Moonwalkers

FRANCIA - 2015
3/5
Moonwalkers
Londra, fine anni Sessanta. Tom Kidman, agente della Cia risoluto e tutto d'un pezzo, deve entrare in contatto con il regista Stanley Kubrick perché il governo americano vorrebbe convincere il famoso filmaker a girare un falso allunaggio. Peccato che Kidman si rivolga a Jonny, bislacco manager di una rock band dalle scarse fortune, credendolo vicino a Kubrick...
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: PARTIZAN FILMS, IN CO-PRODUZIONE CON NEXUS FACTORY, POTEMKINO, BNP PARIBAS FILM FINANCE

RECENSIONE

di Gianluca Arnone

Ci sono poche cose che accendono la fantasia dei cospirazionisti quanto la passeggiata di Armstrong e soci sulla Luna del 1969. E’ avvenuta, non è avvenuta, è stato un maledetto imbroglio o il più grande passo fatto dall’uomo da quando il Creatore lo ha messo al mondo?
Che sia avvenuto o meno, lo sbarco lunare resta una realtà dell’immaginario ed è su questa ambigua ontologia che Moonwalkers di Antoine Bardou-Jacquet gioca. Ipotizzando che alla vigilia del lancio dell’Apollo 11 il ponte di comando americano, talmente idiota da far rimpiangere quello del Dottor Stranamore, metta in cantiere un “finto” sbarco da studio da mandare in onda in mondovisione se le cose per Armstrong & Co. dovessero mettersi male lassù.
Il piano viene affidato a un agente della Cia che ha combattuto in Vietnam e che ora dovrà volare a Londra per convincere il miglior regista sulla piazza, Stanley Kubrick, a prestare i suoi servigi per la più grande frode del secolo. In cambio una valigia piena di soldi. Ovviamente lo stolido 007 americano farà confusione, consegnando la valigetta e l’incarico a un manager musicale squattrinato e al suo amico fattone, che a loro volta se la faranno soffiare da sotto il naso da un malavitoso e la sua gang. Insomma le cose si incasinano abbastanza, ma in modo piuttosto prevedibile.
Dopotutto la sceneggiatura non è il piatto forte di un’operazione che gioca più che altro sull’impasto pop e postmoderno di diversi immaginari, dal Vietnam alla Swinging London, dai fricchettoni alla Guerra Fredda, da Kubrick al pulp tarantiniano. Senza equilibrio né ardore polemico né una chiara idea di dove andare veramente a parare. Alcune gag funzionano ma il film in più occasioni dà l’impressione di afflosciarsi. E allora ecco venire in soccorso una bella sparatoria splatter, un po’ di tette al vento e una situazione à la Trainspotting.
Il tutto sostenuto dalla verve degli attori, con un Ron Perlman versione Charles Bronson in pensione e un Rupert Grint che può finalmente fare ciao ciao con la mano a Ron il Rosso di Harry Potter. Può bastare? Se non volete mica la Luna…

NOTE

- PRESENTATO AL 33. TORINO FILM FESTIVAL (2015) NELLA SEZIONE 'AFTER HOURS'.

CRITICA

"Se c'era un modo per immaginare il dietro le quinte del famoso complotto lunare, il regista di 'Moonwalkers' (...) Antoine Bardou-Jacquet, ha trovato il migliore. (...) Il cocktail fra i due mondi è esilarante (...)." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 26 novembre 2015)
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