Saremo giovani e bellissimi

ITALIA - 2018
3/5
Saremo giovani e bellissimi
Isabella ha diciott'anni nei primi anni Novanta, ed è una star. Incide un album che ha un enorme successo e che per un'estate intera passa su tutte le radio e le televisioni. Poi più̀ niente. Oltre vent'anni più tardi, canta quegli stessi brani in un locale di provincia con suo figlio Bruno, chitarrista. È a causa del ragazzo che la sua carriera si è fermata, o almeno questo è quello che si racconta Isabella. Bruno e Isabella sembrano più̀ fratello e sorella che madre e figlio. Famiglia non convenzionale e sgangherata, i due sono legati da un rapporto a tratti morboso, uniti contro il mondo. Questo legame però si rompe quando Bruno incontra Arianna, leader di un gruppo rock che gli propone di entrare nella sua band.
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: HD (1:2.35)
  • Produzione: CSC- CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA PRODUCTION CON RAI CINEMA
  • Data uscita 20 Settembre 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
"Ci incontreremo 20 anni fa". È la chiosa del singolo di maggior successo di Isabella, che nei primi anni Novanta era una star e oggi ripropone - senza alcun seguito - lo stesso repertorio in un locale di provincia con suo figlio Bruno, chitarrista.

Madre e figlio legati da un rapporto a tratti morboso, Isabella e Bruno si allontanano e si riavvicinano con la stessa velocità di un riff new wave, più simili a sorella e fratello, intrappolati in un amore unico ed esclusivo.
Il tramonto artistico per una e la possibilità di intraprendere un nuovo cammino musicale per l'altro metteranno a dura prova la loro unione.


Ha uno sguardo consapevole e a tratti suggestivo l'esordiente Letizia Lamartire, che al netto di qualche ingenuità e sfumature drammaturgiche gestite non proprio al meglio, confeziona un discreto film capace di sedurre anche grazie - se non soprattutto - alla predominante musicale, trascinante commistione di sonorità new wave e indie rock, con brani originali firmati da Matteo Buzzanca, presente in un cammeo.


 

È in quei bei momenti di atmosfere nostalgiche e lisergiche, negli occhi vivi e stanchi di una Barbora Bobulova in uno dei migliori ruoli della sua carriera, nell'indiscutibile presenza di Federica Sabatini, è Arianna, frontman della rock-band con cui inizierà a collaborare Bruno (Alessandro Piavani), che Saremo giovani e bellissimi dà il meglio di sé. Restando sospeso tra la malinconia di un passato che non tornerà più e l'ambizione di un futuro proiettato su nuovi sentieri.
"Ci incontreremo 20 anni fa".

NOTE

- PRODUTTORE ESECUTIVO: ELISABETTA BRUSCOLINI.

- REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON ANNAMODE COSTUMES, C.A.M. UNA SOCIETÀ DEL GRUPPO SUGAR, F.LLI CARTOCCI, DO CONSULTING AND PRODUCTION, MARGUTTA DIGITAL INTERNATIONAL | FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE CON IL CONTRIBUTO ECONOMICO DEL MIBACT - DIREZIONE GENERALE CINEMA; CON IL SUPPORTO DI EMILIA-ROMAGNA FILM COMMISSION; CON IL SOSTEGNO DI REGIONE EMILIA-ROMAGNA. OPERA REALIZZATA CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO - FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO CON IL PATROCINIO DEI COMUNI DI FERRARA E COMACCHIO.

- IN CONCORSO ALLA 33. SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA (VENEZIA, 2018).

- CANDIDATO NASTRI D'ARGENTO 2019 PER: MIGLIOR CANZONE ORIGINALE ("TIC TAC" DI MATTEO BUZZANCA E LORENZO VIZZINI INTERPRETATA DA BARBORA BOBULOVA).

CRITICA

"(...) Nonostante la personale ambientazione di un Edipo e Medea nel sottobosco pop italiano di vecchie glorie sconfitte e nuove promesse in vicolo cieco, i personaggi, anche i minori, avevano bisogno già in sceneggiatura di iniezioni di vissuto per superare una visione un po' da manuale. Sono a volte gli attori, nel gioco di regia, a suggerire semmai il mancante, soprattutto la Bobulova, allineata ai passaggi di crisi di una 50enne ancora chiusa nell'illusione di contare qualcosa." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 20 settembre 2018)

"Chissà se ci ha pensato Letizia Lamartire per questo suo film d'esordio, anche se la mamma e il figlio al centro della storia sono avvinti in un rapporto che sembra alludere a un amore - e a un reciproco possesso - molto più che filiali. (...) Il riferimento è con evidenza 'La luna' di Bertolucci, il tabù del sesso tra madre e figlio - l'incesto - l'attrazione che Lamartire suggerisce lasciandola in sospeso per tutto il film - compreso un finale aperto in cui sta a noi spettatori decidere. Ma nella Luna eravamo nell'assoluto del melò, qui il ritmo sono le canzonette a cui si contrappone la sonorità rock di una nuova figura femminile, scontro generazionale - sul palco - (la giovane e la vecchia) che mette in crisi anche la loro relazione. Piuttosto che immergersi nella potenzialità della sua materia Lamartire decide di procedere seguendo una sceneggiatura (sua insieme a Marco Borromei e Anna Zagaglia, supervisione di Federica Pontremoli) in cui i diversi passaggi di un romanzo di formazione a due - che poteva essere pieno di sorprese - trovano soluzioni piuttosto prevedibili. Sperduto il ragazzo, schiacciato il povero aspirante compagno della madre (Massimiliano Gallo), e soprattutto odiose le donne, madre, giovinetta e pure nonna coi suoi moti un po' acidi sotto la serenità delle giacche in stile indiano. Nei loro scontri e dichiarate furiose antipatie la regista aderisce a quegli stereotipi del «genere» (e del gender) più consumati, che per carità esisteranno pure ma nel renderli si possono pensare sfumature più audaci, sicuramente con un po' di amore in più." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 20 settembre 2018)

"Isabella (una Bobulova perfetta), (...) con il figlio Bruno (Alessandro Piavani, convincente) (...). Diretto dall'esordiente Letizia Lamartire, è un bel film, sul rapporto genitori-figli, che ha come punto di forza l'alchimia tra i due magnetici protagonisti." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 21 settembre 2018)
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