SOTTO FALSO NOME

ITALIA, SVIZZERA - 2004
SOTTO FALSO NOME
Serge Novak è lo pseudonimo di un autore di successo il cui romanzo 'Il viaggio d'inverno' è universalmente considerato un capolavoro. Ma nella vita privata è Daniel Boltanski, ricco e rispettabile, sposato con Nicoletta, un avvocato italiano con cui vive in Svizzera. Nicoletta ha un figlio, Fabrizio, nato da un precedente matrimonio, che sta per sposarsi a Capri. Durante il viaggio in aliscafo per recarsi sull'isola, Daniel incontra Mila, la futura moglie di Fabrizio. Ignaro della sua vera identità passa la notte con lei e in seguito, nonostante il matrimonio, tra i due inizia una relazione passionale. Ma la fama di 'Novak' è pari alla sua ossessione per la privacy, che qualcuno cerca di mandare all'aria con un ricatto: la rivelazione delle sue colpe, presenti e passate, corredate con tanto di documentazione fotografica. Con l'aiuto del suo agente, lo scrittore cerca di capire chi lo sta minacciando...
  • Altri titoli:
    STRANGE CRIME
    SOUS LE DESIR
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Produzione: FABRIZIO MOSCA TOMASO RADAELLI E FABRIZIO CHIESA PER TITTI FILM, MEDUSA FILM E VEGA FILM CON IL SOSTEGNO DI EURIMAGES
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 27 Febbraio 2004

NOTE

- PROIEZIONE SPECIALE ALLA 43MA "SEMAINE INTERNATIONALE DE LA CRITIQUE", CANNES 2004.

CRITICA

"'Sotto falso nome' di Roberto Andò è uno strano ibrido. Metà film intellettuale, letterario, folto di temi e rimandi colti, l'identità, il desiderio, il plagio, la colpa ('Non sempre un segreto cela un fatto riprovevole'). Metà grande produzione con ville, yacht e auto di lusso che tolgono mordente e verità al nucleo della vicenda. 'Il manoscritto del principe', esordio del teatrante Andò dedicato al sodalizio fra Tomasi di Lampedusa e Gioachino Lanza Tomasi, aveva ben altra tenuta. Forse perché metteva in scena presenze e fantasmi cari al siciliano Andò." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 27 febbraio 2004)

"Roberto Andò ha scritto e firmato un morboso thrilling raffinato, trasferendosi qua e là per l'Europa con un cupo finale in una cadente villa polacca. Sapiente, algido e ben recitato, 'Sotto falso nome' conferma le doti dell'autore." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 28 febbraio 2004)

"Tutto molto perfetto, geometrico anche negli scarti dell'imprevedibilità. Malgrado la passione torbida e incandescente che contiene, un cinema un po' esangue." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 28 febbraio 2004)
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