Rock of Ages

USA - 2012
2/5
Rock of Ages
Los Angeles, 1987. Drew e Sherrie inseguono i loro sogni di gloria nella grande città e, quando si incontrano, è amore a prima vista. Per raggiungere il loro obiettivo, i due ragazzi affrontano una serie di sfide e nel frattempo, per mantenersi, lavorano come camerieri al 'Bourbon Room': tempio del rock sul Sunset Strip di Hollywood, è il locale dove i rockers si scatenano e la gente balla al ritmo dei grandi successi degli anni '80. Per questo, il locale è diventato il bersaglio delle proteste dei bigotti della città che ne reclamano la chiusura...
  • Durata: 123'
  • Colore: C
  • Genere: MUSICALE
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA, ARRIRAW
  • Tratto da: omonimo musical ideato da Chris D'Arienzo
  • Produzione: MATT WEAVER, SCOTT PRISAND, CARL LEVIN, TOBEY MAGUIRE, GARRETT GRANT, JENNIFER GIBGOT PER CORNER STORE ENTERTAINMENT IN ASSOCIAZIONE CON MATERIAL PICTURES E OFFSPRING ENTERTAINMENT, MAGUIRE ENTERTAINMENT, NEW LINE CINEMA
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 20 Giugno 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Tra gli aggettivi che andrebbero cancellati dal dizionario della critica segnaliamo: divertente. Usato in ogni caso e quasi sempre a sproposito, “divertente” è il classico argomento di chi non ne ha altri per difendere le proprie preferenze di gusto. Più appropriato a una festa di compleanno che a un film.
Il vostro recensore solleva la questione perché alcuni autorevoli colleghi si sono così espressi a proposito di Rock of Ages, confortati dallo sfacciato sottotitolo inglese, che avverte: Nothing but a good time. Un sussulto di onestà se non fosse anche un mettere le mani avanti.
Ma che avrà di tanto divertente il musical di Adam Shankman? La storia è di una prevedibilità sconcertante (a metà strada tra Burlesque e la serie boy meets girl dei vecchi musical RKO) e i due giovani protagonisti (la Hough e Boneta) sembrano due orfani di Maria De Filippi.
E se fosse l'estetica a suscitare sollazzo? In effetti la regia, degna di un talent show tv, fa ridere. Ah, dimenticavamo la nostalgia: una facciata senza contenuto.
E il trattamento riservato ai mostri sacri del rock, con le schitarrate dei Def Leppard e dei Guns ridotte a morbide basi musicali per karaoke in famiglia?!?
E la loro sfida all'establishment? Solo uno sfogo sessuale.
E Tom Cruise? Lui sì che è rock. E bravo. E osceno. E anche - non ditelo - sì, quello. Però non basta.

NOTE

- TRA I PRIDUTTORI ESECUTIVI FIGURANO ANCHE CHRIS D'ARIENZO E ADAM SHANKMAN.

- COREOGRAFIE: MIA MICHAELS.

CRITICA

"A quanto pare il rock, morto o agonizzante che sia, è ancora in grado di costruire favole dai buoni sentimenti. Il lieto fine per i due protagonisti di 'Rock of Ages' (due bravissimi ragazzi, va detto) che cercano fortuna nel cinico e peccaminoso inferno di Los Angeles, è scontato. (...) In fin dei conti 'Rock of Ages' vorrebbe essere soprattutto una favola sul rock in quanto tale, con la sua presunta carica eversiva e liberatoria, ma se questo doveva farci pensare che il rock è effettivamente ancora vivo e vegeto, le musiche scelte farebbero pensare il contrario, una selezione che ha del patetico, roba tipo Def Leppard, Foreigner e Reo Speedwagon, quello che in un tempo di restaurazione in America si definiva MOR, 'middle of the road', rock di mezzo, adulto, radiofonico e tutto sommato solidamente innocuo, anche se a livello visivo il film preferisce virare verso una sorta di glam metal pieno di lustrini e traboccante energia. I personaggi sono figurine eccessivamente stereotipate, fanno esattamente quello che ci si aspetta che facciano, ma superando i limiti della trama, ci si può divertire in quello che alla fine finisce per essere il risultato più convincente del film, ovvero l'esagerazione, o meglio la parodia." (Gino Castaldo, 'La Repubblica', 22 giugno 2012)

"Per raccontare sogni infranti e resurrezioni il musical saccheggia ampiamente il repertorio rock tosto dell'epoca, del resto 'Rock of Ages' è il titolo anche di un brano dei Def Leppard, con alcune vette straordinarie come il mix tra 'Juke Box Hero', interpretato dai due ragazzini protagonisti, alternato a 'I love Rock'n'roll' eseguito da Alec Baldwin (una magnifica sorpresa) e Russell Brand, coppia fantastica e disillusa che gestisce il Bourbon Room (...). E i due sono il primo assaggio di un cast stellare che, pur lasciando il ruolo primario ai due giovani, rende più che godibile il film. (...) Non manca nulla in questa rivisitazione carica di ironia del mondo musicale anni '80, compresa la giornalista di 'Rolling Stone' (Malie Akerman), destinata a crollare di fronte al sex appeal della rockstar. Negli Stati Uniti il film è stato accolto con relativa freddezza, gli incassi sono rimasti al di sotto delle aspettative. Un vero peccato perché questo divertentissimo saccheggio di brani rock anni '80, con la storia che si sviluppa coreograficamente merita invece attenzione. Forse siamo ormai un po' frastornati da supereroi derivati dai fumetti, da action movie che stentano a differenziarsi uno dall'altro e abbiamo un po' perso il gusto per l'intrattenimento più genuino. Quello fatto di canti e balli come da tradizione di Hollywood, quello interpretato da attori che cercano di dare il meglio di sé, poi c'è anche quell'ingenuità di fondo che sembra riportare al cinema che proponeva Roger Corman (di nuovo rispunta 'Hollywood Boulevard') concentrato di ogni gaglioffa nefandezza, ma anche cinema che sapeva liberare energie alla Rock'n'roll High School. Il paradosso di 'Rock of Ages' è che si tratta di un film per genitori e non per adolescenti che popolano i multiplex. Perché alla fine sono loro, i grandi, i veri custodi del rock and roll che, come si sa, non muore mai." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 22 giugno 2012)

"Rockettari di tutto il mondo unitevi, perché 'Rock of Ages' è il film tratto da musical di Broadway che fa per voi. Se siete intorno ai 40 anni... meglio ancora. Perché la seconda regia musical dell'ex coreografo Shankman dopo il simpatico 'Hairspray' è un potente inno al sotto-genere glam-metal degli anni '80: quando i gruppi fondevano la durezza acustica del rock con un look patinato, sentimenti strappalacrime e vocette stridule. (...) Giamatti iper-baffuto è una delizia (...)I momenti musicali sono tutti da urlo sulle note di pezzi mitici del glam metal dei vari Guns N' Roses, Journey, Def Leppard e Europe. Ma se il gioco di squadra funziona, c'è un assolo che spicca e spacca: Tom Cruise. La sua rockstar tormentata Stacey Jaxx è la quintessenza della «diva»: carismatica, autodistruttiva, perfettamente conscia del suo ruolo sociale anche se costantemente strafatta. Era dai tempi di 'Magnolia' che Cruise non era così rock." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 22 giugno 2012)

"È ispirato al musical di Chris D'Arienzo messo in scena a Los Angeles nel 2005 e trasferito nel 2009 a Broadway; e si basa su un canone narrativo classico del genere (struttura «en abime» la chiamano i dotti), quello di uno spettacolo che racconta il suo stesso farsi. (...) Pur rielaborando successi «glam metal» degli Anni 80 (per la verità, anche posteriori alla data dell'ambientazione) a firma di noti gruppi, la colonna sonora non è memorabile, l'aria generale è più conformista che ribellistica, i due giovani protagonisti non sono abbastanza carismatici. E, alla fine, il punto forte del film è rappresentato dalla squadra dei cinquantenni e oltre: lo sciupacchiato Baldwin, lo strafatto, autodistruttivo solista incarnato da Cruise, che dimostra di saper cantare, e anche bene; più, sullo sfondo, i bravi Zeta-Jones e Giamatti. Parafrasando Celentano, loro sono rock, il film no." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 22 giugno 2012)

"Di rock c'è solo la musica e il titolo, nel nuovo film di Adam Shankman, 'Rock of Ages' appunto, tratto dal musical di Chris D'Arienzo che ha debuttato a Los Angeles nel 2005 spopolando poi a Broadway dal 2009. Il film è invece tutt'altro che rock, basato su una struttura narrativa piuttosto scontata." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 22 giugno 2012)

"Il rock degli anni '80, le sue contraddizioni e metamorfosi, raccontate in un musical che incanta. Merito di Tom Cruise, da Oscar nei panni della leggenda Stacee Jaxx, il dio «metallaro» in odore di pensionamento che rilascia interviste cult ed è attorniato da un manager parassita (Giamatti). I due giovani protagonisti, che sognano di diventare star, scompaiono davanti ad un cast stellare dove brilla la Zeta-Jones." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 22 giugno 2012)

"Per fortuna c'è Tom Cruise (...). Solo lui è rock, il resto di 'Rock of Ages' è - letteralmente - età della pietra: non l'età dell'oro della musica del diavolo, ma le stratificazioni e le calcificazioni dell'immaginario Mtv, che con il rock ha agito da novella Medusa. Il musical di Adam Shankman è, appunto, la pietra tombale: due protagonisti, Julianne Hough e Diego Boneta, giovani, bellini e insipidi come gli 'Amici' di Maria De Filippi, una coppia - Baldwin e Brand - con ovvie pulsioni omo, il manager Paul Giamatti a libro paga e Catherine Zeta-Jones a fare la bacchettona per un amplesso col 'diavolo' mai digerito. Tutto qui, la regia è da bancone più che da palco, con rigurgiti di 'Ragazze del Coyote Ugly' e 'Burlesque', e la sensazione che il peggio debba ancora venire, e verrà: se Cruise si fa mettere la lingua nell'orecchio, ibrida Axl Rose e Keith Richards e imperversa sfatto, strafatto e strafigo, intorno è tabula rasa, con mostri sacri del calibro di Scorpions e Def Leppard messi al tappeto (sonoro). 'I Wanna Rock' canta Boneta, ma piovono pietre." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 21 giugno 2012)
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