NOTTI SELVAGGE

LES NUIT FAUVES

FRANCIA - 1992
Jean ha 30 anni, vive con Laura, 17 anni, una storia d'amore violenta e movimentata. Egli si immerge nella vita senza saper scegliere, senza saper dire di no. Si è bruciato le ali: è sieropositivo. La romantica passione di Laura e la minaccia che la sovrasta lo aprono verso il mondo e verso gli altri. Jean impara ad amare.

CAST

NOTE

REVISIONE MINISTERO MAGGIO 1993.
PREMIO CESAR PER MIGLIOR REGIA (1993).

CRITICA

Un'operazione sfacciata, cinematograficamente fluida, perfino nevropatica, ma ripetitiva. Il Collard regista conosce fin troppo bene il Collard uomo e lo manovra giocando volentieri il jolly dell'autodistruzione. In cambio non sopporta alcun peso simbolico e non è un grande attore anche se soffre in prima persona. Somiglia, in bello al Tom Hulce di "Amadeus", mentre il suo film ricorda, in brutto, "Niente baci sulla bocca" di Techinè. A ben guardare "Notti selvagge" non è un film sull'AIDS (ne usciranno molti e fra breve) ma un notturno grido di rivolta contro le convenzioni sessuali borghesi, girato però con le convinzioni accattivanti degli spot. Rimane all'attivo del film, oggi più struggente di ieri, la prova della Bohringer che racconta la sua discesa agli inferi in un mondo nascosto da cui poi risale alla "normalità". (Maurizio Porro, Il Corriere della Sera)
Il film è assai retorico nell'idea base (febbre di vivere nel timore di morire) in molti dialoghi e situazioni, nel compiacimento vitalistico, ed è un'antologia di cose alla moda 1992: bisessualità voga della Spagna, naziskin, patetismo famigliare, sadomasochismo, body building cocaina, narcisismo. La sovrapposizione filmbiografia (esagerando: artevita) non basta per arrivare all'autenticià espressiva. (Lietta Tornabuoni, La Stampa)
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