Napoli 24

ITALIA - 2010
Attraverso tempi, luoghi, modi e sguardi profondamente diversi, ventiquattro autori - con tre minuti ciascuno - raccontano la città di Napoli: il risultato è un'immagine unitaria di una città in movimento, mai ferma, priva di giudizi e sempre, inesorabilmente, viva.

CAST

NOTE

- PRESENTATO AL 28. TORINO FILM FESTIVAL (2010) NELLA SEZIONE 'FESTA MOBILE-FIGURE NEL PAESAGGIO'.

CRITICA

"Il progetto nasce nel 2008, in piena emergenza rifiuti: ad Angelo Curti, Nicola Giuliano e Giorgio Magliulo (con le rispettive unità produttive: Ananas, Indigo film, Skydancers e Teatri Uniti), l'allora assessore alla cultura della Regione Campania Velardi chiede di «fare qualcosa» per rilanciare l'immagine di Napoli attraverso il cinema. (...) Le immagini di 'Napoli 24', che seguono un percorso accidentato tra il miracolo di San Gennaro e i ragazzi di malavita, un matrimonio rom (filmato da Guido Lombardi che, dopo quell'esperienza, ha esordito con lo splendido 'Là-Bas') e la festa del centesimo compleanno di un arzillo calzolaio, il rituale dei neoborbonici e le proteste a Poggioreale in difesa del posto al cimitero dei propri defunti, la musica e la munnezza, gli omicidi e il mare, si concludono nella sontuosa magione dell'anziana principessa Uzza de Gregorio Cattaneo di Sant'Elia, che appare accompagnata da suo figlio, con il gusto surreale tipico della cinematografia di Paolo Sorrentino." (Oscar Cosulich, 'Il Mattino', 11 maggio 2012)

"Il miracolo di San Gennaro, il porto, la poesia dei vicoli, il passato glorioso negli antichi palazzi, i volti di vecchi che tutto hanno vissuto, Scampia desolata, ragazzi sfrontati che preparano tiri di coca sugli specchietti delle moto, la follia assordante del traffico: è 'Napoli 24', il film plurale di 24 autori che hanno filmato immagini e suggestioni della città, raccontata finalmente senza retorica, senza mandolini che piangono, ma con fantasia, disincanto, ironia. Un 'disaster movie', dice Angelo Curti che lo ha eroicamente prodotto con Nicola Giuliano e Giorgio Magliulo, partendo da un invito delle autorità, volevano qualcosa per risollevare l'immagine della città degradata dalla crisi dei rifiuti. Lo hanno fatto, rispettando la realtà non edulcorandola. Il risultato è un film crudo, bello, divertente, che esalta il talento e la creatività di Napoli (...)." (Maria Pia Fusco, 'La Repubblica', 11 maggio 2012)

"24 registi, tre minuti ciascuno per uno sguardo collettivo e documentario su Napoli. Gestazione durata quasi tre anni, ma il parto è felice: il capoluogo campano non è - solo - quello dei rifiuti e della criminalità, ma un caleidoscopio di volti, sensazioni e istanti sottratti alla quotidianità di una città unica e multiforme, generosa e sciagurata, cui il cinema - almeno qui - sa rendere giustizia e complessità. Ci sono firme eccellenti, tra cui Pietro Marcello e Paolo Sorrentino, che chiude paradigmatico e femminile sulla principessa Uzza de Gregorio di San'Elia Cattaneo, personaggio degno della sua galleria, ma la sensazione è di un flusso di coscienza senza appartenenze né steccati autoriali, capace di ritrovare la Napoli oggi tra calzolai centenari e rom, maiali e immondizia, santi e disagi, echi di violenza e incursioni stupefacenti, jazz e canzone criminale. In precario, coraggioso equilibrio tra elegia emotiva e critica antropica, questa Napoli ha i 24 fotogrammi al secondo del cinema, soprattutto, la residenza che le spetta nel nostro immaginario: senza elusioni, senza stereotipi, né buona, né cattiva. Semplicemente, Napule è." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 11 maggio 2012)

"Non chiedeteci perché esca soltanto ora questo progetto collettivo di due anni fa. 24 registi 24 raccontano ciascuno la propria idea di Napoli, in episodi brevissimi. Ci sono grossi nomi (Sorrentino e Martone) e giovani di talento (Lombardi e Marcello). Curioso e discontinuo." (Dario Zonta, 'L'Unità', 11 maggio 2012)
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