SPARTAN

USA, GERMANIA - 2004
SPARTAN
Robert Scott, un ufficiale delle squadre speciali dell'esercito degli Stati Uniti, viene incaricato di ritrovare la giovane figlia del presidente, Laura Newton. Durante le indagini scopre che la ragazza è stata rapita da un'organizzazione criminale che l'ha condotta a Dubai, insieme ad altre giovani donne bianche, per avviarla alla prostituzione. Mentre sta organizzando una squadra speciale per scoprire dove si trovi e riportarla a casa, la televisione diffonde la notizia che la ragazza è morta per annegamento dopo essere caduta dalla barca di un professore con cui aveva una relazione. Robert non crede a questa versione dei fatti che gli appare una montatura ed insieme ad un giovane collega decide di andare alla ricerca della verità.
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Produzione: SPARTAN PRODUCTIONS INC., APOLLOPROMEDIA, ART LINSON PRODUCTIONS, FRANCHISE PICTURES, INDELIBLE QUALITY INTERNATIONAL, SIGNATURES FILMS
  • Distribuzione: CDI
  • Data uscita 14 Gennaio 2005

CRITICA

"In 'Sesso & potere' si fabbricava una guerra finta per coprire uno scandalo sessuale del presidente Usa. In 'Spartan', nona regia di David Mamet che di 'Sesso & potere' era sceneggiatore, qualcuno rapisce la figlia del presidente per nascondere uno scandalo sessuale. O forse sono stati i terroristi arabi? E se invece la ragazza ha fatto tutto da sola? Il dubbio è d'obbligo perché è tornato Mamet, un maestro del doppio gioco. (...) Mamet punta alto e orchestra un thriller-noir politico che avvince, accarezza l'orecchio coi dialoghi e offre un ritratto impietoso di Cia, Fbi e Casa Bianca. I soldati hanno sempre un codice, anche i mercenari, ma la politica no, dice il regista. La rinascita di Val Kilmer parte da questo milite quasi ignoto (il suo vero nome è urlato solo nel finale) che riesce a farsi amare." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 14 gennaio 2005)

"Mamet è certo un tipo polemico e non fa sconti morali quando fa la radiografia del suo Paese. Peccato che il film abbia due anime e l' azione non sia sintonizzata con il suo stile metaforico, anche se il gioco del doppio e triplo gioco fa parte della sua poetica e della sua polemica (ha sceneggiato 'Sesso e potere'): nessuno esce con la fedina pulita, né la Cia né l' Fbi né la Casa Bianca dei giochi, parafrasando un suo titolo." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 15 gennaio 2005)

"Ritorno alla grande per Val Kilmer. (...) Chi, conoscendo il Mamet cineasta si aspetta il suo repertorio di dialoghi brillanti e colpi di scena, stenterà un po' a ritrovarlo. E non tanto nella prima parte, dove le cadenze mametiane sono abbastanza identificabili, quanto piuttosto nella seconda: allorché il tosto militare rivela un'umanità a sfondo malinconico e decide di condurre un'indagine non autorizzata. (...) Un Mamet migliore, forse, ma che compensa ambizioni più modeste del solito con una buona dose d'energia." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 21 gennaio 2005)
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