ROSALBA LA FANCIULLA DI POMPEI

ITALIA - 1952
ROSALBA LA FANCIULLA DI POMPEI
L'agricoltore Ambrosano vive in una fattoria presso Pompei con Laura, la sua seconda moglie, e Rosalba, sua figlia adottiva. Laura, ch'è molto più giovane del marito, s'innamora di un giovane cliente ed amico dell'Ambrosano, Giorgio De Montero, direttore di una fabbrica di Napoli. De Montero, che ha emesso tre cambiali con la firma falsificata del suo principale, vorrebbe invocare l'aiuto d'Ambrosano; ma Laura, che tiene l'amministrazione, gli promette che provvederà ella stessa a togliere le cambiali dalla circolazione. Ella spera così d'indurre il giovane a ricambiare il suo amore; e quando scopre che De Montero ama, riamato, Rosalba, tenta di ricattarlo. Intanto riappare sulla scena un antico amante di Laura, uscito di prigione. Questi riscatta Laura e tenta d'usarle violenza; ma sorpresa da Ambrosano, scappa, Ambrosano, credendo la moglie colpevole d'adulterio, la scaccia. L'ex amante, impadronitosi delle cambiali di De Montero, tenta di ricattarlo; ma De Montero, che ha ottenuto il perdono del principale e s'è fidanzato con Rosalba, respinge il delinquente, che, dopo una colluttazione, lascia svenuto a terra. Il malfattore muore e De Montero viene accusato d'assassinio. Laura intanto ha scoperto che Rosalba è sua figlia: mentre corre a riabbracciarla, viene investita da una macchina. Prima di morire, confessa d'aver ucciso involontariamente l'antico amante. Giorgio, riconosciuto innocente, sposerà Rosalba.
  • Durata: 85'
  • Colore: B/N
  • Genere: ROMANTICO
  • Produzione: NATALE MONTILLO PER S.A.P. FILM (NAPOLI)
  • Distribuzione: REGIONALE - AVO FILM

CRITICA

"(...) Montillo equivale agli altri registi ed attori. La sua sceneggiatura non può dirsi inferiore a quella che Steno e Monicelli hanno preparato per "Core 'ngrato", nè la sua regia inferiore a quella di Guido Brignone, nè la sua interpretazione a quella di Raf Vallone. Non so dal punto di vista produttivo a chi si prospettino maggiori guadagni (...)". (V. Pandolfi, "Rivista del Cinema Italiano" n. 8 di agosto 1953).
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