SE SCAPPI, TI SPOSO

RUNAWAY BRIDE

USA - 1999
SE SCAPPI, TI SPOSO
Ike Graham, cronista a New York, ha un'ora di tempo per consegnare al suo capo (che è poi la sua ex moglie) il pezzo per la rubrica di costume di cui è titolare. Al bar in attesa di qualche ispirazione, Ike sente parlare di una giovane donna di nome Maggie che, in una cittadina del Maryland, sembra si fidanzi spesso ma poi, al momento di avvicinarsi al matrimonio, viene presa da folle paura e scappa a gran velocità. Ike scrive un articolo su Maggie, ma le reazioni sono talmente risentite e seccate, da provocare ad Ike il licenziamento. A questo punto il cronista decide di recarsi di persona a Hale per osservare da vicino la situazione. Ike e Maggie si incontrano nel negozio di lei e tutti e due si dimostrano molto contrariati per la presenza dell'altro. Maggie è in procinto di compiere il quarto tentativo di matrimonio e la disturba molto la presenza di quell'uomo che vuole indagare sulla sua vita privata. Così cerca a sua volta di vendicarsi, ma intanto Ike, brillante e spiritoso, ha fatto colpo sugli amici e la famiglia di lei. Arriva il giorno dedicato alle prove della cerimonia nuziale. I due si baciano, e Bob, il futuro marito, capisce che è tutto finito. Ike e Maggie si scoprono innamorati e decidono di sposarsi. Sull'altare Ike aspetta Maggie, che arriva lentamente ma, ancora una volta, quando vede il traguardo, si impaurisce e fugge. Ike torna a New York, riprende la propria vita. Tutto sembra tornato come prima, quando all'improvviso Maggie si presenta a casa di lui. Questa volta le intenzioni sono serie. Ike e Maggie ci riprovano e portano a termine la cerimonia.
  • Durata: 116'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: TED FIELD, TOM ROSENBERG, SCOTT KROOPF, ROBERT CORT PER INTERSCOPE COMMUNICATIONS - LAKESHORE ENTERTAINMENT - TOUCHSTONE PICTURES
  • Distribuzione: MEDUSA FILM (1999) - MEDUSA HOME VIDEO

CRITICA

"Tra smorfie, gag, equivoci e zucchero sparso qua e là, si dipana una pagina di cinema patinato, tanto romantico quanto vuoto, costruito su misura per la straordinaria fotogenia di due divi". (Calro Delmiglio, 'Segnocinema', settembre/ottobre 2000)
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