Sierra Maestra

ITALIA - 1969
Franco, un giornalista italiano, viene arrestato in Venezuela dalle truppe regolari che combattono la guerriglia e accusato di essere un rivoluzionario. Benché percosso e sottoposto ad un duro interrogatorio Franco nega ogni addebito, pur affermando di riconoscere giusta l'azione di coloro che si oppongono al potere costituito. A nulla valgono le preghiere della madre, che è venuta a trovarlo, e che lo invita a desistere dal suo rigido atteggiamento. Mentre in Italia, nella sua città, la giovane moglie e i suoi amici discutono sui principi che hanno guidato l'azione di Franco, questi, in carcere, ne accetta le conseguenze. Un giorno, vengono condotti nella sua stessa cella due uomini: un fotografo di moda e un guerrigliero. Tra Franco e il combattente si accendono lunghe e spesso acerbe discussioni, mentre il fotografo, che sembra estraneo alla lotta, cerca di mitigare con vaghe idee di pacifismo la durezza della dialettica. Le sofferenze comuni e le umiliazioni uniscono a poco a poco i tre prigionieri e li rendono amici. Mentre il fotografo viene liberato e il guerrigliero fucilato, Franco resta solo nel carcere a pagare per la sua idea.

CAST

NOTE

- PREMIO LACENO D'ORO (1969).

- PREMIO DELLA CONTESTAZIONE ALL'VIII FESTIVAL DI NYON (SVIZZERA, 1969).
- PRESENTATO AL XXX FESTIVAL DI VENEZIA.

- I VERSI LETTI DA BRUNO CIRINO SONO DI CAMILLO TORRES, QUELLI LETTI DA CARLA GRAVINA SONO TRATTI DAL "MARAT-SADE" DI PETER WEISS

CRITICA

un discorso prettamente politico a sostegno di una tesi che un linguaggio cinematografico disarticolato e un clima ossessivo, originato dal martellante ripetersi di slogan e frasi propagandistiche, rendono suggestivo e apparentemente efficace.(Segnalazioni cinematografiche)
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