Ore disperate

Desperate Hours

USA - 1990
Al termine di una udienza in tribunale, grazie alla forzata complicità di Nancy, sua affascinata avvocatessa, il detenuto Michael Bosworth riesce a fuggire rubando un'auto insieme al fratello minore Wally e ad un violento compare, Albert. Il trio ripara in casa Cornell (i ragazzi sono fuori, il capo famiglia Tim al lavoro). Tocca a Nora, terrorizzata dalla incursione e dalle minacce, ospitare i fuggiaschi che si insediano nella villetta (che sta per essere venduta, poiché i Cornell sono decisi a divorziare). Mentre la polizia ha fermato Nancy, sospettata di complicità, Michael, trattenendo in ostaggio Nora e i figli, obbliga Tim ad andare in banca a prelevare tutto il denaro disponibile. L'uomo non può che obbedire: rientra a casa con diecimila dollari in contanti, vede uccidere brutalmente Ed, un agente immobiliare che si sta occupando della vendita dell'edificio, mentre Nora è stata obbligata da Michael a lasciare il proprio recapito alla segreteria telefonica di Nancy. Ma gli eventi si complicano: prima abbandona il gruppo Albert, il quale, avendo nel baule dell'auto il cadavere di Ed, lo butta in un fiume ma, individuato, viene ucciso da chi è già sulle sue piste. Quando arriva la polizia in gran forze, con Nancy in lacrime, Michael si sente tradito e sconfitto. La casa è circondata, ma è Tim che con una rivoltella scarica e la propria fermezza costringe il bandito a consegnarsi.

CAST

NOTE

- REMAKE DEL FILM OMONIMO DIRETTO NEL 1955 DA WILLIAM WYLER CON HUMPHREY BOGART, FREDRIC MARCH E MARTHA SCOTT.

CRITICA

"Una regia che è in gran parte al servizio di Mickey Rourke. Non a torto, giacché l'attore finisce col prevalere sul personaggio quando dà al criminale Michael il garbo di un gentiluomo e il sorriso dei cinici". (Giovanni Grazzini, 'Il Messaggero')

"Michael Cimino, un regista che ormai, può catalogarsi di certo tra i meno notevoli di Hollywood, afflitto soltanto da un cumulo di ambizioni sbagliate." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo')

"Sembra che in questo film Cimino abbia perduto il dono o dimenticato il talento che ne fa uno dei migliori autori contemporanei." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa')

"In un quadro esagitato più che teso si confrontano un Rourke, nei vestiti più a modino del necessario e negli scatti solamente nevrotico, e un Hopkins che, a differenza del suo solito, esteriorizza le proprie reazioni." (Francesco Bolzoni, 'L'Avvenire')

"Fracasso e spari con musiche ridondanti, inseguimenti ed agguati con un po' di sesso e di sadismo, "Ore disperate" non si discosta dalla moda dei film volti soltanto allo spettacolo di consumo." (Alfio Cantelli, 'Il Giornale')
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