Questi sono i 40

This Is 40

USA - 2012
4/5
Questi sono i 40
Pete e Debbie sono ormai sposati da un bel po' e, giunti alla soglia dei 40, cominciano a fare i conti con le problematiche della vita adulta: non solo le questioni finanziarie o le aspettative di carriera, ma anche come mantenere vivo il loro rapporto, l'educazione e i cambiamenti delle due figlie Sadie e Charlotte, come gestire le relazioni con i rispettivi genitori e gli amici...
  • Durata: 134'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA, ARRIRAW (2.8K)/(2K), 35 MM/D-CINEMA (1:2.35)
  • Produzione: JUDD APATOW, BARRY MENDEL, CLAYTON TOWNSEND PER APATOW PRODUCTIONS, FORTY PRODUCTIONS
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY (2013)
  • Data uscita 4 Luglio 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Alessandro De Simone
Pete e Debbie sono sposati, hanno due splendide bambine, una bella casa ed entrambi stanno per raggiungere una tappa fatidica: il quarantesimo compleanno. Un trauma che i due affrontano in maniera completamente diversa e a cui si aggiungono le difficoltà lavorative di Pete, i problemi con le rispettive famiglie e un rapporto che si sta disgregando. Ma c'è sempre la speranza che arrivi la quiete dopo la tempesta.
Judd Apatow, dopo il sottovalutato Funny People, continua a esplorare il quotidiano umano, e dopo il rapporto con la morte del comico Adam Sandler, con Questi sono i 40 si mette in gioco personalmente. Pete è l'alter ego dello stesso Apatow, che per aiutarlo a entrare nella parte mette al fianco di un eccellente Paul Rudd sua moglie Leslie Mann e le loro due figlie. Un gioco delle parti che funziona e ricrea una realtà familiare ed esistenziale di incredibile potenza emotiva. I dubbi, le paure, i dolori e le gioie di Pete e Debbie sono lo specchio della middle class americana travolta dalla crisi economica e con gli strascichi vividi dell'11 settembre, ferita incancellabile per una generazione che sperava di poter cambiare il mondo e che è invece costretta a viverci nel terrore.
Autore troppo facilmente etichettato come comico, e di bassa lega, Apatow è invece uno dei più lucidi osservatori dell'America contemporanea, di cui ha raccontato le idiosincrasie, le manie e le speranze, basandosi sui valori portanti della cultura a stelle e strisce e sull'importanza dei rapporti umani, temi espressi con una cinefilia sorprendente. Se 40 anni vergine altro non era che la versione moderna di Marty – Vita di un timido, e Funny People il suo personalissimo omaggio al Bob Fosse di Lenny e All That Jazz, Questi sono i 40 è una decostruzione mirabile di Scene di un matrimonio di Bergman, ma con il merito straordinario di rendere le derive esistenziali universali e fruibili da un ampio pubblico. Se siete sposati e verso i quaranta, non perdetelo. A vostro rischio e pericolo. 

CRITICA

"Lui e lei, 40enni dal compleanno contiguo, litigarelli anche con le mamme dei compagni di scuola (vedere dopo i titoli di coda). La vita coniugale dipinta da Judd Apatow, pur non rinunciando a qualche «fuck» e a qualche rumore molesto, sembra Ibsen fatto di ecstasy, è molto divertente e intelligente. Temi classici: l'incomprensione reciproca, il sesso anche nei dettagli, i figli, uno sempre in arrivo, i rapporti coi padri entrambi bizzarri, poveri o ricchi che siano, il lavoro, i soldi, la dieta senza glutine, i muffin e l'invadenza dell'elettronica casalinga che ha sostituito il lettone. Insomma, è il presepio americano visto da un regista che ha tramutato il suo ben noto spirito trash in veste di cordiale e mai casuale cinismo; con un occhio alla sitcom tramutata in una forma di cinema dall'anima di ferro, che tratta le situazioni della vecchia commedia (metti Spencer Tracy e Katharine Hepburn) ma in modo anti sofisticato, con primi piani del water e tentazioni alla Blake Edwards. (...) Scritto a raffica, raffinato anche nella volgarità dall'autore che sceglie il quotidiano e perciò ride volentieri di 'Twilight', 'Lost' e considera Abrams un pericolo pubblico, il film è un modello per come unisce la satira al gusto del dialogo, alle punte cattive dell'iceberg, coinvolgendo il mondo dello spettacolo di ieri (Lennon) e oggi (Clooney), così come farà presto anche un'altra commedia geniale, 'Facciamola finita' di Seth Rogen." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 4 luglio 2013)

"Già visti nella commedia 'Molto incinta', Debbie e Pete hanno messo su famiglia, possiedono una casa, hanno un lavoro. Tutto per il meglio? Mica tanto: perché l'etichetta discografica di Pete è in crisi e, intanto, si avvicina per entrambi il fatidico giro di boa dei quarant'anni. Più che raccontarci una vera e propria trama, Judd Apatow illustra scene della vita quotidiana di una coppia come tante (...), senza nascondersi i malintesi e i compromessi dello stare insieme. La sua ostinazione a occuparsi delle situazioni più ordinarie - in controtendenza con quasi tutte le commedie, che finiscono dove questa comincia - sfiora il voyeurismo: dato che Debbie è interpretata dalla moglie del regista, Leslie Mann, e le bambine della coppia sono le figlie di Apatow. E tuttavia, quello che è stato definito il 'touch' del regista e produttore (popolare in America quanto sconosciuto in Europa) si riconosce bene: nella pressa in scena fluida e quasi impercettibile come nel tipo di humour, più nero e di quanto appaia al primo sguardo." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 4 luglio 2013)

"Dopo la quarantina un dolore ogni mattina. E non solo fisico. I più intendono i 40 come il mezzo del cammin di nostra vita e iniziano a fare bilanci di ciò che è stato e, soprattutto, di quello che sarà. E' quello che avviene nel divertente, ma anche amaro, 'Questi sono i 40', confezionato dalla mano mai banale di Judd Apatow, uno dei pochi registi capaci ancora di sorprendere. In questa pellicola, spin off di 'Molto incinta', Apatow sembra voler proiettare il proprio matrimonio, a partire dalla scelta degli interpreti. Accanto, infatti, a Paul Rudd, che lui vede come il suo alter ego, recitano la moglie Leslie Mann e le figlie Maude e Iris Apatow. Insomma, la famiglia è virtualmente trasposta al cinema per dire che, in fondo, i quaranta spaventano tutti, anche chi viene visto con occhi privilegiati. (...) la morale è che tutto il mondo è paese e molte coppie potranno rivedersi in alcune scene. Con una domanda di fondo: dopo l'innamoramento iniziale, una volta che i difetti di chi ci sta accanto sono emersi, siete ancora disposti a trascorrere con lui/lei l'altra metà del cammin di vostra vita?" (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 4 luglio 2013)

"Piacerà certamente ai quarantenni odierni che si identificheranno anche troppo bene in Pete e Debbie. Il magone è in agguato, ma regista e sceneggiatore sanno come tenerlo lontano con frequenti momenti di schietta allegria (regista e protagonista, marito e moglie, hanno confessato che parecchie gag le hanno estrapolate dalla loro vita quotidiana)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 4 luglio 2013)

"Lontano dai più pecorecci ma compiuti '40 anni vergine' (2005) e 'Molto incinta' (2007), continua la fase 'vorrei ma non posso' di Judd Apatow, veterano della commedia reduce dal fallimento del malinconico 'Funny People' (2009). 'Questi sono i 40' lo vede ancora a metà del guado: le incomprensioni, crisi e riappacificazioni della coppia ormai quarantenne Pete (Paul Rudd) e Debbie (Leslie Mann), già personaggi secondari in 'Molto incinta', si susseguono per più di due ore senza grandi evoluzioni ma con alcune gag molto riuscite (...). Si ride e si riflette. (...) Pellicola problematica dove le soluzioni prendono un po' troppo improvvisamente il sopravvento." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 11 luglio 2013)
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