Roubaix, une lumière

FRANCIA - 2019
3,5/5
Roubaix, une lumière
Roubaix, la notte di Natale. Il commissario Daoud è di pattuglia per le strade della città dove è cresciuto. Al suo fianco c'è Louis Coterell, agente giovane e inesperto appena uscito dall'accademia di polizia. Daoud e Louis sono chiamati ad indagare sull'omicidio di una vecchia donna: le indiziate del delitto sono Claude e Marie, le due giovani vicine dell'anziana.
  • Altri titoli:
    Oh Mercy!
    Roubaix, una luce
  • Durata: 119'
  • Colore: C
  • Genere: POLIZIESCO, NOIR
  • Tratto da: documentario "Roubaix, commissariat central" di Mosco Boucault
  • Produzione: PASCAL CAUCHETEUX, GRÉGOIRE SORLAT PER WHY NOT PRODUCTIONS, ARTE FRANCE CINÉMA
  • Distribuzione: NO.MAD ENTERTAINMENT (2020)
  • Data uscita 1 Ottobre 2020

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Dopo il non esaltante I fantasmi d’Ismaele (2017), il sempre interessante Arnaud Desplechin cambia sostanza e (ri)trova gusto con Roubaix, une lumière, polar eterodosso in Concorso a Cannes 72.

Interpretato con empatia e assertività da Roschdy Zem, l’ispettore capo Daoud indaga sulla città dove è arrivato dal Maghreb a 7 anni, ha studiato e s’è fatto uomo, e pure saggio: auto incendiate a scopo assicurazione, rapine in panetteria da venti euro e… anziane strangolate a letto. La meta della classica di ciclismo è territorio accidentato della morale: miserie e nefandezze, modelli multiculturali alle corde e “spazzatura bianca”, quale sono Claude (Léa Seidoux) e la compagna Marie, alcolizzate, marginali e forse qualcosa ancora.

Ispirato, confessa il regista e sceneggiatore francese, a Il ladro di Hitchcock e calato in atmosfere, colpe e tare che abbiamo ravvisato e apprezzato in George Simenon, l’adesione al crime non è materia di genere, ma espressione di uno stato d’animo: perché i delitti, e come le colpe?

Daoud è appassionato di cavalli, ma non vi scommette, lo fa il nuovo arrivato, l’arrovellato e gentile Louis Coterelle, ma un’altra scommessa, quella pascaliana, sembra della partita: eticamente determinato, minuziosamente scritto – a parte i monologhi in voce over della matricola Louis - e psicologicamente declinato, Roubaix, une lumière (Oh Mercy titolo internazionale) è troppo “signore”, elegante e sommesso per non correre il rischio della sottovalutazione.

Male sarebbe, perché è film intelligente, non eclatante, ma sottile – anche meta-cinematografico, sulla messa in scena… - e financo prezioso: come attesta l’ultimo fermo-immagine, dai blocchi, cavalli e umani che siano, si esce tutti insieme, già, e poi che succede?

NOTE

- REALIZZATO CON IL SUPPORTO DI: CANAL +, CINÉ +, ARTE FRANCE, MICHEL MERKT; CON IL SUPPORTO DI: CENTRE NATIONAL DU CINÉMA ET DE L'IMAGE ANIMÉE, PICTANOVO, RÉGION HAUTS-DE-FRANCE.

- IN CONCORSO AL 72. FESTIVAL DI CANNES (2019).
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