Proibito amare

Lost in Yonkers

USA - 1993
Nel 1942 negli Stati Uniti, Eddie Kurnitz, da poco vedovo e indebitato pesantemente, si vede costretto ad affidare alla propria anziana madre i due figli, Jay di 15 anni, e Arty di 13. La nonna dei due ragazzi, azzoppata a dodici anni da un cavallo durante una manifestazione antisemita a Berlino, e perso il marito e due figli, ha maturato un carattere inflessibile ed arcigno, nonché un morboso attaccamento al denaro ed all'ordine. La zia Bella, la figlia che vive con lei accudendola, pur avendo problemi psicologici, è generosa e piena di slanci, ed ha un flirt con l'inserviente del vicino cinema, Johnny, anche lui legato morbosamente ai genitori. La nonna tratta i nipoti con durezza impegnandoli nella manutenzione del negozio di dolciumi che possiede. L'arrivo dello zio Louie, un individuo implicato in dubbi affari e che ha derubato il gangster Hollywood Harry che lo bracca invano, dà alla vita dei ragazzi una nuova impronta. C'è anche l'altra zia, Gert, che ha un difetto di respirazione. Louie, con la complicità di Jay, riesce a fuggire a Hollywood rubandogli addirittura l'automobile, dopo aver ceduto 5000 dollari del "malloppo" alla sorella che, delusa da Johnny, più immaturo di lei, ha uno scontro durissimo con la madre, rinfacciandole tutto in un drammatico scontro che induce, per la prima volta, l'anziana madre al pianto. Frattanto Eddie torna a prendersi i ragazzi che, qualche tempo dopo, ricevono la lettera da zia Bella. E' in Florida dove ha trovato un lavoro e nuove ragioni di vita.
  • Altri titoli:
    NEIL SIMON'S LOST IN YONKERS
  • Durata: 114'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Tratto da: Dal lavoro teatrale di Neil Simon
  • Produzione: RASTAR PICTURES, COLUMBIA PICTURES CORPORATION
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR FILM ITALIA - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO

NOTE

REVISIONE MINISTERO APRILE 1994.
PREMIO PULITZER AL SOGGETTO (1991).
DVD 2002.

CRITICA

"Il teatro si sente di continuo; la regista Martha Coolidge, che pure aveva rivelato un certo dinamismo in 'Rosa Scompiglio e i suoi amanti', qui segue l'azione passo passo seguendo gli schemi di Simon: certo, vi lascia trasparire anche quei succhi vividi e quel furbo umorismo sempre presente nei dialoghi dell'autore teatrale, ma i ritmi, le situazioni, quei fitti e insistiti diverbi familiari che costellano la vicenda continuano ad ogni risvolto a denunciare il palcoscenico, senza molto respiro narrativo e anzi con faticosissime stasi.". (Gian Luigi Rondi, Il Tempo, 26 aprile 1994)
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