METROLAND

GRAN BRETAGNA - 1997
METROLAND
Chris e Toni sono cresciuti insieme negli anni '60 a Metroland, un'area urbana sviluppatasi disordinatamente alla periferia di Londra. Nel pieno del periodo dei 'giovani arrabbiati', anche loro hanno partecipato alla ribellione contro l'Inghilterra borghese e hanno sognato il jazz, Parigi, la cultura francese. Alla fine del decennio tutti e due sono scappati. Toni è andato in Africa, Chris invece è a Parigi, dove lavora in un bistrò e vive con Annick, ragazza che rappresenta la libertà che lui ha sempre sognato. A Parigi si trova bene, fino a quando incontra Marion, una ragazza inglese. I due si innamorano, decidono di tornare a Londra, a Metroland, e di sposarsi. Nove anni dopo, nel 1977, Chris e Marion, marito e moglie, vivono felicemente con una bambina. All'improvviso, di notte, si presenta a casa Toni che dice di avere girato il mondo, di non volere mettere radici, e vive ancora come un ribelle. Nei giorni successivi Toni cerca di dimostrare a Chris che la vita in quel luogo è grigia e inutile e lui sta sprecando gli anni migliori. Lo esorta ad uscire, a divertirsi, a conoscere altre donne. Chris si difende, poi si fa convincere ad andare ad una festa, incontra un'altra ragazza con cui potrebbe avere un rapporto ma alla fine rinuncia. Nel raccontare il fatto alla moglie, Marion fa capire che Toni ha provato ad insidiarla e forse ha avuto una storia con lei. Chris si scaglia contro Toni. Questi allora decide di partire per gli USA e chiede a Chris di mollare tutto e di seguirlo. Chris dice di voler rimanere. Di notte passeggia e riflette, vede la moglie e le dice: "Felicità, se non è adesso mai più".
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: DAL ROMANZO OMONIMO DI JULIAN BARNES
  • Produzione: BLU HORIZON
  • Distribuzione: MEDUSA FILM - MEDUSA VIDEO

NOTE

- PRESENTATO NELLA SEZIONE "BRITISH RENAISSANCE" VENEZIA 1997.

CRITICA

"Aspra e non troppo originale commedia sociale dell'esordiente Philippe Saville, che sull'ormai sfruttatissimo tema della ribellione antiborghese, edifica il non meno consueto triangolo sentimentale con tanto di moralina incomporata. Le cose migliori sono l'esemplare ricostruzione d'epoca e la superba interpretazione della dolente e non certo bellissima Emily Watson". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 10 giugno 2001)

"Il regista Philip Saville, dopo molta Tv, facendosi ispirare qui da un romanzo di Julian Barnes, riscritto per il cinema da Adrian Hodges, si è affidato ad una rappresentazione dei fatti e dei personaggi in modo solo monocorde, arrivando, con le due epoche prese in considerazione, a realizzare quasi due film, poco dissimili, però, nei climi e nel linguaggio, solo egualmente insistiti, invece, amorfi, ripetitivi, senza mai la possibilità di vere tensioni e di autentiche emozioni. Anche le due città che fanno da sfondo alle due epoche sono abbastanza di maniera e solo qualche guizzo realistico riscatta, o tenta di riscattare, quella Londra di periferia incapace però di proporsi con una vera presenza Incisiva. Si riscatta, solo, nelle vesti della moglie di Chris, la bravissima Emily Watson, già tanto apprezzata nelle "Onde del destino" di Lara Von Trier. Il film, senza di lei, sarebbe stato solo serie B". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo' 28 maggio 1998)
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