è un brav'uomo. Lavora come capogruppo in una compagnia di costruzioni, è molto rispettato dai colleghi, ha una moglie (Jessica Chastain) che lo ama, una figlia - sordomuta - che lo adora. Curtis LaForche, glielo dice l'amico Dewart, sta "facendo bene". Non sempre è facile, ma sta facendo bene. "Tutto a posto", come continuano a ripetere lui, la compagna, il fratello, i conoscenti. "It's ok". E invece no. Da un po' di tempo Curtis fa incubi spaventosi che rischiano di comprometterne il sistema nervoso: il cane lo azzanna, sconosciuti cercano di far male alla sua bambina, uccelli cadono a terra stecchiti, la moglie gli brandisce contro un coltello, un tornado di proporzioni gigantesche si abbatte sulla casa. Curtis si fa vedere da un dottore, poi da uno psicoterapeuta, infine da uno psichiatra, ma nessuno sembra avere le chiavi per aprirgli la testa. Sì, è vero: nella famiglia di Curtis c'è già un episodio di schizofrenia (la madre), ma i due casi non sembrano collegati. E se gli incubi dell'uomo fossero premonizioni? E se fosse vero che una tempesta apocalittica sta per portarsi via tutto? A Curtis non resta che prepararsi, costruire un rifugio per difendere la propria famiglia dalle forze oscure della natura e/o da quelle della sua mente.
Take Shelter: cerca un riparo. Proprio quello che il geniale film di Jeff Nichols (vincitore nel 2011 alla Semaine de la critique di Cannes) nega costantemente allo spettatore. Sballottandolo dai sogni di Curtis alla realtà senza i consueti appigli narrativi, psicologici, estetici. Trascinandolo dentro un'esposizione di immagini che, pur mischiando il registro fantastico a quello naturalistico, non perde mai la sua evidenza oggettiva. Così una storia già raccontata diventa sullo schermo qualcosa di mai visto. Un viaggio lucido nelle allucinazioni di un uomo qualunque. Oppure: un trip allucinato nel normale disordine della natura. La questione è indecidibile, il dubbio resta, ogni giudizio destinato a fallire.
Qualcosa non torna. Take Shelter è una teoria di sensazioni inespresse, un documentario al di qua del reale, un punto nella forbice tra interiorità ed esteriorità: i suoi protagonisti stanno alla finestra, sono dentro ma guardano fuori. Non si sa bene da quale parte dello specchio. Le immagini hanno qualcosa di orribilmente ordinario, fotografate da una luce magnifica e mostruosa, rivestite da un tappeto sonoro basso, continuo e ipnotico. Nichols procede per spostamenti minimi ma decisivi. La realtà delle cose si trasforma davanti ai nostri occhi senza che ce ne accorgiamo. D'altra parte è impossibile prendere posizione: il nostro sguardo è fuori asse, fuori fuoco, ostaggio delle oscillazioni del punto di vista: di chi è l'occhio che guarda? Di Curtis, di Samantha (la moglie), del regista o di una macchina da presa ubiqua?Take Shelter si regge su un magistrale enigma estetico, figlio della compresenza di ordini percettivi, tutti validi e diseguali. Il deficit sensoriale della bambina fa pendant con la ricchezza sensitiva del padre, mentre lo sguardo della madre è costantemente turbato, attonito, molto vicino al nostro. Il mondo come volontà e rappresentazione. Delle tante volontà, delle troppe rappresentazioni. Con una faccia possibile, quella di Michael Shannon. Spersa tra i regni, qui e altrove, contemporaneamente. Nel suo volto l'anima - le anime? - del film. Cercatela, non la troverete.

NOTE

- GRAND PRIX 'NESPRESSO' E PREMIO SACD ALLA 50. 'SEMAINE DE LA CRITIQUE' (CANNES 2011). HA INOLTRE OTTENUTO IL PREMIO FIPRESCI COME MIGLIOR FILM NELLE SEZIONI COLLATERALI.

CRITICA

"Entra in circuito un film americano bello e allarmante, del cineasta indipendente premiato a Cannes, Jeff Nichols. (...) Legato a 'Tree of life', epopea del quotidiano con minori ambizioni cosmiche, il film esplora la nascita di un'ossessione che non rimane privata, con una tensione emotiva che riguarda il futuro di tutti e la precarietà di un mondo già in apnea." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 29 giugno 2012)

"La nevrosi di un operaio. Tema interessante, e tutto sommato raro. Nel cinema italiano vantiamo un precedente illustre sul tema, 'Il grido' di Michelangelo Antonioni. Anche lì, le pianure sterminate - la Bassa padana, nel caso - la facevano da padrone. Ci deve essere qualche nesso fra la crisi economica che sempre attanaglia il proletariato e il senso di agorafobia comunicato dall'orizzonte piatto. Ovviamente, nel Midwest tutto si moltiplica: chiunque abbia percorso in auto il cuore pianeggiante degli Usa conosce la lieve inquietudine legata alla sensazione di guidare su un tapis-roulant. Il paesaggio è il vero protagonista di 'Take Shelter', film accolto da grande successo al Sundance Festival del 2011 e passato, nella primavera di quell'anno, alla Semaine de la Critique del festival di Cannes. (...) Nichols è un regista da tenere d'occhio. Riesce a trasformare i paesaggi in stati d'animo, natura e interiorità sono per lui sinonimi. (...) Naturalmente Nichols non ha (ancora) la stessa complessità e la medesima tessitura formale dei film di Malick, ma certo può essere considerato un suo emulo. Il tempo dirà. Il personaggio di Curtis, sulle cui psicosi è costruito tutto il film, è affidato a un attore di 38 anni, Michael Shannon, con una faccia forte e inquietante e un talento capace di nascondersi fra le pieghe della storia. È in pista dal '92, l'abbiamo visto in decine di film (...) quasi sempre in ruoli di contorno. Se sfonda, diventa il nuovo Christopher Walken." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 29 giugno 2012)

"Da non perdere 'Take Shelter' di Jeff Nichols, il regista che ha convinto all'ultimo Festiva di Cannes con il suo 'Mud'. Interpretato da Michael Shannon e l'attrice rivelazione dello scorso anno, Jessica Chastain. (...) L'appassionante e doloroso viaggio nella psiche deviata del protagonista è l'occasione per riflettere sulle ferite ancora aperte di una nazione che non smette di aver paura e trasforma le proprie angosce in oscure minacce che non danno scampo." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 29 giugno 2012)

"'Take Shelter' racconta un'ossessione di minaccia incombente che potrebbe invece rivelarsi un presagio di disastro in arrivo. Lo ha diretto, con sensibilità autoriale di stampo europeo e tematiche profondamente americane, Jeff Nichols. Un interessante figura di cineasta fuori dalla folla, che non teme gli indugi, gli sguardi, le atmosfere rarefatte; e tuttavia è ben radicato alla realtà, alla concretezza dei gesti quotidiani e sa come scegliere e dirigere i suoi attori, qui gli intensi e toccanti Michael Shannon e Jessica Chastain. Non sempre Nichols trova il giusto equilibrio fra ambizioni metaforiche e naturalismo, ma il suo film trascina in una inesorabile spirale di inquietudine." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 29 giugno 2012)

"Due cuori (con prole), una capanna nell'Ohio e l'apocalisse. Non siamo al Mulino Bianco versione horror, ma dentro uno dei più potenti film indipendenti della scorsa stagione americana, che Sundance e Cannes 2011, hanno premiato e che l'Italia solo ora mette in sala. Autore, qui alla sua seconda raffinatissima prova, è lo stesso Jeff Nichols che quest'anno Hollywood avrebbe sbiadito con 'Mud', concorrente sulla Croisette. Storia archetipica e tagliente come una sorgente di montagna, narra di Curtis (supremo Shannon) mansueto muratore marito di Samantha (Chastain) e padre della piccola Hannah, affetta da sordità. Nessun paradiso per la classe operaia ma solo una parvenza di serenità a sorvegliare il quotidiano del trio, finché l'Incubo occupa la mente di Curtis: l'ossessione di un uragano in arrivo monopolizza il suo universo precario, la costruzione di un rifugio si fa emergenza. Il tormento accerchia e isola la famiglia dalla comunità impietosa, la tragedia si fa arcaica mentre realtà e immaginazione si sovrappongono. Metafora estrema dei mali d'America post 9/11 (e dunque d'Occidente) e magnifico film di fattura sceno-fotografica, 'Take Shelter' veicola il racconto della Paura più intima all'essere umano, del quale definisce la natura. Film imperdibile e senza tempo." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 28 giugno 2012)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy