Non ti voltare

Ne te retourne pas

LUSSEMBURGO, FRANCIA, ITALIA, BELGIO - 2009
Non ti voltare
Mentre sta scrivendo il suo primo romanzo, Jeanne inizia ad avvertire che il suo corpo e la sua vita stanno subendo degli strani cambiamenti, anche se nessuno intorno a lei sembra accorgersene. Un giorno, a casa di sua madre, Jeanne scopre la fotografia di una donna italiana e decide di mettersi sulle sue tracce. Misteriosi eventi passati si riveleranno così ai suoi occhi...
  • Altri titoli:
    Don't Look Back
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, PSICOLOGICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: (1:2.35)
  • Produzione: EX NIHILO, WILD BUNCH, SAMSA FILM, ENTRE CHIEN ET LOUP, STUDIOURANIA, ATELIERS DE BAERE, RTBF
  • Distribuzione: BIM

NOTE

- PROIEZIONE DI MEZZANOTTE AL 62. FESTIVAL DI CANNES (2009).

CRITICA

"Sghignazzi e qualche booh si sono ahimé registrati alla proiezione stampa di 'Ne te retourne pas' (fuori concorso), diretto dalla francese Marina de Van e interpretato dalla coppia di superstar Monica Bellucci-Sophie Marceau con Andrea Di Stefano. Thriller psicologico abbondantemente accompagnato da musica da paura, il film fa largo uso di effetti speciali, in particolare computer morphing, per mostrare lo scambio di identità tra Monica e Sophie (...) La faccia di una si trasforma in quella dell'altra, con involontario effetto Hulk. In certe sequenze (che hanno scatenato la massima ilarità della platea) la protagonista ha metà lineamenti della Bellucci e metà della Marceau. Ci vorrà un viaggio in Puglia (il film è una coproduzione italiana) comprensivo di pizzica e barocco leccese, perché l'anima in pena - stavolta è Monica, bellissima - torni bambina e il mistero sia chiarito, si fa per dire. E la protagonista della storia (Monica? Sophie? Tutte e due insieme, adulte, nell'unica scena comune) può ritrovare la serenità per scrivere il libro di memorie. Meno male." (Gloria Satta, 'Il Messaggero', 16 maggio 2009)

"Un film tutto da ridere, e sarebbe un bel successo se l'intento non fosse esattamente opposto. La De Van cercava un incrocio tra Kubrick e Hitchcock, con ispirazioni kafkiane. Inevitabile che il risultato potesse essere quanto meno rischioso e per la prima volta dall'inizio del festival, si sono sentite in proiezione risate e ululati." (Boris Sollazzo, 'Il Sole 24 ore', 16 maggio 2009)
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