Non aver paura

ITALIA - 2005
Non aver paura
Laura e Franco sono una coppia separata con un figlio di nove anni, Luca. I due genitori non riescono ad appianare i loro problemi e le loro divergenze e a farne le spese è il piccolo Luca, che per vincere le proprie paure si inventa un amico immaginario, Tommi. A complicare le cose interviene un cliente di Laura - che per guadagnare qualche soldo in più lavora, all'insaputa dell'ex marito, per una 'hot line' - che, con le sue fantasie violente nei confronti dei bambini, minaccia lei e Luca. La donna, pedinata da un uomo misterioso, minacciata dal cliente e, dal momento che Franco ha scoperto la sua occupazione, a rischio di perdere la tutela del figlio decide di fuggire e nascondere il piccolo Luca...
  • Altri titoli:
    La paura degli angeli
  • Durata: 104'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: FULVIO LUCISANO E GIANFRANCO PICCIOLI PER I.I.F. ITALIAN INTERNATIONAL FILM, SETTIMA LUNA
  • Distribuzione: I.I.F. (2005)
  • Data uscita 6 Maggio 2005

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

Separati da poco tempo, Laura (Laura Morante) e Franco (Alessio Boni) sono sempre in conflitto. Lui vorrebbe farsi affidare il figlio di nove anni, Luca (Marco Ragno) – che interagisce con un doppio immaginario (Andrea Ragno) caratterialmente opposto a lui -puntando sulla precedente relazione extramatrimoniale della moglie. Lei, ufficialmente disoccupata, lavora segretamente in una Hot Line per far fronte alle spese quotidiane. E proprio un misterioso cliente (Cesare Adolfo Bocci) inizierà a tormentarla, dimostrando di conoscere molte cose della sua vita privata e manifestando un insano interesse verso i bambini.
Con l’intento di descrivere le conseguenze che possono scaturire da odio e paura, da conflitti ed egoismo, Angelo Longoni – che si assicura un’apparizione come psicologo (?) ad inizio e fine racconto – scrive (con Massimo Sgorbani) e dirige questo pasticciato giallo/thriller soffermandosi su un microcosmo in disgregazione, quello della famiglia sfasciata, per dimostrare come – nella società odierna – le nostre fobie possono distorcere il senso reale delle cose. Non aver paura, questo il titolo della pellicola, fallisce però nei suoi intenti: caricato oltremisura nel tratteggio dei personaggi – i duetti dei piccoli gemelli Ragno ricordano, senza volerlo, la psicopatia dei “fratelli Riccio” nel Dorme di Eros Puglielli, Laura Morante non riesce a levarsi di dosso il “Muccino imprinting”, Alessio Boni  è visibilmente fuori parte – e sovrabbondante nell’inserimento di sottosviluppi narrativi (il colpo di scena finale, per esempio, è a dir poco dozzinale), il film si fa schiacciare dalle sue stesse pretese. Qualche interessante atmosfera, ma onestamente se ne può davvero fare a meno.

CRITICA

"'Non aver paura' di Angelo Longoni è un giallo psicologico sull'amore, che non riesce più a sconfiggere la paura e una storia a favore dell'infanzia. Un progetto pieno di buone intenzioni. Ma, se gli attori hanno fatto un buon lavoro rendendo credibili i personaggi, il film finisce con il mettere un po' troppa carne al fuoco: i pedofili, le hot-line, i divorzi devastanti, i bambini vittime dei giochi degli adulti... Mette a fuoco bene, però, i rischi che si corrono quando si è disperatamente alla ricerca di una rivincita e quanto la paura possa rendere manipolabili e fragili." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 6 maggio 2005)

"Il film dissimula sotto il thriller un'intenzione morale: quella di condannare una società senza amore, popolata da mille paure, e violenta sui più deboli: i bambini. (...) L'intento del regista Longoni ha una sua consistenza, ed è sempre notevole ancorché raro vedere il cinema italiano cimentarsi con le regole di 'genere', ma la costruzione non funziona bene e nessuno dei due protagonisti dà il meglio di sé." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 6 maggio 2005)
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