SANTO DISONORE

ITALIA - 1949
Pietro Forcella, carrettiere, figlio d'un sediario di Sua Santità, fa parte d'un comitato di patrioti, che nel periodo storico precedente l'entrata delle truppe italiane in Roma nel 1870, preparano l'insurrezione. Tra Pietro e suo padre ha luogo un giorno, come più volte è accaduto, un violento scambio di parole, determinato dalla diversità delle loro idee politiche. Nella notte, mentre Pietro è assente per una missione politica, il padre viene ucciso, nella cantina della loro casa, col coltello del figlio. La mattina seguente, Pietro, accusato di parricidio, viene arrestato: non volendo tradire il segreto della missione adempiuta, non può, difendersi. Gli amici cercano di contrastare l'accusa: una dama, sollecitata da Alfredo, intimo amico di Pietro, dichiara al giudice che l'accusato ha passato la notte con lei. Al processo la situazione di Pietro si rivela critica: per salvarlo dalla pena capitale, la madre afferma il falso, dichiarando che Pietro non è il figlio dell'ucciso. Condannato a trent'anni, Pietro fugge e ripara nel castello d'un congiurato. Risulta poi che l'uccisore è stato Alfredo, sorpreso nella cantina a rubare dei documenti segreti, dei quali s'è servito per denunciare i compagni.

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