Mi chiamano Radio

Radio

USA - 2003
Mi chiamano Radio
Harold Jones, popolare allenatore della squadra di football del liceo di Anderson, nella Carolina del sud, prende a cuore la situazione di James Robert Kennedy, un ragazzo solitario e diffidente soprannominato 'Radio' per il suo amore per le radio d'epoca e per la musica. Jones vuole aiutare il ragazzo a essere reintegrato nella società, lo fa assistere alle partite e agli allenamenti e lo fa partecipare alle lezioni a scuola, ma nello stesso tempo Radio aiuta l'allenatore ad apprezzare il valore dell'amicizia e della famiglia. Tuttavia non tutti i membri della comunità vedono di buon occhio questa amicizia e quando la madre di Radio muore, il ragazzo viene messo in un istituto di igiene mentale. Jones viene così costretto a prendere una decisione difficile da cui dipendono sia l'amicizia con Radio che il suo futuro di allenatore...
  • Durata: 109'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: REVOLUTION STUDIOS, RADIO PRODUCTIONS, TOLLIN/ROBBINS PRODUCTIONS
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR FILMS ITALIA (2004)
  • Data uscita 14 Maggio 2004

CRITICA

"Se cercate un film in cui non esplodono bombe ma emozioni, non si infligge dolore ma si guarisce, e se volete assistere a una storia americana popolata da gente semplice, dai volti bellissimi, che prende decisioni complesse in nome della tolleranza, correte a vedere 'Mi chiamano Radio' di Mike Tollin, grande dramma sociale dai contorni sportivi in cui si racconta l'incredibile storia vera di James 'Radio' Kennedy (Cuba Gooding Jr.). (...) Poteva essere un film ricattatorio e invece 'Mi chiamano Radio' è sincero. Poteva concentrarsi sul portatore d'handicap come 'Forrest Gump', e invece scandaglia più le angosce del sano Jones e di tutti quelli che entrano in contatto con 'Radio'. Poteva portare i due protagonisti verso la retorica e invece non si sa chi dei due sia più naturale. Infine, poteva ricordarci che si trattava di una storia vera attraverso una didascalia finale. Invece Tollin fa vedere il vero 'Radio' e il vero Coach Jones abbracciarsi dopo che l'hanno fatto i suoi attori. Eppure continui a credere al film. Chi non si commuove è perduto." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 14 maggio 2004)
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