Ricky e Barabba

ITALIA - 1992
Ricky Morandi, prossimo al fallimento (ha perso in un anno 40 miliardi), tenta di suicidarsi, impiccandosi ad un ponte, ma viene salvato per caso dal barbone Barabba, sporco e maleodorante, il quale riesce ad imporgli la sua sgradita compagnia negli alberghi e nel viaggio in auto, che egli inizia all'inseguimento della ricca moglie, che lo ha piantato, perchè insoddisfatta di lui sotto ogni aspetto. Barabba è l'unico, infatti, che possa ricordare dove la fuggitiva è diretta, e scopre anche chi è il suo amante: Bonetti, proprio il rivale in affari di Ricky, al quale si è anche alleata per rovinare il marito. Morandi vuole allora raggiungere a Montecarlo il suocero, Salvetti, per informarlo ed essere aiutato, ma la sua lussuosa automobile gli è stata rubata da una coppia di furbi spagnoli, ed egli non ha più soldi; il conto in banca è bloccato; la carta di credito annullata: è rovinato. L'ultimo conto riesce a pagarlo Barabba, coi suoi "sudati" risparmi; poi insegna al compagno a viaggiare con l'autostop, perfino su di un camion, che trasporta porci, e a nutrirsi col cibo di quegli animali. Giunti a Montecarlo, Ricky scopre che anche il suocero l'ha tradito, mentre Barabba, vinto il primo premio ad un ballo mascherato dell'alta società, per il suo eccezionale "costume", inizia un rapporto amoroso con la moglie di Bonetti, Cristina, che lo porta sul suo yacht. Ormai povero Ricky va a vivere come un barbone a Milano; poi, avendo appreso che i suoi titoli stanno crollando, si reca in borsa, dove sta per darsi fuoco, cosparso di benzina, ma arrivano in tempo Cristina e l'ormai elegantissimo Barabba, che ha ritrovato gli importanti documenti di un prezioso brevetto, rubato a Ricky dalla moglie. Le azioni di Morandi risalgono velocemente, egli torna ricco: è stato salvato da Barabba, con l'aiuto di Cristina, e, respingendo la moglie infedele, che prova a riaccalappiarlo, si allea con i nuovi amici.

CAST

NOTE

- FONICO: (PRESA DIRETTA) CARLO PALMIERI.

- UFF. STAMPA: LUCHERINI PIGNATELLI.

CRITICA

Questo film di Christian De Sica è assai scadente. Il soggetto, non nuovo, usa il problema dei barboni, del quale si vede ogni giorno nelle città la tragica realtà, solo per riderci sopra nel modo più banale. Non c' è nulla di positivo nè un minimo di dignità, in quanto tutto l'impianto del lavoro è incentrato su un solo valore: il denaro. Oltre ai protagonisti, che appaiono trattati molto superficialmente, tutti i personaggi di contorno sono immorali, mentre la volgarità di certe situazioni e la pesante grossolanità dei dialoghi, peggiorano l'insieme. (Segnalazioni Cinematografiche)
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