Profondo blu

Deep Blue

GRAN BRETAGNA, GERMANIA - 2003
Profondo blu
La storia naturale degli oceani raccontata attraverso le immagini incantevoli dei suoi abitanti e della loro vita sottomarina. Il documentario è il risultato di anni di pazienti riprese alla scoperta delle meraviglie del mare e dei suoi abissi in uno spettacolo indimenticabile.
  • Durata: 83'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: SOPHOKLES TASIOULIS E ALIX TIDMARSH PER BBC WORLDWIDE, GREENLIHGT MEDIA AG
  • Distribuzione: LUCKY RED (2005), DVD: LUCKY RED
  • Data uscita 8 Aprile 2005

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Incredibile viaggio su infinite distese d'acqua, Profondo blu - documentario realizzato interamente con tecnologia digitale da Alastair Fothergill e Andy Byatt - accompagna gli sguardi nella vita marina di un pianeta, paradossalmente chiamato Terra, ricoperto d'acqua per il 70% della sua superficie. Duecento location sparse per il mondo - dalla Patagonia alle più basse barriere coralline, dalla costa antartica agli inospitali paesaggi notturni degli abissi più profondi - e cinque anni di riprese per questa indimenticabile esperienza audiovisiva: narrato di tanto in tanto da una voce off e musicato da George Fenton (già compositore per un centinaio di pellicole, tra le quali molte dirette da Ken Loach) per l'Orchestra Filarmonica di Berlino, Profondo blu  potrebbe rappresentare, in alcuni passaggi, la risposta liquida di 2001: Odissea nello Spazio. Gli esseri viventi che popolano i nostri oceani, dai più conosciuti - i delfini, gli squali, i leoni marini, gli orsi polari, le orche e le balene grigie - a quelli che per la prima volta riusciamo a vedere su uno schermo – i mostruosi "anglerfish"  e le più bizzarre creature luminescenti che abitano i mari a profondità finora mai raggiunte dall'uomo -, sembrano danzare in questi immensi spazi fluidi come facevano un tempo, accompagnate dal "Sul bel Danubio blu" di Strauss Jr., le astronavi dell'universo kubrickiano.
Un branco di meduse fluttua verso le correnti più calde, mentre migliaia di pinguini imperatore si difendono dal glaciale inverno antartico (meno 70°) stringendosi in un immobile abbraccio; un esercito di granchi soldato, coordinato e diligente, depone le uova sotto la sabbia, mentre un cucciolo di balena grigia diviene preda di una gigantesca orca. Profondo blu, senza proseguire oltre, è tutto questo: il resoconto filmato, poetico e reale di un mondo che, quasi sconosciuto e continuamente minacciato, avvolge la nostra esistenza.

CRITICA

"La Natura come spettacolo infinito. Le profondità marine come succursale di Hollywood. Gli oceani e i loro abitanti come set espanso di una Major che produce film di tutti i generi. Orche-killer, specializzate nel ratto minorile; massicci orsi polari che nuotano con la grazia di Esther Williams; pinguini irresistibili come comici di varietà. E poi: granchi che ballano il samba, squali e delfini rapidi e spietati come gang giovanili, albatros e berte che si inabissano come stuntmen capaci di ogni acrobazia, grandi pesci solitari, misteriosi e ineffabili come le dive del muto... E' 'Profondo blu', documentario della Bbc pieno di immagini strabilianti, ma volutamente scarso di informazioni e del tutto privo di intenzioni pedagogiche. Dal Nord al Sud, dalla superficie agli abissi, dagli iceberg alle barriere coralline, con pochissime parole a spiegare quanto vediamo. E allora, appunto, resta lo spettacolo, spesso stupefacente. Occhio ai bambini però: sotto i dieci anni certe scene possono spaventarli molto". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 8 aprile 2005)

"Il versante del documentario creativo e intelligente, già scalato da 'Il popolo migratore', viene ripercorso da 'Profondo blu', prodotto dalla Bbc Worldwide e Greenlight Media e diretto dalla coppia britannica Alastair Fothergill e Andy Byatt: una meraviglia, se si esclude il commento fuori campo che, almeno nella versione italiana, appare superfluo e melenso. Proprio perché la sinfonia visionaria allestita grazie a riprese strabilianti rubate alle annichilenti profondità e alle mercuriali superfici degli oceani non ha alcun bisogno di spiegazioni poeticiste e predispone invece a un'esperienza unica, più vicina alla sublimazione artistica che alla propaganda ecologista. Cinque anni di lavoro, venti unità cinematografiche e centinaia di locations: le immagini che ne risultano spaziano tra iceberg polari e lagune tropicali, coste desolate e paesaggi edenici, barriere coralline striate di luce e impenetrabili oscurità abissali, onde monumentali spumeggianti e fumarole sottomarine che sprizzano acqua bollente. La natura come spettacolo totale, selvaggio sino allo shock o simile a una trance spirituale, eloquente di per sé eppure omogeneo alla partitura composta da George Fenton ed eseguita dall'Orchestra Filarmonica di Berlino, che ha inciso per la prima volta una colonna sonora." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 9 aprile 2005)

"La natura e le sue mille spaventose meraviglie, come ai bei tempi tramandava Walt Disney. I fondali marini con tutte le strane specie di vita e lotte di sopravvivenza, abbandonati i contesti grotteschi dei cartoon, tornano protagonisti di un affascinante documentario un poco dèja vu sui misteri under the sea, per dirla alla Sirenetta. Splendori e miserie del mondo-fondo marino, nobilitati da una partitura di George Fenton suonata dall' Orchestra filarmonica di Berlino. Fothergill e Byatt, i due registi, ci portano in luoghi inusuali del mondo con i soldi della BBC e il talento di autentici detective della natura, tra barriere coralline, pinguini, orsi polari, tonni dalla doppia personalità e delfini. Fotografia? Super, naturalmente." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 9 aprile 2005)
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