Suspiria

ITALIA - 1977
La giovane americana Susy Banner si reca a Friburgo, in Germania, per iscriversi ad una accademia di danza. La notte del suo arrivo assiste alla fuga di una allieva, Patty Newman, che il giorno seguente verrà ritrovata barbaramente uccisa in casa di una amica. In seguito muore, dilaniato dal proprio cane, Daniel, il pianista cieco dell'accademia. Una strana sonnolenza ed inspiegabili malori colpiscono la stessa Susy. Schifosissimi vermi invadono, a migliaia, il collegio. Susy può confidarsi solo con Sara, già amica di Patty, ma anch'ella è vittima di una morte atroce proprio quando stanno cercando insieme la spiegazione a questi fenomeni. Susy apprende poi da un esperto in magia che l'accademia è stata fondata agli inizi del secolo da Elena Marcos, una strega dotata di formidabili poteri e capace di creare attorno a sé una setta di adepti.

CAST

NOTE

- PRIMO CAPITOLO DELLA 'TRILOGIA DELLE TRE MADRI: MATER SUSPIRIORUM, MATER LACHRIMARUM E MATER TENEBRARUM'. GLI ALTRI FILM DELLA SERIE SONO "INFERNO" (1979) E "LA TERZA MADRE" (2007).

- LA VERSIONE RESTAURATA E' PRESENTATA COME EVENTO SPECIALE ALLA II^ EDIZIONE DI 'CINEMA. FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA' (2007) NELLA SEZIONE 'PREMIÈRE/LA NOTTE D'ARGENTO'.

- PRIMA PROIEZIONE IN SALA: 1 FEBBRAIO 1977.

CRITICA

"Nel recente 'Suspiria' gli insegnamenti dei maestri del brivido (...) vengono sfruttati solamente ai fini di una più che banale ricerca di effetti, tesi ad impedire un qualsiasi atteggiamento critico del pubblico." (S.B. 'Cinema di tutto il Mondo', 1978)

"Lasciata la strada del giallo, percorsa nei suoi film precedenti, Dario Argento si abbandona completamente, in quest'opera, al gusto dell'orroer e lo porta a livelli di esasperazione. Le persone umane sono vivisezionate nelle loro paure, squartate e sbranate nelle loro copmponenti fisiche. L'uomo in altre parole è fatto oggetto centrale di questo di questo spettacolo povero e morboso. (...) Effetti cromatici e sonori imperversano dall'inizio alla fine ma concorrono a dare ancora di più la netta sensazione della inesistenza di un qualsiasi sviluppo narrativo e psicologico. (...) Ma questa vicenda che non procede, ci sollecita, al massimo, ad applaudire al mago che ha saputo presentare dei congegni da far paura." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 82, 1977)
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