Nel paese delle Creature Selvagge

Where the Wild Things Are

USA - 2009
3/5
Nel paese delle Creature Selvagge
Quando il piccolo Max si infila un costume da lupo ha inizio per lui una fantastica avventura nel Paese delle Creature selvagge...
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: SUPER 35 STAMPATO A 35 MM (1:2.35)
  • Tratto da: libro per ragazzi "Nel paese dei Mostri Selvaggi" di Maurice Sendak (ed. Babalibri)
  • Produzione: TOM HANKS, GARY GOETZMAN, JOHN B. CARLS, VINCENT LANDAY E MAURICE SENDAK PER WARNER BROS. PICTURES, LEGENDARY PICTURES, VILLAGE ROADSHOW PICTURES, PLAYTONE, WILD THINGS PRODUCTIONS
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 30 Ottobre 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

C’è la neve, fuori. E Max (Max Records), bambino difficile che soffre per la separazione dei genitori, costruisce un igloo per nascondersi dal mondo. Alla sera, poi, la sua eccessiva e mal posta richiesta di attenzioni costringe la mamma (Catherine Keener) a sgridarlo: fugge via Max, avvolto nel “tutotto” da lupo, e prende il mare su una piccola barca a vela. Approda su un’isola lontana, dove vivono stranissime ed enormi creature: per salvarsi, dirà loro di avere grandi poteri e, di lì a poco, sarà riconosciuto come loro nuovo re. Ma governare e rendere tutti felici non sarà cosa semplice.
Tratto dal romanzo illustrato di Maurice Sendak (“Where the Wild Things Are”) e dalle premesse dirompenti, Nel paese delle creature selvagge di Spike Jonze conferma purtroppo i timori che si erano andati a creare nel lunghissimo periodo intercorso tra la fine delle riprese e la conclusione della post-produzione: quello che arriva sullo schermo, oltre alle splendide suggestioni derivanti da spazi incontaminati e mostruosi personaggi, ottima fusione tra pupazzi creati artigianalmente e computer grafica, è un prodotto palesemente mutilato, debordante in alcuni momenti di fantastica anarchia (dall’utilizzo della camera a mano al “putiferio” quale prima “azione di governo” del nuovo re Max) ma estremamente debole nella costruzione di un racconto che, dopo la meraviglia dell’approdo e dell’avvicinamento al mondo delle creature selvagge, sembra implodere minuto dopo minuto, risolvendosi in nulla più che un insieme di “momenti”, o situazioni, a tratti divertenti, altre volte commoventi, ma incapaci di donare all’opera l’ampio respiro che avrebbe meritato. Il talento del neoquarantenne ed ex videoclipparo Jonze è cosa ormai nota ma, proprio come Gondry, dimostra che senza Charlie Kaufman alle spalle (autore dei suoi precedenti Essere John Malkovich e Il ladro di orchidee) la creazione/riproposizione in celluloide di mondi altri non è più così devastante. Ma il dubbio che non sia tutta colpa sua rimane, aspettando magari il Director’s cut in home video.

NOTE

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: JAMES GANDOLFINI (CAROL), LAUREN AMBROSE (KW), CHRIS COOPER (DOUGLAS), CATHERINE O'HARA (JUDITH), FOREST WHITAKER (IRA), PAUL DANO (ALEXANDER).

- NELLA VERSIONE ITALIANA LA VOCE DI 'CAROL' E' DI PIERFRANCESCO FAVINO.

- CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2010 PER LA MIGLIOR COLONNA SONORA.

CRITICA

"Traducendo un raccontino dell'anti Disney Maurice Sendak che si legge in cinque minuti, il geniale Spike Jonze di 'Essere John Malkovich' gioca coi rimasugli delle fiabe e di antiche nevrosi. (...) Gioco di specchi e di identità fra il mini civile malinconico fuggitivo e le creaturone che dormono ammassate insieme. Una extravaganza noiosa dove si salva solo sguardo di Max Records." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 30 ottobre 2009)

"Denso, raffinato e sottile (e, diciamo la verità, anche un po' noioso), non è certo il tradizionale film per bambini. Ma per chi è?."(Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 30 ottobre 2009)

"La versione di Jonze è piuttosto aderente allo spirito del racconto e vi aderisce completamente nella ricostruzione dei mostri selvaggi, che sono tali e quali ai mostri di Sendak. Ora, mettere in immagini cinematografiche il sogno cristallizzato di un furetto bambino che si crea un altro mondo per dare sfogo alla sua natura irrequieta non è certo facile. Jonze ci riesce, anche se il film è assai strano e ondivago, con momenti di grande emozione e altri di strana osservazione, come se si sospendesse ulteriormente e per un attimo su quel mondo selvatico di mostri mostruosi. 'Nel paese delle creature selvagge' è inafferrabile per certi versi. Si fatica a capire qual è il suo target. Non è un film per bambini, nel senso che non si rivolge a loro e non tanto perché ci sono situazioni e scene davvero paurose, quanto per i tempi di una narrazione ondivaga e sottilmente filosofica. E' un film per grandi, ma non per tutti i grandi. Forse per quelli ancora che hanno mantenuto un cenno delle loro represse paure e fantasie." (Dario Zonta, 'L'Unità', 30 ottobre 2009)

"Se un classico, secondo la celebre formula di Italo Calvino, 'è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire', 'Nel paese dei mostri selvaggi', la fiaba illustrata di Sendak, è ancora così vivo e 'attivo' da aver ispirato questo insolito ed emozionante film di Spike Jonze tratto a sua volta dalla riscrittura di Dave Eggers (Mondadori), che traduce in parole i sentimenti e le paure suggeriti dalle lussureggianti illustrazioni di Sendak. Create grazie a un mix di pupazzi, animazione al computer e complicati costumi indossati da veri attori, le fantasiose creature vantano una leggerezza di movimento e una profondità di sentimento esaltata dalle bellissime musiche di Karen O e Caaer Bunrwell. Un adulto ancora in contatto con la propria infanzia non dovrebbe lasciarselo scappare. Magari portandosi dietro un bambino abbastanza aperto e curioso per confrontarsi con un immaginario radicalmente diverso dalle pappine imperanti." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 30 ottobre 2009)

"Jonze dà libero sfogo ad una nuova linea trasversale della sua eccentrica creatività. Ritornano in modo visivamente iperbolico la sproporzionalità esagerata tra corpi in scena, lo slittamento tra dimensioni spaziali e temporali differenti ma contigue, la sospensione di una normale percezione del pericolo, quasi a sottolineare l'impossibile empatia adulta tra spettatore e pellicola, e la possibile lettura del film soltanto ad altezza bambino. Creati dalla storica Jim Henson Company dei Muppet, gli enormi costumi di lattice e pelo, prima dei ritocchi in digitale per le espressioni del viso, sono stati indossati da sconosciute comparse solo per poche ore alla volta, pena il soffocamento. Anche se la gloria attoriale l'hanno raccolta soltanto i blasonati doppiatori: in Usa, tra gli altri, James Gandolfini; in Italia, Pierfrancesco Favino." (Davide Turrini, 'Liberazione', 30 ottobre 2009)

"Il libercolo non ne ha lo spessore, la poetica e nemmeno lo spazio necessario. Il film ha quindi molto campo libero. Il cervellotico regista che entrò - letteralmente - nella testa di John Malkovich e mise un doppio Nicolas Cage a pasticciare tra le orchidee, spinge il fanciullo troppo solo che parla con le staccionate a 'iniziare il putiferio' vestito da lupo: onde, rabbie, umiliazioni, gufi e regni simbolici. Pelosi giganti cornuti con caratteri in conflitto. Capitomboli sulla sabbia e musichette ye/ye. 'Un film non per bambini, ma sull'infanzia' è l'intenzione. Un'opera aliena è ciò che si vede. Distante da ogni età." (Alessio Guzzano, 'City', 30 ottobre 2009)
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