SCACCO PAZZO

ITALIA - 2003
A causa di un incidente stradale avvenuto poco prima del matrimonio, Antonio è vittima di una regressione infantile. Suo fratello Valerio, commerciante, si prende cura di lui e, di volta in volta, è costretto a mascherarsi da mamma e da papà per soddisfare le esigenze di Antonio. Fra i due tenta inutilmente di mettere ordine Marianna, la fidanzata di Valerio.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: DALL'OMONIMA OPERA TEATRALE DI VITTORIO FRANCESCHI
  • Produzione: GIORGIO E MARCO LEOPARDI PER KEY FILMS
  • Distribuzione: KEY FILMS
  • Data uscita 17 Ottobre 2003

NOTE

FILM REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO PER BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI.

TRASPOSIZIONE CINEMATOGRAFICA DELLA PIECE TETRALE OMONIMA MESSA IN SCENA NEL 1990 DA NANNI LOY.

CRITICA

"Tratto dal successo teatrale di Vittorio Franceschi, diretto dall'esordiente Alessandro Haber con lo stesso cast (ma in scena il regista era Nanni Loy), 'Scacco pazzo' sceglie il rigore. Il prima e il fuori non vengono visualizzati. La bella fotografia di Italo Petriccione in compenso fa della casa quasi un personaggio a sé, metafora non dell'oppressione ma della dipendenza famigliare. Un 'Delitto e castigo' a porte chiuse dove non ci sono vittime né carnefici, solo complici. Autoprodotto, generoso, viscerale, implacabile, affascinante, un poco sbilanciato (gli attori dominano sulla regia). E fuori moda fino alla temerarietà. Un film anomalo sotto ogni profilo, cui gioverebbe un pizzico di ambiguità in più". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 17 ottobre 2003)

"Tratto da un testo teatrale di Vittorio Franceschi, il film illustra una follia a due ambientata a Torino. (...) Il film di Haber, regista debuttante, è poetico e ben fatto". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 17 ottobre 2003)

"Si poteva temere che dall'operazione uscisse un film teatrale, ma Haber ha saputo muoversi bene nello spazio ristretto dell'appartamento. Attento a ogni sfumatura di un testo fra i più validi della scarsa drammaturgia nostrana, il regista dirige se stesso e i compagni sul filo di un'autentica ispirazione. (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 18 ottobre 2003)

"Alessandro Haber la definisce una scommessa ed ha ragione. Per esordire come regista questo attore che è fra i più rappresentativi della ricostruzione de cinema italiano degno di attenzione e di affetto da parte del pubblico lungo la risalita degli anni '90, porta sullo schermo una commedia che aveva interpretato accanto all'autore Vittorio Franceschini e a Monica Scattini per la regia di Nanni Loy. Una scommessa con la convenzione, la ritualità, la staticità teatrali. (...) Degnissimo lo sforzo del protagonista-regista". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 18 ottobre 2003)

"'Scacco pazzo' è un tentativo più che un film, la cui riuscita è rimandata alla sensibilità di chi lo vede. Può risultare, allo stesso tempo, retorico e commovente. In ogni caso non è mai intimistico, né psichiatrico, bensì è massimalista, perché affronta temi come la perdita dell'innocenza e la mancanza di coraggio di chi ha vissuto le vite comuni e mortali che niente hanno rischiato": (Dario Zonta, 'L'Unità', 17 ottobre 2003)
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