MI SDOPPIO IN QUATTRO

MULTIPLICITY

USA - 1996
MI SDOPPIO IN QUATTRO
Doug Kinney ha moglie, due figli, un lavoro impegnativo e non riesce a trovare il tempo per conciliare le cose che vorrebbe fare. Un giorno incontra un esperto in genetica, il dottor Owen Leeds, che gli prospetta l'opportunità di recuperare il controllo della sua vita facendosi clonare, cioè riproducendo se stesso. Dopo molte esitazioni, Doug accetta l'esperimento: si ritrova così con una sua copia con la quale comincai a convivere. Ma, passato il primo periodo, si verifica che due Doug non bastano, perchè nel frattempo la moglie di Doug, Laura, ha iniziato a lavorare e non vuole più essere l'unica a seguire i figli. Nasce così un Doug tre, e poi un Doug quattro, ma il terzo è sempre meno uguale al primo, e anzi l'ultimo è svitato e fuori di testa. Doug l'originale non è più in grado di controllare la situazione e Laura, che non riconosce più il marito, decide di lasciarlo. Solo quando Doug capisce di dovere recuperare se stesso e la propria individualità è in grado di tornare dalla moglie e di recuperare le cose importanti, rinunciando a fare quelle superflue. I tre Doug clonati si allontanano e cominciano una vita autonoma e indipendente.
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION - TECHNICOLOR
  • Tratto da: TRATTO DAL RACCONTO DI CHRIS MILLER
  • Produzione: TREVOR ALBERT, HAROLD RAMIS
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR FILM ITALIA (1996) - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO

NOTE

REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1996

CRITICA

"Divertente e ben scritto (però il pubblico statunitense l'ha rifiutato), "Mi sdoppio in 4" si inserisce in quel filone di commedia paradossale che Ramis rinverdì con "Ricomincio da capo" anch'esso interpretato da Andie MacDowell." (Michele Anselmi, L'Unità, 9/11/1996)

"Ramis porta alle estreme conseguenze la scissione e il conflitto di personalità e gestisce con ritmo e fantasia gli scambi di persona e gli equivoci a catena che i quattro Doug mettono inevitabilmente in moto con frenetici trasformismi ( i tre cloni che vivono nel garage si alternano continuamente a Doug, restituendolo di volta in volta a Laura con contraddizioni, vuoti di memoria, cambi improvvisi di umore) ed effetti esilaranti di 'screwball comedy' anni '40 (lo scambio delle coppie al ristorante)." ( Alberto Castellano, Il Mattino, 17/11/1996)
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