Memorie di una geisha

Memoirs of a Geisha

USA - 2005
Memorie di una geisha
Giappone, 1929. L'era dorata delle geishe inizia a volgere al termine. La piccola Chiyo, a soli 9 anni è costretta a lasciare la famiglia e il povero villaggio di pescatori dove è nata. Venduta ad una scuola per geishe di Kyoto, viene istruita sui riti, le danze, la musica, la cerimonia del tè e l'abbigliamento adatto. Costretta a subire vessazioni e umiliazioni dalle colleghe e soprattutto dalla geisha più importante, Hatsumomo, gelosa della sua bellezza, dopo un tentativo di fuga viene retrocessa a serva. A salvarla provvederà Mameha, geisha esperta e generosa, rivale di Hatsumomo, che la prende sotto la sua protezione. Grazie a lei, la ragazza diverrà una geisha molto famosa e col nome di Sayuri, sarà la preferita degli uomini più facoltosi della città...
  • Durata: 140'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, SENTIMENTALE
  • Specifiche tecniche: PANAVISION PANAFLEX GOLD II / PANAVISION PANAFLEX MILLENNIUM / PANAVISION PANAFLEX PLATINUM, 35 MM (1:2.35), 2K
  • Tratto da: romanzo omonimo di Arthur Golden (ed. Longanesi)
  • Produzione: GARY BARBER, ROGER BIRNBAUM, BOBBY COHEN, JOHN DELUCA, LUCY FISHER, STEVEN SPIELBERG, PATRICIA WHITCHER, DOUGLAS WICK PER COLUMBIA PICTURES CORPORATION, DREAMWORKS SKG, SPYGLASS ENTERTAINMENT, AMBLIN ENTERTAINMENT, RED WAGON PRODUCTIONS.
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES
  • Data uscita 16 Dicembre 2005

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
La triste infanzia e il progressivo sbocciare della bellissima Sayuri (Zhang Ziyi), dapprima serva maltrattata in un'Okiya (edificio in cui vivono le geishe) poi incantevole e leggendaria geisha nel Giappone a cavallo della seconda Guerra Mondiale. Le violenze subite per mano di un'accanita rivale (Gong Li), le amorevoli cure di un'insegnante devota (Michelle Yeoh) e l'amore segreto per un pezzo grosso dell'industria nazionale (Ken Watanabe) contraddistingueranno le fasi salienti della sua esistenza di donna, costretta dagli eventi ad una vita di sacrificio e privazioni. Trasposizione del bestseller omonimo di Arthur Golden, successo letterario a livello mondiale, Memorie di una geisha rappresenta l'ennesimo tentativo da parte di Hollywood di confrontarsi con tradizioni altre: progetto ambizioso e a tratti affascinante (produce Spielberg che, in un primo momento, avrebbe anche dovuto dirigere), il film realizzato da Rob Marshall (alla seconda regia dopo la buona prova di Chicago) non svilisce poi troppo l'essenza dello stesso mondo che vorrebbe rappresentare - quello parimenti doloroso e suggestivo delle geishe (né mogli né prostitute, ma fini intrattenitrici nonché abili artiste) - ma soffre particolarmente per una resa eccessivamente patinata e per alcuni snodi terribilmente forzati dal punto di vista emozionale. Lunghezza spropositata (140' sono comunque nulla rispetto alla mole del libro da cui trae origine) e calcolata mancanza di gusto nella scelta delle tre attrici protagoniste: seppur bravissime e bellissime, Zhang Ziyi, Gong Li e Michelle Yeoh rappresentano a livello internazionale il sicuro "Oriente da esporto" ma, particolare di non poco conto, sono cinesi e non giapponesi. E per un film che punta tutto su una secolare caratteristica di una nazione, è quanto meno disturbante.

NOTE

- LE SCENE DEL TEATRO DI KYOTO SONO STATE GIRATE AL BELASCO THEATRE DI LOS ANGELES E QUELLE DELLA CASA DA TE' DI KYOTO AL YAMASHIRO RESTAURANT DI HOLLYWOOD DOVE ERANO GIA STATE GIRATE SCENE DI 'LA CASA DA TE' ALLA LUNA D'AGOSTO' (1956) E I 'SAYONARA' (1957).

- COREOGRAFIE: JOHN DE LUCA.

- GOLDEN GLOBE 2006 PER LA MIGLIOR COLONNA SONORA.

- OSCAR 2006: MIGLIOR FOTOGRAFIA, MIGLIOR SCENOGRAFIA E MIGLIORI COSTUMI. ALTRE NOMINATIONS: MIGLIOR COLONNA SONORA, MIGLIOR SUONO E MIGLIOR MONTAGGIO SONORO.

CRITICA

Dalle note di regia: "Questa storia vive all'interno di un mondo molto circoscritto, ciononostante il tema che la caratterizza dall'inizio alla fine, e cioé il trionfo dello spirito umano sulle avversità della vita, è comune a qualsiasi cultura."

"O Haru donna galante, se ci sei batti un colpo. Se Mizoguchi era spoglio, essenziale e lirico, Rob Marshall, dopo il magnifico 'Chicago' (citato in una danza) racconta l'epopea di una piccola grande geisha nel Giappone dagli anni '30 al dopoguerra protetto dal budget spielberghiano, da una magica fotografia di Dion Beebe, dal romanticismo del melò esotico, in una cornice drammatica degna di Lillian Gish o di Lindsay Kemp. (...) Fra le geishe, la migliore e più perfida è Gong Li, ma la rivelazione si chiama Ziyi Zhang. Difficile palpitare ma abbandonatevi all'estenuante racconto di 140 minuti." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 16 dicembre 2005)

"Esteso su un lungo arco temporale, il film è illustrato con grazia, commovente a comando, lieve come la seta di un kimono, ma altrettanto inconsistente." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 16 dicembre 2005)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy