Nel blu dipinto di blu

ITALIA - 1959
Turi, un giovane vagabondo siciliano che sbarca il lunario facendo qualche lavoro occasionale e cantando nelle osterie, abita in un quartiere popolare di Roma, dove gode di molte amicizie e della simpatia di Gianna, bella ed energica popolana. Una notte, Turi fa da palo a certi malviventi che tentano un colpo in una gioielleria. Il colpo non riesce per l'arrivo di una guardia notturna ma Turi è accusato di complicità e, per difendersi dell'accusa e giustificare la sua presenza in quel luogo, asserisce di essere innamorato di una cameriera che abita lì vicino. Interrogata, la ragazza conferma di essere la sua fidanzata: con ciò lo libera dai sospetti della polizia, ma gli crea dei fastidi d'altra specie, sia perché, nella sua ingenuità, la cameriera ha preso sul serio le dichiarazioni di Turi sia perché suscita la gelosia di Gianna. Per uscire da una situazione imbarazzante, Turi è stato costretto a fidanzarsi ufficialmente con la cameriera ma nel frattempo una terza donna è entrata nella sua vita. Si tratta della figlia di un ricco industriale siciliano. La ragazza, assetata di nuove sensazioni, si è sentita attratta da Turi che non ha saputo resistere alla seduzione. Gianna, furibonda, fa rinascere i sospetti della polizia e svela alla povera cameriera tutta la verità. Questa, dopo aver superato una crisi, è facile preda di alcuni individui che tentano di sfruttarla. Turi uscito con disgusto dalla nuova avventura, viene a conoscenza della situazione. Dopo una vivace discussione con Gianna, dalla quale si congeda definitivamente Turi raggiunge la giovane cameriera, della quale è ormai sinceramente innamorato.
  • Altri titoli:
    Volare
  • Durata: 104'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: dalla canzone omonima di Domenico Modugno
  • Produzione: ISIDORO BROGGI E RENATO LIBASSI PER D.D.L., CINEPRODUZIONI ASTORIA
  • Distribuzione: ASTORIA (1959)

CRITICA

"Bisogna dire che questo film non ha abbastanza pregi per un pubblico esigente ed è troppo pretenzioso per gli spettatori dei locali più popolari. Non è mal realizzato ed è anche lodevolmente interpretato, ma non ha i requisiti del film di successo". (Umberto Tani, "Intermezzo" n. 6, 31 marzo 1959)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy