Scusa ma ti chiamo amore

ITALIA - 2007
Scusa ma ti chiamo amore
Niki ha quasi diciotto anni, frequenta l'ultimo anno delle scuole superiori e passa il tempo libero con il suo fidato gruppo di amiche tra discoteche, feste, ed eventi vari. Alex ha quasi trentasette anni ed è un pubblicitario in carriera. Da poco tempo è stato lasciato dalla sua 'eterna' fidanzata ed il suo universo adesso ruota intorno agli amici storici. In una trafficata mattina romana, Niki e Alessandro si scontrano, lui in macchina, lei in motorino, e l'incidente segnerà una svolta importante nelle vite di entrambi...
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: romanzo omonimo di Federico Moccia
  • Produzione: MEDUSA FILM, CECCHI GORI GROUP
  • Distribuzione: MEDUSA (2008)
  • Data uscita 25 Gennaio 2008

NOTE

- GIORGIO GREGORINI E' CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2008 PER LE MIGLIORI ACCONCIATURE.

CRITICA

"Il bello è che, malgrado la materia, in questo film molto sicuro e curato ma chiuso e autoriferito come una bolla di sapone pariolina, tutto è sempre lieve, colorato, su di giri, senza peso. La sensazione è quella di trangugiare una coca cola con lo zucchero, o una cassata alla nutella. A molti piacerà. A noi tocca il ruolo del dietologo." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 25 gennaio 2008)

"Primo film diretto da Federico Moccia, 44 anni, romano, scrittore-fenomeno di romanzi sentimentali per ragazzi di gran successo (Tre metri sopra il cielo, Ho voglia di te), autore di testi per la televisione (Domenica In, I cervelloni, Ciao Darwin, Il treno dei desideri) e per spot pubblicitari (Caffè Splendid). Questa volta la storia include anche adulti: un pubblicitario di 37 anni (Raoul Bova) s'innamora di una liceale di 17 anni (Michela Quattrociocche), ne viene travolto e ringiovanito, la lascia per la troppa differenza d'età e la ritrova, si riuniscono con un lungo bacio. Lei è birichina; lui è sconcertato ma sa recitare, diversamente dagli altri."
(Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 25 gennaio 2008)

"«La gente ama le cose semplici», obietta il pubblicitario Raoul Bova alla diciottenne Michela Quattrociocche che gli sta dando un'idea troppo sofisticata per la campagna di un nuovo prodotto. La filosofia di Federico Moccia è tutta nella frase che fa dire al protagonista di 'Scusa ma ti chiamo amore', suo debutto alla regia. Che suoni come un'autocelebrazione o come un'autodifesa preventiva, non importa: Moccia la pensa così.
E allora ecco la storia del quarantenne lasciato da una compagna rompipalle e traditrice che, seppur preso da qualche remora, si innamora di una ragazzina, sfrontata quanto sognatrice, come solo i "ggiovani" sanno essere. Confezionato bene, con tanta furbizia. E di una semplicità a dir poco disarmante." (Massimiliano Zampini, 'Ventiquattrominuti', 25 gennaio 2008)
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