Nottetempo

ITALIA - 2014
3/5
Nottetempo
Matteo è un poliziotto e un giocatore di rugby; Assia è una ragazza alla ricerca del vero amore; Enrico è un cabarettista che non riesce più a far ridere. Le vicende di questi tre personaggi si incroceranno sullo sfondo di un grave incidente e, in una corsa contro il tempo attraverso l'Italia, si inseguiranno alla ricerca di una vendetta e dell'amore...
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: ANNAMARIA MORELLI, AMEDEO BACIGALUPO E ALESSANDRO CANNAVALE PER ELSINORE FILM, NUVOLA FILM E RUN COMUNICAZIONE
  • Distribuzione: VIDEA (2014)
  • Data uscita 3 Aprile 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Giraldi
Un grave incidente stradale: un autobus va fuori strada, si rovescia e poco dopo esplode. Matteo uno dei due poliziotti stradali accorsi, riesce a salvare Assia. Lei è l'unica superstite e, quando esce all'ospedale, sente forte il desiderio di rintracciare Matteo, di cui da tempo è innamorata. Sa che si è trasferito a Bolzano e decide di raggiungerlo.  Perso il treno, accetta il passaggio in macchina di Enrico, cabarettista in crisi, che ha un forte motivo per recarsi nel capoluogo altoatesino. Matteo, a sua volta, a Bolzano vuole conoscere il figlio Rocco di nove anni, mai visto dopo aver lasciato la madre Lidia. Si parte dunque da tre storie che cominciano  separatamente e, a poco a poco, convergono, attraverso alcuni fili invisibili. C'è l'attesa per qualche mistero da svelare, per qualche chiarimento che si aspetta di conoscere. Alla fine, se è vero che si capisce il motivo che porta tutti a Bolzano, inspiegati restano alcuni passaggi narrativi, che dovrebbero far lievitare la tensione e invece rendono più arduo i collegamenti tra il perché e il percome.  
Dopo aver diretto spot pubblicitari e cortometraggi, Francesco Prisco, classe 1976, esordisce nel lungometraggio con questo Nottetempo, film di genere che tra i generi è meglio collocare nel noir. Con qualche azzardo di troppo, Prisco spiega di aver volutamente scelto  “di lasciar andare il flusso delle emozioni, senza insistere troppo su dettagli e spiegazioni”. Nel cinema contemporaneo rivoltare la sintassi dei generi può essere operazione audace, rischiosa, eccitante. Forse, dentro il noir certe operazioni fanno fatte con attenzione. Qui si avverte proprio la mancanza di pezzi di racconto, di passaggi che dovrebbero spiegare e invece creano distanza dal copione.
La trama on the road è suggestiva, la cinepresa di Prisco si muove con efficacia ma resta lontana dall'incontro con la metafora tra sogno e realtà. David Lynch si nasce non si diventa. A favore di quest'esordio fatto di inciampi e promesse c'è però un bel cast, con Giorgio Pasotti, il cattivo Matteo; Gianfelice Imparato, il cabarettista; Nina Torresi nel ruolo di Assia; Ester Elisha in quello di Lidia, la donna lasciata da Matteo; Valeria Milillo, che è Giada, una delle vittime dell'incidente, che stava per dare un figlio a Enrico.

NOTE

- REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON A.MI.CA. PRODUCTION; IN ASSOCIAZIONE CON OPTIMA ITALIA; CON IL CONTRIBUTO DI BLS BUSINESS LOCATION SÜDTIROL - ALTO ADIGE, CON IL SOSTEGNO DEL MIBACT-DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA.

- GIORGIO PASOTTI È STATO CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2014 COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (ANCHE PER "SAPORE DI TE" E "UN MATRIMONIO DA FAVOLA" DI CARLO VANZINA).

CRITICA

"È una piacevole sorpresa 'Nottetempo', opera prima del napoletano Francesco Prisco che, reduce dal successo di alcuni cortometraggi, schiva le trappole del solipsismo (spesso ricattatorio) d'autore e tenta la classica e pertanto ardua chance del noir. Girato con insolita perizia, prodotto con evidente passione e interpretato al meglio dal protagonista e sempre più convincente Giorgio Pasotti e dall'altrettanto autorevole Gianfelice Imparato, il film insegue una serie d'incontri, coincidenze, agnizioni, memorie perdute e promesse di vendette svariando non solo su luoghi distanti geograficamente, ma anche su sfumature psicologiche non conciliate. (...) Pur non avendo a disposizione il budget adeguato per sviluppare nei minimi dettagli di durata e location le tre psicologie portanti, Prisco sa fare di necessità virtù, finendo addirittura con l'accrescere l'aspro fascino del film con una qualità di sintesi sconosciuta a molti progetti similari. Anche il fatto che gli antieroi non abbiano probabilmente usufruito di un approfondimento di sceneggiatura, si risolve in vantaggio perché in questo modo è più facile per 'Nottetempo' uscire dagli stretti canoni del giallo per acquisire in scioltezza una discreta credibilità a raggio universale. Sarebbe sciocco e poco proficuo, va da sé, sovradimensionare il peso, per così dire, artistico di un piccolo film che si limita ad alludere al disagio esistenziale che dilaga nelle zone oscure della contemporaneità. Ma sulla buona predisposizione del regista a uscire dal ghetto degli esordienti pretenziosi saremmo pronti a giurare." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 3 aprile 2014)

"Esordio curioso assai, questo di Francesco Prisco, 38enne di Frattamaggfore (provincia di Napoli) fin qui regista di cortometraggi e spot pubblicitari. Mescola svariati generi e 'pilucca' suggestioni qua e là, ma alla fine trova una compattezza di stile che permette di passar sopra anche a trovate un po' forzate (le visioni che i personaggi hanno di tanto in tanto: sogni, ricordi, desideri, déjà vu, premonizioni? Un po' tutte queste cose insieme). Prisco infila nel tessuto narrativo, al 99% realistico, momenti onirici difficilissimi da controllare. Ma alla fine ci riesce, ed è quasi un miracolo. 'Nottetempo' inizia in modo simile al 'Dolce domani', film di Atom Egoyan. Un pullman di linea esce di strada e si incendia. Muoiono tutti i passeggeri, tranne una ragazza salvata da un agente della stradale. (...) 'Nottetempo' assomiglia non poco a 'Le catene della colpa', splendido noir hollywoodiano con Robert Mitchum ambientato, anch'esso, in alta montagna. Qui, però, i personaggi non sono ex gangsters ma portano con sé solo dolore, rimorsi e voglie matte. Dal noir si passa quindi al mélo, genere più facilmente ricreabile. Tutti bravi gli attori (Pasotti, Elisha, Torresi) con la solita menzione speciale per Gianfelice Imparato, il 'sottomarino' di 'Gomorra', attore fantastico di cui il cinema italiano tende troppo a dimenticarsi." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 3 aprile 2014)

"Déjà-vu, ellissi e ribaltamenti spazio temporali e 'nulla è come sembra' in quest'opera prima ambiziosa dal carattere più nero che noir, in cui il protagonista Pasotti rivela la sua anima oscura. Prisco poteva incidere meglio, ma almeno c'ha provato." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 3 aprile 2014)

"È folgorato da una foto sul pullman precipitato nella notte l'agente della stradale Matteo. Così dopo aver messo in salvo la malconcia Assia, unica superstite nell'incidente, inforca la moto e corre da Napoli a Bolzano. Dove convergono anche la ragazza, fuggita dall'ospedale, e il maturo cabarettista in disgrazia Enrico. Che cosa unisce i tre? Boh. Fra i troppi dubbi irrisolti, ne emerge uno: chi ha dato la patente di musicista all'autore della micidiale colonna sonora?" (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 3 aprile 2014)
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