Ride

ITALIA - 2018
2/5
Ride
Quando Max e Kyle, due riders acrobatici, ricevono l'invito a partecipare a una misteriosa gara di downhill con in palio 250.000$, accettano senza esitazione per poi scoprire - ormai troppo tardi - di doversi spingere oltre i limiti delle loro possibilità fisiche e psicologiche. Quella che affronteranno sarà così una corsa estrema per la sopravvivenza.
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, SPORTIVO
  • Produzione: ANDREA OCCHIPINTI, FABIO GUAGLIONE, FABIO RESINARO PER LUCKY RED, MERCURIOUS CON TIM VISION
  • Distribuzione: LUCKY RED
  • Data uscita 6 Settembre 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini

Non erano ancora stati girati film interamente con le GoPro. A parte Hardcore!, un action ultraviolento tutto in soggettiva. Ride, l’opera prima di Jacopo Rondinelli, utilizza ben venti action-cam contemporaneamente, che riprendono i due protagonisti nella folle corsa per la sopravvivenza (si può solo immaginare l’immenso lavoro di post-produzione che poi e’ stato fatto).

Il film racconta di due riders acrobatici, Max (Lorenzo Richelmy) e Kyle (Ludovic Hughes), che decidono di partecipare a una misteriosa gara di downhill con in palio 250.000 dollari per poi scoprire di doversi spingere ben oltre i limiti delle loro possibilità fisiche e psicologiche.

 

Questo “thriller-sportivo” per gli amanti dell’adrenalina, scritto a sei mani da Fabio&Fabio (autori e registi del fortunato Mine) insieme a Marco Sani (Addio fottuti musi verdi, Suburra 2) vuole sfruttare il tipico linguaggio dei così detti “Found Footage”, quelli cioè in cui la narrazione avviene attraverso i filmati ripresi dai personaggi stessi. L’estetica e la cultura dei videogiochi (con il cattivo che cerca di non far compiere la missione) e dei videoclip (un mondo che il regista conosce bene poiché ne ha diretti diversi per molti artisti come Ramazzotti, Salmo e Fedez) sono molto presenti insieme ad uno sguardo verso i reality show (l’organizzazione segreta che gestisce la gara è una sorta di Grande Fratello capace di infilarsi nella vita dei concorrenti). Ma soprattutto si utilizza il linguaggio tipico degli sport d’azione, quelli caricati su Youtube dagli appassionati.

Ne esce fuori un film sperimentale con ambizioni internazionali, modo di riprendere innovativo e cinematograficamente nuovo, nel quale è protagonista anche ovviamente la recente disciplina del downhill. Tutto però nasce e prende spunto da un film del passato e precisamente del 1971: Duel di Steven Spielberg. E guardando questi due amanti degli sport estremi pronti a mettere a rischio la propria vita pur di ricevere due like in più su facebook ci viene tanta nostalgia per l’inseguimento sulla Canyon Road tra il camion-killer e la storica Plymouth Valiant. Altri tempi, altri film, altre corse emotivamente ben più avvincenti.

NOTE

- PRODUTTORE ESECUTIVO: TOMMASO ARRIGHI.

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DI TRENTINO FILM COMMISSION.

CRITICA

"Una pellicola che non va giudicata per la sua sceneggiatura (deboluccia), ma per il tentativo, riuscito, di aprire uno spiraglio su quello che potrà essere il futuro nel cinema. La storia (...) è un pretesto per girare il film con effetto GoPro. Cosi, lo spettatore si immergerà, in prima persona, nelle esperienze, sulla bici, dei protagonisti, dimenticandosi il ridicolo finale." (A.S., 'Il Giornale', 6 settembre 2018)

"Si ha l'idea, grazie a molteplici punti di vista, di avere tantissimo materiale a disposizione e tantissimi spunti che non sempre vengono veicolati al meglio da una sceneggiatura interessante, fresca e molto dinamica. (...) Ride è un nuovo film italiano che ha un respiro internazionale e che sposta un po' più in là del solito il confine con quanto siamo abituati a vedere. Esperimento per alcuni, caos ad altissimo volume per altri, un film horror che crea ansia per altri ancora, un gioco spinto all'eccesso quasi fosse un cartone animato sportivo anni '80 tipo "Grand Prix e il campionissimo" o "Supercar Gattigher". Un'esagerazione controllata della fantasia condita da una musica Metal-rock ad alto volume con effetti da videogioco. Un oggetto moderno dell'arte cinematografica ben poco definibile, coraggiosa, dinamica e all'avanguardia. Di sicuro, pellicole come questa, portano una ventata d'aria fresca all'interno di un ambiente, quello cinematografico italiano, che ogni giorno vive il rischio costante di non tenere il passo con le produzioni estere. Da vedere!" (Giuseppe Bonsignore, "RedCapes.it", 5 settembre 2018)
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