Senza lasciare traccia

ITALIA - 2016
Bruno ha cercato di dimenticare un passato di cui porta i segni sulla pelle e dentro di sé, nella malattia che lo consuma lentamente: di quel passato non ha mai parlato con nessuno, neanche con la sua compagna. Fino a quando Bruno non ha l'occasione di tornare nel luogo dove tutto è cominciato: una fornace ormai abbandonata, diventata il rifugio di un uomo e della figlia. Nessuno dei due riconosce quell'intruso, né immagina le sue intenzioni. Per guarire, Bruno deve trovare un colpevole, guardare in faccia l'origine del suo male. Cercare tracce, cancellarle, per tentare di fermare l'intruso che è in lui.

CAST

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DI: REGIONE LOMBARDIA-FILM FUND 2014, REGIONE LAZIO-FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO; CON IL SOSTEGNO DI LOMBARDIA FILM COMMISSION; IN ASSOCIAZIONE CON MEDIA SPONSOR, OBIETTIVO ENERGIA, VESA UFFICIO, BCC DI SAN MARZANO (AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT).

CRITICA

"L'esordio in lungo del cagliaritano Cappai è un dramma ambizioso e ricco di mistero. Girato realmente in una fornace del lodigiano, accorpa il simbolismo degli archetipi alla base del racconto alla muscolarità di una regia già precisa e che non deve 'chiedere scusa' a nessuno." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 21 aprile 2016)

"Thriller ad alto tasso simbolico, opera prima di un regista coraggioso (...) se non altro per la scelta di esordire in un genere che in Italia funziona di rado. Cast di ottimi, giovani professionisti fra i quali si intrufola, con forza, il 'non attore' Trevisan, scrittore già visto in 'Primo amore' di Garrone." ('L'Unità', 14 aprile 2016)

"Noir d'atmosfera e dramma esistenziale, ma soprattutto opera d'esordio dal grande fascino visivo." (Rosario Sparti, 'Il Mucchio', Aprile 2016)

"Notevole sorpresa questo 'Senza lasciare traccia', esordio nel lungometraggio di Gianclaudio Cappai. Mostruosità, sofferenza e vendetta sono soprattutto interiori, perché la resa dei conti del protagonista è prima di tutto con se stesso. Da qui la scelta di Cappai, saggia ed esteticamente interessante, di costruire un thriller d'atmosfera, dove il motivo del fuoco entra sopra e sotto la pelle." (Mauro Gervasini, 'Film Tv', 14 Aprile 2016)

"Sorprendente esordio nel lungometraggio di Gianclaudio Cappai, che dirige in modo robusto, supportato da suggestive location (L'infernale fornace) e dall'interpretazione sofferta di Riondino, che si insinua nella casa abitata da padre e figlia in modo subdolo e pianificato. Gli accenni pedofili del fuochista e la spietata vendetta di Bruno, prima della redenzione, fanno del film qualcosa che si vede raramente nell'indi italiano." (Davide Comotti, 'Nocturno Cinema', Maggio 2016)
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