Ora e per sempre

ITALIA - 2004
Ora e per sempre
La tragica sorte del 'Grande Torino', mitica squadra che per quattro anni di seguito ha vinto il campionato di calcio nell'Italia del dopoguerra, fa da sfondo alle storie di diversi personaggi legati tra loro per una serie di coincidenze e fatti avvenuti nel capoluogo piemontese tra il 1949 e gli anni '90. Michael Satten, un signore inglese, torna a Torino quarant'anni dopo esserci arrivato come funzionario della Federcalcio britannica per organizzare una sfida con i Granata. La sua vita si intreccia con quella di Valentino Motta, manager di un casa editrice che, dopo l'improvvisa morte del padre, è alla ricerca della tromba che suonava la carica durante le partite del 'Grande Torino'.
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: ALESSANDRO VERDECCHI PER VERADIA FILM, MISAMI FILM
  • Distribuzione: VERDECCHI FILM (2005)
  • Data uscita 25 Febbraio 2005

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
"Non si può essere sgarbati con la memoria", ricorda in una lettera a Valentino (Gioele Dix) il padre da poco defunto. Tifoso granata, testimone di quello che fu il mito del "Grande Torino", Mario Motta chiede al figlio (editore poco coinvolto dalle vicende sportive) l'ultimo favore: ritrovare la tromba che, fino al 1949 (anno in cui avvenne la tragedia di Superga), suonava la carica allo stadio Filadelfia durante le partite del Torino. Doveroso omaggio ad una delle più grandi leggende dello sport italiano e internazionale, Ora e per sempre di Vincenzo Verdecchi racconta, su due piani temporali diversi, quello che è stato e quello che è "rimasto" del Grande Torino: il ricordo non come strumento di nostalgia e dolore, ma come consapevolezza di aver vissuto qualcosa di irripetibile. Prodotto che poco si discosta dai crismi della fiction televisiva, il film è apprezzabile per il proposito, un po' meno nella riuscita: la fluidità con cui si passa da un contesto (1949) all'altro (i giorni nostri) finisce per cozzare con un intreccio narrativo tirato un po' troppo per le lunghe, prevedibile nello sviluppo e con qualche incongruenza di fondo (la ricerca di questo fantomatico "trombettiere", purtroppo, si risolve per lo spettatore sin da subito). Non bastano le discrete caratterizzazioni di Dino Abbrescia (è il tassista Pietro, amico del trombettiere e trait d'union con il passato, poi interpretato da Giorgio Albertazzi), Kasia Smutniak (la professoressa inglese Sally Burke, che finirà per innamorarsi di Luciano Scarpa, il trombettiere) e dello stesso Gioele Dix a risollevarne le sorti: la commozione e il coinvolgimento scaturiscono, anziché dalle fantasiose vicende che danno corpo alla trama, solo grazie al pensiero rievocato (quello di una formazione imbattibile, che nessuno - se non la collina di Superga - avrebbe mai fermato).

NOTE

- FILM REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI (DGC)

- IN PIEMONTE IL FILM E' USCITO IL 18 FEBBRAIO 2005

CRITICA

"Alla ricerca del tempo e dello sport perduti, ricordando la tragedia del Grande Torino, la squadra vittoriosa vittima dell'incidente aereo del 4 maggio 1949 sulla collina di Superga. In 'Ora e per sempre' di Vincenzo Verdecchi si rievocano un fatto, un' epoca ma, soprattutto, i sentimenti e la rivalità calcistica Italia-Inghilterra. Con lo stile omologato e per bene della fiction televisiva, il film va avanti e indietro nella storia. È la memoria italiana chiamata in causa, col contributo di attori bravi come Giorgio Albertazzi, esperto di ricordi, Abbrescia e Gioele Dix che riannoda i fili della memoria." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 febbraio 2005)

"Non è facile confrontarsi con le leggende, si sa. E non è facile parlare di calcio al cinema. Il film sul Grande Torino, 'Ora e per sempre', dribbla questi due ostacoli, lasciando le vicende sportive sullo sfondo. Come fossero un pretesto per parlare d'altro. (...) Un pretesto per parlare dell'Italia nell'immediato dopoguerra, così sconfitta e umiliata, che trova nell'invincibilità del Grande Torino una specie di riscatto. Un film sincero, dove però manca un guizzo. Migliore in campo: Gioele Dix." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 25 febbraio 2005)

"'Ora e per sempre' è un film benintenzionato, beneducato e scritto in corretta calligrafia: un po' punito dall'evidente esiguità del budget produttivo, che nuoce alla ricostruzione d'epoca. Se in qualche momento i diversi piani temporali s'intrecciano, convivendo nella stessa sequenza, luci e sintassi sono prossime a quelle della tv. Che, per la cronaca, ha in programma una fiction sul Grande Torino." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 26 febbraio 2005)
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