Molto forte, incredibilmente vicino

Extremely Loud and Incredibly Close

USA - 2011
3/5
Molto forte, incredibilmente vicino
New York, 11 settembre 2001. Oskar Schell, un bambino di nove anni, riceve dal padre un messaggio rassicurante sul cellulare: "C'è qualche problema qui nelle Torri Gemelle, ma è tutto sotto controllo". Sarà l'ultimo contatto tra loro. Poi, in mezzo alle cose del padre scomparso, il ragazzo troverà una busta con un nome e una chiave. Oskar deciderà di andare alla ricerca della serratura a cui appartengono i due misteriosi elementi, che diventeranno per lui il mezzo per riallacciare il rapporto troncato e di compensare il pesante vuoto affettivo.
  • Altri titoli:
    Extremely Loud & Incredibly Close
  • Durata: 129'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA, ARRIRAW/(2K), 35 MM /D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: romanzo "Molto forte, incredibilmente vicino" di Jonathan Safran Foer (ed. Guanda)
  • Produzione: PARAMOUNT PICTURES, SCOTT RUDIN PRODUCTIONS, WARNER BROS. PICTURES
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA (2012)
  • Data uscita 23 Maggio 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Adriano Ercolani
Con l'adattamento dell'omonimo romanzo di Jonathan Safran Foer il regista inglese Stephen Daldry torna a una messa in scena già efficacemente esplicitata in The Hours.
Rispetto al precedente e più stilizzato The Reader qui ci troviamo di fronte a un lungometraggio orchestrato per cavalcare tutte le coordinate specifiche del melodramma. Sfruttando soprattutto l'eleganza della fotografia di Chris Menges e la potenza melodica della musica di Alexandre Desplat, Molto forte, incredibilmente vicino punta dritto alla sfera emotiva del pubblico.
Il gioco è visibilmente scoperto, ma questo non toglie che il risultato finale sia poderoso. Daldry dimostra fin dalle prime scene di poter maneggiare con sicurezza lo script elaborato che lo sceneggiatore Eric Roth gli ha messo a disposizione. Il suo gusto per le immagini è un connubio di coerenza estetica e di eleganza visiva, tutti fattori che legati tra loro dal montaggio concorrono a creare una confezione ineccepibile. Il resto lo fa un gruppo di attori in stato do grazia: il giovane protagonista Thomas Horn regala un approva di energia rabbiosa, a cui fanno da acutissimo contraltare due star come Tom Hanks e Sandra Bullock. Ma il dominatore assoluto di Molto forte, incredibilmente vicino è il "grande vecchio" Max von Sydow, che compone gesto dopo gesto una prova mimica di bellezza stordente. In tutti i momenti in cui quest'attore straordinario rimane in scena la qualità e la potenza drammatica del film si innalzano sensibilmente.
Giunto alla sua quarta regia, Stephen Daldry continua a imporre la sua poetica con una sicurezza quasi sfrontata: questo film rappresenta un nuovo, emozionante tentativo di raccontare storie di dolore e ricerca. Come Billy Elliot, Virginia Woolf o il Michael di The Reader, anche il giovane protagonista di Molto forte, incredibilmente vicino è un animo ferito che deve trovare un senso a quanto gli succede intorno, una valvola di sfogo per la sofferenza che lo infiamma dall'interno. Impossibile non emozionarsi.

NOTE

- FUORI CONCORSO AL 62. FESTIVAL DI BERLINO (2012).

- CANDIDATO AGLI OSCAR 2012 PER: MIGLIOR FILM E ATTORE PROTAGONISTA (MAX VON SYDOW).

CRITICA

"Ogni cosa non è più illuminata, parafrasando il titolo di Safran Foer di cui ora Stephen Daldry riduce questo altro bel romanzo (Guanda), per l'undicenne Oskar che si ritrova perso nella New York il giorno dopo l'11 settembre, orfano, come altri 2.999 coetanei, del padre morto nello squarcio morale e materiale delle Torri Gemelle. (...) Scritto con competenza psicanalitica da Eric Roth, cognome che è una garanzia, già sceneggiatore di 'Forrest Gump' e 'Benjamin Button' e quindi familiare coi casi estremi, il film di Daldry entra a passo felpato e senza retorica nelle zone oscure private e pubbliche: quella dell'adolescenza (già impervia senza attentati) e quella dell'angoscia smog di una città fresca di cicatrici. (...) Migliore nella parte introspettiva, negli sguardi infantili che diventano maturi sotto i nostri occhi, piuttosto che nel tour della città ripresa con sospetta luminosità da Chris Menges, il film è sulle spalle di un ragazzino prodigioso. Thomas Horn ha lo sguardo innocente della vittima che deve trovare speranza e diritto alla vita, lo rivedremo: agisce nello stile dei teenagers di Spielberg ('L'impero del sole', ma anche 'ET' e 'War Horse'), è l'infanzia di un capo americano cocciuto, un piccolo fuggitivo nel caos. Tom Hanks, in flashback e in sogno, e Sandra Bullock gli fanno da comprimari consumati, mentre un cameo importante è quello senza parole di Max von Sydow che porta la sua sorpresa. Vicino allo stile di Safran Foer, tanto da essere infatti molto letterario, il film è utile e necessario nel genere 11.9 cui hanno già dato contributi Stone e altri ma che qui è visto ad altezza di bambino e fa anche più paura." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 25 maggio 2012)

"«E' meglio il film o era migliore il libro?» si chiedono due capre mentre mangiano pellicola in una celebre battuta di Hitchcock. Forse sir Alfred aveva ragione e la domanda è solo oziosa: eppure riesce difficile trattenere la delusione per il modo in cui il solitamente migliore Stephen Daldry ha tradotto in immagini le magnifiche pagine del romanzo di Jonathan Safran Foer. (...) Se è vero che le storie più belle sono quelle il cui protagonista è mosso da un'ossessione, il film è però compulsivo e monotono a un tempo, patetico fino alla slealtà. Con l'effetto che Oskar (anche per colpa dell'interprete, Thomas Horn), quanto più cerca la nostra tenerezza, tanto meno ci risulta empatico." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 25 maggio 2012)

"Verrebbe da dire: finalmente! Annunciato almeno tre o quattro volte, arriva al cinema 'Molto forte incredibilmente vicino', il film di Stephen Daldry ispirato al romanzo di Jonathan Safran Foer pubblicato in Italia da Guanda. Un film che sicuramente aspirava a una vita diversa fin dal momento del casting: un regista candidato tre volte all'Oscar (per 'Billy Elliott', 'The Hours', 'The Reader'), uno sceneggiatore-star Eric Roth, ('Forrest Gump'), tre divi come Tom Hanks, Sandra Bullock e Max von Sydow, un tema forte - I'11 settembre - per di più coniugato in modo strappalacrime attraverso la storia di un bambino... C'erano tutte le condizioni per il colpaccio, ma non è andata così. Il film ha superato di poco quota 30 milioni di dollari negli incassi Usa (robetta) e ha avuto solo 2 candidature agli Oscar, senza vittorie. Visto a Berlino, mesi fa, 'Molto forte incredibilmente vicino' è effettivamente una mezza delusione. (...) Il problema è che tale lezione è raccontata in modo piatto e didascalico, senza le sfumature del romanzo originale. Tom Hanks e Sandra Bullock sono i genitori di Oskar. Il bambino è Thomas Horn, oggi 15enne, famoso in America per essere un campione del popolarissimo quiz televisivo 'Jeopardy'. Bravissimo, fin troppo: quasi impressionante." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 25 maggio 2012)

"Metti un bambino sconvolto da una tragedia, con viso oltretutto predisposto, e le lacrime scenderanno copiose. Purtroppo, accompagnate da sonori sbadigli nonostante uno strepitoso Max von Sydow." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 25 maggio 2012)

"Un romanzo cult per un film mediocre. Capita spesso e in questo caso esemplarmente, essendo il film del regista già premiato per 'The Hours' un quasi totale annullamento dei gradi di spiazzamento creati dal caso letterario di Jonathan Safran Foer. Daldry imprigiona la sua narrazione del romanzo di formazione negli schematismi noti al proprio cinema, limitandosi a far emergere le eccentricità sonore dell'impianto complessivo, senza le quali il cine-progetto sarebbe risultato a dir poco disastroso. E non basta la spontanea bravura del fanciullo Thomas Horn e il guizzo senile di Max von Sydow a salvare il carrozzone noioso che le presenze di Hanks e Bullock contribuiscono a peggiorare. Peccato." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 24 maggio 2012)

"Come raccontare la tragedia dell'11 settembre? E come raccontare, più in generale, il senso di una perdita? Ci prova questo film, e lo fa attraverso gli occhi di un bambino. (...) Commovente e delicata, la pellicola ha ottenuto due nomination agli Oscar: miglior film e attore non protagonista. Quest'ultima per Max Von Sidow, vecchio muto che accompagna Oskar nella sua ricerca come un angelo custode." (Paolo Fiorelli, 'Tv Sorrisi e Canzoni', 26 maggio 2012)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy