Ragazze interrotte

Girl, Interrupted

USA - 1999
Ragazze interrotte
Stati Uniti, 1967: la diciassettenne Susan Kaysen ha gli stessi dubbi e le stesse incertezze di tante sue coetanee. Lo psichiatra con cui si incontra dà a questo comportamento il nome di 'disturbi marginali della personalità' e la spedisce al Claymoore Hospital. Qui Susan conosce Lisa, Daisy, Georgina, Polly e Janet, un gruppo di amiche fuori dagli schemi. Alla fine Susan dovrà scegliere fra il mondo di coloro che vivono all'interno dell'istituto e quello al di fuori. Guidata dall'infermiera Valerie e dalla dottoressa Wick la ragazza decide di lasciarsi alle spalle questo 'universo parallelo' rivendica la propria indipendenza e continua a vivere da sola e alle proprie condizioni.
  • Altri titoli:
    Durchgeknallt
    Inocencia interrumpida
    Une vie volée
  • Durata: 125'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION PANAFLEX, 35 MM (1:1.85)
  • Tratto da: romanzo: "La ragazza interrotta" di Susanna Kaysen (Ed. TEA)
  • Produzione: DOUGLAS WICK, CTHY KONRAD PER RED WAGON, COLUMBIA, 3 ARTS ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR FILMS ITALIA (2000)

NOTE

- GOLDEN GLOBE E PREMIO OSCAR 2000 COME MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA AD ANGELINA JOLIE.

CRITICA

"Ci si aspettava di meglio dal regista che aveva esordito con il promettente 'Dolly's Restaurant'. Winona Ryder, che ha fortemente appoggiato il progetto, presta alla protagonista la sua sensibilità luminosa confermandosi la più intensa delle giovani attrici hollywoodiane; ma la candidatura all'Oscar se l'è aggiudicata Angelina Jolie che ha dato grintoso spicco al personaggio secondario di Lisa. Autorevoli Whoopi Goldberg, comprensiva capo reparto, e Vanessa Redgrave in un cammeo di psicanalista." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 26 marzo 2000)

"Dal libro autobiografico della Kaysen, Mangold realizza uno psicodramma claustrofobico un po' old fashioned (anche nella colonna sonora e nelle citazioni), ma non privo di sfumature e di controllo narrativo. Le eccellenti prestazioni delle attrici coinvolte rafforzano il disagio che la pellicola intende trasmettere allo spettatore". (Marcello Garofalo, 'Segnocinema', settembre/ottobre 2000)
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