Resolution 819

POLONIA, ITALIA, FRANCIA - 2008
Resolution 819
Jacques Calvez, un poliziotto francese, è stato incaricato dall''Alta Corte di Giustizia de L'Aja di scoprire cosa sia realmente accaduto alle migliaia di musulmani deportati nel luglio 1985 dalle truppe serbo-bosniache del generale Mladic. Jacques per anni si è battuto per cercare le innumerevoli fosse comuni e trovare le prove delle torture e dei crimini commessi dagli uomini di Karadzic e Mladic.
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, STORICO
  • Specifiche tecniche: HDCAM SR
  • Produzione: BREAKOUT FILMS, CANAL +, FILMMASTER, APERTO FILMS, TVN, SIRENA FILM

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Era l'ultimo degli italiani in concorso. E' arrivato primo. Il Marc'Aurelio d'oro del pubblico a Resolution 819 di Giacomo Battiato premia un film importante, forse il più scioccante della selezione, non il più bello. Merito principale di Battiato - regista di estrazione televisiva - resta quello di avere scavato nella memoria devastata dell'ex Jugoslavia per riportare alla luce le "ossa che urlano" di 8000 bosniaci musulmani trucidati a Srebrenica dalle milizie di Mladic con la complice inerzia dei caschi blu olandesi. Sono quest'ultimi i maggiori imputati, perché osservarono e non mossero un dito, tradendo il mandato - la risoluzione del titolo - che le Nazioni Unite avevano affidato loro, colpevoli (questa la tesi avvalorata dal film) più d'ignavia che d'impotenza. Ispirandosi al cinema politico degli anni '70, Battiato racconta una pagina oscura di Storia attraverso l'esperienza di un poliziotto francese (Benoit Magimel), testimone di una strage che per sei anni lo tormenterà nel tentativo di ricomporre il mosaico intricato di corpi e di prove che metteranno alla sbarra - oltre a Mladic - anche i più "impassibili" tra i soldati ONU. Sulla disperazione prevale l'ansia (e speranza) di verità, anche se non sempre la materia trova adeguata "giustizia" nella forma, che scambia la povertà di stile per sobrietà, indugia nella didattica e mette troppa enfasi quando deve montare la partitura di Morricone alle scene madri. Anche così, Resolution 819 non si aggiudica un premio immeritato: dalla sua un cast eccellente (oltre alla recitazione trattenuta di Magimel, colpisce la polacca Karolina Gruszka), l'autentica partecipazione del pubblico e il valore civile dell'operazione che, senza cancellare le pecche, ci ricorda che qualcosa di tremendo è avvenuto. E non si fa dimenticare.

NOTE

- FILM REALIZZATO CON IL SUPPORTO DI MEDIA, PROGRAMMA DELL'UNIONE EUROPEA.

- MARC'AURELIO D'ORO DEL PUBBLICO AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (III EDIZIONE, 2008).

CRITICA

"La forza dei volontari dà al film molto ben fatto una vitalità, un'energia grandi, persino ottimiste." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 28 ottobre 2008)

"Superando ostacoli d'ogni tipo Monsieur Calvez - con l'aiuto di un'antropologa polacca - riuscirà a mandare a processo Karadzic e Mladic, giustizieri serbi di oltre ottomila musulmani bosniaci. Tutto molto sobrio, documentato, commosso, ma - trattandosi di una coproduzione europea con tanto di cast internazionale - assai poco significativo sul piano del marchio italiano. D'altra parte, non è che il resto del cine-mondo sia venuto sulle rive del Tevere a 'miracol mostrare'." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 30 ottobre 2008)

"Basta un nobile tema a fare un buon film? No, non basta. E l'ennesima dimostrazione è 'Resolution 819' di Giacomo Battiato. (...) I fatti ci sono tutti dalle esecuzioni di massa alla ricerca delle fosse comuni al tentativo degli uomini di Mladic di cancellare le prove dei massacri fino all'arresto di alcuni dei responsabili. Quello che manca è il punto di vista cinematografico, un'idea di regia che non sia solo quella di illustrare i fatti con un'ansia didattica che appiattisce ogni cosa nel più puro stile fiction. Certo, Battiato non è Soavi, eppure la logica è la medesima: pensare più alle idee che alla loro messa in scena, appiattendo ogni cosa in nome di un'inerme didascalicità." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 30 ottobre 2008)

"Un film di fiction che racconta la verità. Un film che usa l'estetica del cinema civile anni '70 per far parlare solo i fatti, che fa interpretare questo 'giusto' al viso intenso di Benoit Magimel e racconta la forza dell'odio e l'impotenza dell'Onu. (...) Non un capolavoro, ma un'opera necessaria, uno sguardo su quello che abbiamo sempre voluto ignorare. Noi ignari, ignavi e ignoranti." (Boris Sollazzo, 'D News', 30 ottobre 2008)

"Nello stile dell'action movie e con le musiche di Morricone, Battiato firma il primo film mai realizzato sulla peggior strage europea dalla fine della seconda guerra mondiale. (...) Una denuncia della passività, se non peggio, dell'Onu: in base alla risoluzione richiamata nel titolo, avrebbe dovuto proteggere i musulmani di Srebrenica." (Gabriella Gallozzi, 'L'Unità', 30 ottobre 2008)
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