Porco Rosso

Kurenai no buta

GIAPPONE - 1992
4/5
Porco Rosso
Alla fine della prima guerra mondiale gli aviatori, ormai disoccupati, diventano "pirati del cielo" seminando il terrore con l'attacco delle rotte navali sull'Adriatico. Marco Pagot, alias Porco Rosso, per via del suo volto che per effetto di un misterioso incantesimo si è tramutato nel muso di un maiale, è un cacciatore di taglie che, con il suo biplano rosso fuoco, si presta a contrastare i pirati e a recuperare quanto viene da loro rubato. I Pirati del cielo, stanchi di essere perennemente inseguiti da questo "giustiziere" a pagamento, decidono di eliminarlo. Per farlo si servono di Donald Curtis, un bellissimo aviatore americano privo di scrupoli. L'incontro tra i due rivali avviene in un ristorante dove Marco è a cena con Gina, un'affascinante cantante di cui l'aviatore è sinceramente innamorato. Anche Curtis rimane senza fiato dinanzi alla bellezza di Gina e cerca in ogni modo di conquistarla. Quando l'aereo di Marco viene abbattuto, ad aiutarlo accorre Fio, la figlia 17enne del costruttore di aerei innamorata di lui che gli offre di aiutarlo se potrà accompagnarlo nella sfida decisiva contro Curtis. E quando il prestante aviatore inizia a corteggiare anche Fio giunge l'ora della battaglia.
  • Altri titoli:
    Crimson Pig
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: ANIMAZIONE, FANTASY, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85) - TECHNICOLOR
  • Produzione: STUDIO GHIBLI, TOKUMA SHOTEN, NIPPON AIRINES, NTV
  • Distribuzione: BUENA VISTA HOME ENTERTAINMENT, LUCKY RED (2010)
  • Data uscita 12 Novembre 2010

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluigi Ceccarelli

Lucky Red prosegue con la meritoria distribuzione dei lungometraggi di Miyazaki inediti in sala. Dopo Totoro (dopo qualcosa come ventidue anni) e in attesa di altri capolavori (la mente va a Nausicaa della valle del vento, anno di grazia 1984…), tocca a Porco Rosso, unico film di Miyazaki ad avere una precisa collocazione temporale storica e geografica (la Dalmazia, all’indomani del primo conflitto mondiale). Peculiarità del film è come l’elemento favolistico emerga senza stridere da una cornice realista, con l’aviatore italiano Marco Pagot (affettuoso tributo a una grande dinastia di cartoonist italiani) divenuto maiale in seguito a un misterioso evento che la realtà circostante non sa spiegare, e dunque resterà inspiegato. La “somatizzazione” di questo evento è per Pagot lo specchio di una colpa da espiare in esilio, la conseguenza di un atto anticonformista in epoca bellica (la scelta di vivere) che è anche atto di ribellione al codice d’onore di una collettività omologata dal totalitarismo (e la frase “meglio porco che fascista”, detta da un animale simbolicamente ai margini dall’immaginario collettivo, vale da sola il film). Legato all’immanente dalla propria umanità e da una nuova stazza, Marco/ Porco Rosso vive solitario cacciando taglie col proprio biplano.
L’elegia romantica che lo vede protagonista è un risveglio alla vita, da accettare in blocco con annessi e connessi: l’amore di Gina, l’affetto per la piccola meccanica Fio, il conflitto col bellimbusto e rivale in amore Curtis, contrapposto a Marco in chiave antimanichea (un topos della produzione di Miyazaki, sempre attento a evitare i didascalismi simbolici e a rimescolare le carte dei profili psicologici). Malgrado qualche passaggio frettoloso e una storia meno fluida che in altre circostanze, Porco Rosso emoziona con l’eccezionale qualità dell’animazione e la levità delle musiche di Joe Hisaishi. E ora che Miyazaki ha annunciato un sequel, c’è un motivo ulteriore per recuperarlo. In sala. Finalmente.

NOTE

- EVENTO SPECIALE ALLA 62MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2005).

- PRESENTATO ALLA V EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2010) NELLA SEZIONE 'OCCHIO SUL MONDO|FOCUS - RETROSPETTIVA STUDIO GHIBLI'.

CRITICA

"Arriva con grande e inspiegato ritardo (diciotto anni) in Italia un cartone animato molto divertente e romantico di Miyazaki con un eroe palesemente ispirato al Barone Rosso, ambientato in Italia nel 1929. (...) Il disegno spettacolare e incantevole contribuisce al fascino del suino." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 12 novembre 2010)

"La matita del maestro dell'animazione disegna i cieli dell'Italia 1920, striati di nuvole pastello dove i fantasmi dei piloti caduti evaporano come fantasmi di luce. Il cartoon forse più personale dell'autore del 'Castello errante di Howl', fondatore del celebre Studio di Tokyo, la fabbrica di 'Anime' che ha influenzato il cinema di carta e di pixel. (...) Questo capolavoro del 1992 concentra tutte le passioni del suo creatore, amante dei paesaggi mediterranei ed esperto in aereonautica, eredità della famiglia che costruiva apparecchi militari (...) durante il secondo conflitto mondiale. (...) C'è in questo film dell'assurdo l'idea di una metamorfosi rigenerante, forme in movimento che si scambiano i ruoli, macchine pensanti e divinità della Terra entità vivente, la Gaia di James Lovelock. Quello di Miyazaki è l'universo dell' 'altro assoluto'." (Mariuccia Ciotta, 'Il Manifesto', 12 novembre 2010)
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