Queimada

ITALIA - 1969
Queimada
William Walker, un agente inglese, viene inviato a Queimada, un'isola dei Caraibi, per fomentare una rivolta contro i portoghesi. L'azione di Walker non tende a favorire la popolazione locale nella conquista dell'indipendenza ma, al contrario, mira a far sì che l'Inghilterra possa sostituirsi all'impero delle altre potenze europee nell'America latina. William trova in un giovane negro, José Dolores, la persona adatta a divenire un potenziale capo e non gli riesce difficile convincerlo ad accendere e guidare la rivolta, eliminando il dominio portoghese. Durante lo svolgersi di questi avvenimenti, Walker stringe amicizia con il giovane José. Quando riparte per l'Inghilterra egli non immagina che, sette anni dopo, sarà inviato nuovamente nell'isola, ma questa volta per uccidere proprio il rivoluzionario che, conquistata l'indipendenza per il paese e rifugiatosi sulle montagne, ha preso le armi contro gli inglesi deciso a contrastare ogni forma di colonialismo. William e José si ritrovano così l'uno contro l'altro. Dopo una lunga e sanguinosa caccia, i ribelli vengono distrutti e José fatto prigioniero. Inutilmente William cerca di convincere il giovane a fuggire: José accetta la morte nella certezza che qualcuno continuerà la sua lotta per la libertà. William ha eseguito la sua missione pagando un duro scotto e tornando in patria il destino gli gioca un brutto scherzo...
  • Altri titoli:
    Burn!
    The Mercenary
  • Durata: 129'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, TECHNICOLOR
  • Produzione: ALBERTO GRIMALDI PER P.E.A.
  • Distribuzione: P.E.A. (1970) - DURIUM HOME VIDEO, EUREKA VIDEO, NUMBER ONE VIDEO

NOTE

- LO STESSO TEMA E' STATO AFFRONTATO DA ALEX COX IN "WALKEN" (1988).

- DAVID DI DONATELLO 1970 PER MIGLIOR REGIA.

- SUCCESSIVAMENTE LA DURATA E' STATA RIDOTTA A 111'.

CRITICA

"Un film d'impegno, sia dal punta di vista spettacolare sia da quello del contenuto, cui però manca un costante equilibrio e la fusione fra i due elementi. Pur restando un lavoro di una certa rilevanza, alcuni difetti ne limitano l'efficacia: le lunghe e inutili descrizioni, gli episodi marginali che rallentano il ritmo e tolgono forza ai principi sostenuti, i quali risultano espressi più dai dialoghi che dalle immagini e affidati ad effetti e sensazioni esteriori. Buona l'interpretazione." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. LXIX, 1970)
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