Spot

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Spot
TRAMA BREVE
Impiegato del servizio postale degli Stati Uniti, il portalettere Gordon è, in realtà, orgoglioso della sua abilità nel gestire le crisi dei cani che incontra nel giro di consegne. Intelligente e pronto, Gordon ogni mattina parte per il proprio 'giro' armato con una serie di congegni anticane da lui stesso progettati e realizzati. Un giorno, però, Gordon trova pane per i suoi denti: si tratta di un super cane anticrimine fuggito dal suo proprietario, l'agente dell'FBI Murdoch.

TRAMA LUNGA
A Seattle il portalettere Gordon si trova un giorno nel furgone un cane che ha atteggiamenti strani: si chiama Spot ma è l'agente 11, un super cane anti crimine in fuga da un programma di protezione testimoni. Stephanie, la moglie, deve partire per lavoro, e Gordon si incarica di badare al piccolo James. Spot è rimasto con loro e al parco, istintivamente, blocca un ladro. Quella sera Gordon rimane chiuso fuori di casa, si mette ad urlare e sbraitare, e arriva la polizia per calmarlo. Quando è con James, Spot non sa che fare con la palla che il ragazzino gli tira, poi comincia a capire. Intanto l'agente Murdoch, 'collega' di Spot, è sulle tracce del cane. Si presenta a casa di Gordon con l'FBI e lo porta via. Più tardi però Spot scappa, e lo stesso fa da casa anche James. Si capisce infine che Spot ormai vuole restare a casa di Gordon. Torna Stephanie, sul momento è arrabbiata e porta via James. Ma eccoli subito dopo tutti insieme al parco: lui, lei, James e Spot che corre come un cane normale.
  • Altri titoli:
    Spot - Supercane anticrimine
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: ROBERT SIMONDS - WARNER BROS. - VILLAGE ROADSHOW PICTURES - NPV ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: WARNER BROS ITALIA
  • Data uscita 29 Giugno 2001

NOTE

COSTUMI DI DIANE M. WIDAS

CRITICA

"Il film è incommentabile: anche se fosse 'per famiglie' come vorrebbe apparire, ci sarebbe da vergognarsi ad avere genitori che ritengono un bene intrattenere il proprio pargolo con questa roba! A parte la pubblicità per niente occulta al consumismo sfrenato ed i patetici tentativi di Arquette di imitare la slapstick comedy pattinando sulla cacca di cane, a questo film manca il requisito fondamentale dell'allegria: anzi, viene quasi il magone, specialmente pensando al pur bravo Paul Sorvino che fa la parodia dell'italomafioso con troppo cerone e troppo poca dignità professionale. Più stupidamente sciatto di un film dei Farrelly e lontano anni luce dalle cose anche più squallide del trio Zucker-Abrahams-Zucker: un risolino forzato magari riuscirà pure a strapparvelo, ma subito dopo pensate alle 13.000 che avete lasciato al botteghino: riderete ancora?". (Dean Burletti, 'CinemaZip', 29 giugno 2001)
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