Se lo scopre Gargiulo

ITALIA - 1988
Se lo scopre Gargiulo
Vita non proprio allegra quella di Teresa, infermiera napoletana. Il marito Bebè la ignora (non fa nulla, salvo giocare a poker la sera con Mammà e poi dormire nel letto di lei), mentre l'altezzosa cognata Ernestina dirige un padiglione ospedaliero intestato al genitore, professor Gargiulo. Un giorno, per tirar fuori il padre da un impiccio (lui organizza tra i malati in corsia un lotto clandestino e si trova un grosso debito da pagare) Teresa firma un assegno a vuoto da un milione a favore di un medico creditore. Ora deve pensare a coprirlo e non ha davanti a sé che dodici ore. Disperata, incontra un certo Ferdinando, un simpatico giovanotto che vive di espedienti insieme all'amico Friariello. Con loro la donna passa le ore della notte implicata e travolta in bizzarre ed anche rischiose avventure: si trova senza rendersene conto a far da premio in una ricca tombola in un locale equivoco (e a lei, uscitane senza danno grazie ai due gaglioffi, va mezzo milione), mentre altre cinquecentomila lire essi gliele regalano, assistendo con qualche inghippo alle corse dei levrieri. Sulle piste di Ferdinando è però una banda di camorristi, che lo ritenevano morto, e c'è di mezzo la faccenda di un camion, conteso fra una parte e l'altra, che, lanciato dal giovanotto, finirà bruciato con quello di un avversario. Ma Ferdinando non può certo morire. Egli ricompare all'ospedale, dove Teresa ha fatto portare il povero Friariello, cui i cattivi avevano iniettato una overdose per eliminarlo. Tutti e due se la caveranno, mentre Teresa, a conclusione della sua notte frenetica, scopre che il marito è un omosessuale, che la di lui sorella ricovera nel padiglione Gargiulo solo chi versa nelle sue mani mezzo milione per avere un letto e che lo stesso celebratissimo luminare Gargiulo era solo un imbroglione, ospite a suo tempo della galera per traffico di medicinali.
  • Durata: 114'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: AMA FILM, TITANUS PRODUZIONE RETEITALIA
  • Distribuzione: C.D.I. (1988) - MONDADORI VIDEO

CRITICA

" 'Se lo scopre Gargiulo', al di là di alcune fresche sorpresine narrative, è un film molto legato ai folklorismi napoletani (compresi il gioco del lotto e il caffè bollente), ed ha il difetto di non risultare credibile. Qua e là fantasioso, poco di buon cuore verso i gay, il racconto perde tono nella parte finale d'azione, dove le pecche della regia sono più vistose, anche se la buona fede dell'autore non è messa in dubbio, volendo egli tirar su dal sottosuolo di Napoli i suoi umori più profondi e nascosti. Caratteristi banalmente a posto, come accade in queste occasioni, mentre Richard Anconina, divo d'oltralpe, si industria a rendere simpatico, peraltro riuscendoci, un personaggio vital-sentimentale non sulle sue misure. Sull'orizzonte, la bella fotografia notturna di Alfio Contini, l'unica che dà il passaporto dell'irreale, la seducente musica di Pino Daniele e molti grovigli di vipere e famiglia." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 30 Novembre 1988)

"La formula di base è quella della contaminazione tra farsa napoletana, film nero e commedia romantica. Con un occhio al cinema americano d'azione (il duello dei camion), Porta gioca bene le sue carte sia nella scelta degli ambienti (il cinodromo, il fronte del porto, la riffa nella casa di tolleranza) dove lo sorreggono la bella fotografia di Contini e la buona musica di Pino Daniele, sia nell'uso degli antichi espedienti del teatro napoletano con l'apporto di una pittoresca schiera di caratteristi dialettali. Qua e là il regista ha la mano greve, un po' alla Wertmuller di cui fu librettista in 'Un complicato intrigo...'. Sono i peccati minori di un film riuscito. Porta eccede, ma sa rischiare. In bilico tra lingua e dialetto, illuminata da una parrucca fulva, De Sio offre un'interpretazione maiuscola, tutta giocata sulla linea di demarcazione tra vitalità e convenzione, tra naturalezza e artificio." (Morando Morandini, 'Il Giorno', 29 Novembre 1988)

"La falsariga, appunto, di 'Mi manda Picone'. Sul piano narrativo, però, anche in modo più aggrovigliato, non solo per far polemica su tutto, dai camorristi ai drogati, dal vizio organizzato ai dissesti e alla corruzione negli ospedali (con ampie citazioni di cronaca), ma per raggiungere effetti vistosi, anche di spettacolo grosso, al momento in cui si ha l'aria di mettere il dito sulla piaga.
All'inizio, quando vien presentata la famiglia in cui è entrata Teresa - un marito ambiguo sottomesso alla madre, una cognata primaria d'ospedale che i malati li accetta solo se le danno denari, una disonestà che, da parte di tutti, straripa ad ogni angolo - con modi che rischiano il bozzettismo facile, addirittura da vecchio teatro. (...) Teresa è Giuliana De Sio, più felice negli stupori iniziali del suo viaggio che non dopo, nei suoi coinvolgimenti un po' passivi. Le dà la replica Richard Anconina, un attore francese che, pur quasi, agli esordi, recita già un po' come De Niro. Farà strada." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 29 Ottobre 1988)
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