Quello che cerchi

ITALIA - 2001
Quello che cerchi
Impero, un investigatore privato, deve indagare su un ragazzo che, nato da una donna da lui amata in gioventù, potrebbe essere suo figlio. Mentre lo accompagna da una città all'altra, scopre il proprio desidero di paternità e si libera dalla depressione che lo ha sempre accompagnato.

TRAMA LUNGA
A Impero, un investigatore privato schivo della routine profesionale, viene chiesto di indagare su Davide, un ragazzo che vive tra centri sociali e fabbriche abbandonate e che potrebbe essere suo figlio. Infatti sua madre, Michèle, è stato il suo primo amore mentre Francesco, il padre di Davide, è stato suo compagno di gioventù ma a quarant'anni si è trasformato in donna. Solo Michèle potrebbe chiarire il dubbio di Impero che comunque sente vivo il suo desiderio di paternità. Per un incidente avvenuto durante un attentato dimostrativo Davide deve lasciare la città per rifugiarsi a Napoli. Le tappe del viaggio portano i due a visitare inconsueti territori periferici e segnano la liberazione di Impero dalla depressione che ha dominato la sua vita.
  • Altri titoli:
    Impero
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: MARIO MAZZAROTTO PER INTELFILM
  • Distribuzione: LANTIA
  • Data uscita 7 Giugno 2002

NOTE

- PREMIATO COME MIGLIOR FILM AL FESTIVAL DEL CINEMA ITALIANO DI LOS ANGELES 2002

- SUONO IN PRESA DIRETTA: FEDERICO FORNARO.

CRITICA

Dalle note di regia: "In una società dove i padri sono assenti e tutti sembrano impegnati a ricercare la propria identità ero interessato a raccontare il legame padre figlio tra due persone che non sono parenti. Il punto di arrivo è stato il racconto di una liberazione dalla depressione e dall'ansia del possesso."

"Girato prima del G8 di Genova, il film ha alcune soprendenti analogie con i fatti accaduti."

"'Quello che cerchi' è il bell'esordio di Marco Simon Puccioni; profetico e dedicato alla generazione 'no logo', ma capace di scavare ancora più a fondo, portando quell'occhio privato più verso il Deckard di 'Blade Runner' che verso il Marlowe di Raymond Chandler. E individuando nel patto di tutela e di scambio che lega le generazioni il punto di frattura decisivo del mondo di oggi. Senza fare sociologismi né facile psicologia, ma lavorando sugli ambienti, sugli attori, sulle immagini rielaborate in digitale da Paolo Ferrari, insomma partendo dal sociale per puntare all'inconscio. Un bel segnale di vitalità ". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 7 giugno 2002)

"Il regista Marco Simon Puccioni, che è al suo primo lungometraggio, dice d'aver voluto fare un film inquieto su insolite forme 'd'amore' (...) Il soggetto interessante e singolare si arricchisce nello stile, specialmente originale, e nel modo di affrontare storie spinose". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 7 giugno 2002)
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