Red

Turning Red

USA - 2022
3,5/5
Red
Mei Lee è una ragazzina di 13 anni che quando si emoziona troppo (che significa praticamente SEMPRE) si trasforma improvvisamente in un gigantesco panda rosso. La madre di Mei Lee, Ming, è protettiva, se non leggermente autoritaria, e non si allontana mai da sua figlia: una realtà imbarazzante per un'adolescente come lei.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: ANIMAZIONE
  • Produzione: LINDSEY COLLINS PER PIXAR ANIMATION STUDIOS
  • Distribuzione: THE WALT DISNEY COMPANY ITALIA
  • Data uscita 11 Marzo 2022

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini

Il mondo dell’animazione già ci aveva deliziato con un Porco Rosso, e questa volta lo continua a fare con un panda rosso. Il rosso del titolo in comune c’è, ma in realtà Red (il titolo originale è Turning Red, letteralmente “diventare rossi”), il nuovo film d’animazione targato Disney e Pixar, ha ben poco a che vedere con il film di Hayao Miyazaki del 1992. Diretto dalla regista canadese di origine cinese Domee Shi, vincitrice dell’Oscar per la miglior regia con il suo precedente cortometraggio Bao (2018), questo film mette al centro il rapporto tra una madre e una figlia, che sta diventando adolescente. Tema cardine della poetica della regista.

Tredicenne, un po’ nerd, piena di energia e vitalità, Mei Lee è nel pieno di un cambiamento, che non è semplicemente ormonale, come crede sua madre Ming Lee (“Non sarà sbocciata la peonia rossa?”, le chiede alla figlia). Il cambiamento è ancora più grande perché è in atto una vera e propria trasformazione in un gigante panda rosso. Alto due metri e quaranta, imprevedibile e puzzolente, involontariamente distruttivo, ma anche soffice e carino, il panda rosso viene fuori in tutti i momenti più vulnerabili di Mei, mostrando la sua versione più disastrata e autentica. Per fortuna in tanti sono pronti ad accettarlo.

Molti i temi che lo accomunano a Luca, il precedente film della Pixar: la trasformazione (lì vi era un mostro marino che diventava un bambino), l’accettazione dell’altro da sé, la ricerca della propria identità e della propria autonomia, l’importanza dell’amicizia, la curiosità verso il mondo e la gestione delle emozioni (imbarazzo, rabbia, amore) con il rossore che portano con sé. Anche il rosso ritorna. In Luca la storia (universale, ma italianizzata) si svolgeva a Portorosso, un borgo immaginario delle Cinque Terre.

In Red invece c’è tanto oriente (gli anime d’azione giapponesi e i manga sono evidenti nello stile), ma anche tanto occidente. Non a caso è ambientato nella Chinatown di Toronto, dove la famiglia di Mei è proprietaria di un antico tempio cinese. È qui che Mei si barcamena tra il rischio di diventare una “soggettona” grazie a una mamma sempre alle calcagna che fuori scuola le grida: “Hai dimenticato gli assorbenti!” e un impellente bisogno di svago (il suo sogno è partecipare al mega concerto della sua boy band preferita). Con grande ironia, ma anche con sensibilità, Domee Shi, prima regista donna nella storia degli Studios di Emeryville (in precedenza relegate ad una posizione da co-registe), ci regala un universo coloratissimo e ci racconta il difficile passaggio (da ragazze perfettine con ottimi voti a ragazze ribelli il passo è breve) dall’infanzia all’adolescenza. Una storia di formazione che arriva dritto al cuore di grandi e piccini.

NOTE

- IL FILM SAREBBE DOVUTO USCIRE NELLE SALE INVECE DEBUTTERÀ DIRETTAMENTE SULLA PIATTAFORMA DISNEY+ DALL'11 MARZO.

- VOCI DELLA VERSIONE ITALIANA: CHIARA FABIANO (MEILIN LEE), DANIELA CALÒ (MING LEE), NICOLE DAMIANI (MIRIAM), VITTORIA BARTOLOMEI (ABBY), SARA LABIDI (PRIYA), ANTONELLA GIANNINI (NONNA), VALERIANO CORINI (TYLER), CINZIA DE CAROLIS (ZIA CHEN), MIRTA PEPE (ZIA PING), OLIVIERO DINELLI (SIGNOR GAO), AMBRA ANGIOLINI (HELEN), SABRINA IMPACCIATORE (LILY).

CRITICA

"'Red' ha un'idea geniale, sviluppata però a misura di ragazzina adolescente (orientaleggiante, gli sfondi sono cinesi, la regista Domee Shi aveva diretto il cortometraggio "Bao", la storia di un bambino-raviolo premiata con l' Oscar). Quando si arrabbia, o scoppia di felicità, o muore di vergogna, o prova altre emozioni forti, la ragazzina Mei si trasforma in un gigantesco panda rosso.(...) L'idea è ottima, ma svolta così interesserà solo le adolescenti, gli altri spettatori si annoieranno." (Mariarosa Mancuso, 'Il Foglio', 12 marzo 2022)
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