Senza lasciare traccia

ITALIA - 2016
3/5
Senza lasciare traccia
Bruno ha cercato di dimenticare un passato di cui porta i segni sulla pelle e dentro di sé, nella malattia che lo consuma lentamente: di quel passato non ha mai parlato con nessuno, neanche con la sua compagna. Fino a quando Bruno non ha l'occasione di tornare nel luogo dove tutto è cominciato: una fornace ormai abbandonata, diventata il rifugio di un uomo e della figlia. Nessuno dei due riconosce quell'intruso, né immagina le sue intenzioni. Per guarire, Bruno deve trovare un colpevole, guardare in faccia l'origine del suo male. Cercare tracce, cancellarle, per tentare di fermare l'intruso che è in lui.
  • Altri titoli:
    Leaving No Trace
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: SUPER 16MM, DCP (1:2.39)
  • Produzione: MASSIMO RUGGINI, LEA TAFURI, GIANCLAUDIO CAPPAI PER HIRAFILM
  • Distribuzione: HIRAFILM E IL MONELLO FILM
  • Data uscita 14 Aprile 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Emanuele Rauco
Finalmente un esordio italiano nel lungometraggio che vuole guardare, che vuole studiare le immagini, che vuole servire l'intelligenza della spettatore attraverso il cinema. E' Senza lasciare traccia, opera prima di Gianclaudio Cappai presentata al Bif&st 2016 di Bari prima della sua uscita in sala.

Il film racconta del viaggio di una coppia verso il luogo in cui lei ricomincerà a lavorare dopo una lunga assenza; lui, reduce da un tumore forse non del tutto guarito, approfitterà del tempo libero per andare a scavare nel suo passato, dentro una fornace legata a traumi intimi e inconfessabili. Scritto dal regista con Lea Tafuri, Senza lasciare traccia è un thriller di vendetta sotto le spoglie di un dramma intimo ed esistenziale.

Il nucleo di partenza del film è la sovrapposizione tra la malattia del corpo e quella dell'anima, non un'idea originale in sé e forse raccontata con toni fin troppo compressi, ma che permette a Cappai di saggiare le possibilità del mezzo cinematografico in modo ampio e completo: dalla fotografia in 16mm poi gonfiata per sentire il peso della grana della pellicola allo spettatore, per dare l'idea di una materia calda in procinto di bruciare, alle inquadrature in qui i quadri, gli spazi e i corpi servono precise idee espressive, dagli zoom inconsueti, morbidi e avvolgenti che ricordano Altman al montaggio capace di congiungere ordine e caos, ellissi e precisione narrativa.

Un film promettente e seducente, che sfida e stimola lo spettatore cercando di dargli indizi e i nessi senza dover chiarire troppo, (ma senza essere criptico), trasformando l'occhio e il cervello di chi guarda in investigatori e protagonisti della storia che avvampa senza cercare catarsi e isterismi e che ha nelle prove di Michele Riondino e soprattutto di Vitaliano Trevisan due ottimi puntelli.

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DI: REGIONE LOMBARDIA-FILM FUND 2014, REGIONE LAZIO-FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO; CON IL SOSTEGNO DI LOMBARDIA FILM COMMISSION; IN ASSOCIAZIONE CON MEDIA SPONSOR, OBIETTIVO ENERGIA, VESA UFFICIO, BCC DI SAN MARZANO (AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT).

CRITICA

"L'esordio in lungo del cagliaritano Cappai è un dramma ambizioso e ricco di mistero. Girato realmente in una fornace del lodigiano, accorpa il simbolismo degli archetipi alla base del racconto alla muscolarità di una regia già precisa e che non deve 'chiedere scusa' a nessuno." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 21 aprile 2016)

"Thriller ad alto tasso simbolico, opera prima di un regista coraggioso (...) se non altro per la scelta di esordire in un genere che in Italia funziona di rado. Cast di ottimi, giovani professionisti fra i quali si intrufola, con forza, il 'non attore' Trevisan, scrittore già visto in 'Primo amore' di Garrone." ('L'Unità', 14 aprile 2016)

"Noir d'atmosfera e dramma esistenziale, ma soprattutto opera d'esordio dal grande fascino visivo." (Rosario Sparti, 'Il Mucchio', Aprile 2016)

"Notevole sorpresa questo 'Senza lasciare traccia', esordio nel lungometraggio di Gianclaudio Cappai. Mostruosità, sofferenza e vendetta sono soprattutto interiori, perché la resa dei conti del protagonista è prima di tutto con se stesso. Da qui la scelta di Cappai, saggia ed esteticamente interessante, di costruire un thriller d'atmosfera, dove il motivo del fuoco entra sopra e sotto la pelle." (Mauro Gervasini, 'Film Tv', 14 Aprile 2016)

"Sorprendente esordio nel lungometraggio di Gianclaudio Cappai, che dirige in modo robusto, supportato da suggestive location (L'infernale fornace) e dall'interpretazione sofferta di Riondino, che si insinua nella casa abitata da padre e figlia in modo subdolo e pianificato. Gli accenni pedofili del fuochista e la spietata vendetta di Bruno, prima della redenzione, fanno del film qualcosa che si vede raramente nell'indi italiano." (Davide Comotti, 'Nocturno Cinema', Maggio 2016)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy