Martin Eden

FRANCIA, ITALIA - 2019
3,5/5
Martin Eden
Dopo aver salvato da un pestaggio Arturo, giovane rampollo della borghesia industriale, il marinaio Martin Eden viene ricevuto in casa della famiglia del ragazzo e qui conosce Elena, la bella sorella di Arturo, e se ne innamora al primo sguardo. La giovane donna, colta e raffinata, diventa non solo un'ossessione amorosa ma il simbolo dello status sociale cui Martin aspira a elevarsi. A costo di enormi fatiche e affrontando gli ostacoli della propria umile origine, Martin insegue il sogno di diventare scrittore e - influenzato dal vecchio intellettuale Russ Brissenden - si avvicina ai circoli socialisti, entrando per questo in conflitto con Elena e con il suo mondo borghese...
  • Durata: 129'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Tratto da: liberamente tratto dal romanzo omonimo di Jack London (Garzanti Editore)
  • Produzione: PIETRO MARCELLO, BEPPE CASCHETTO, THOMAS ORDONNEAU, MICHAEL WEBER, VIOLA FÜGEN PER AVVENTUROSA, IBC MOVIE, CON RAI CINEMA, IN COPRODUZIONE CON SHELLAC SUD, MATCH FACTORY PRODUCTIONS
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 4 Settembre 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Spalle larghe, unghie nere. Chissà quanti i mari già solcati, il giovane marinaio Martin Eden (Luca Marinelli) salva da una rissa Arturo, rampollo di una famiglia aristocratica. Che per ringraziarlo lo porta a casa sua. Qui il ragazzo conosce la sorella di lui, Elena (Jessica Cressy).

Se ne innamora, Martin Eden, e grazie a lei scopre le infinite possibilità di riaffrontare il mondo attraverso il prezioso strumento della cultura. Da illetterato coltiva l’impossibile sogno di trasformarsi in scrittore. La giovane donna, colta e raffinata, diventa non solo un’ossessione amorosa ma il simbolo dello status sociale cui Martin aspira a elevarsi.

L’ambizione di Pietro Marcello è smisurata e altrettanto coraggiosa: il suo cinema totalmente anticonvenzionale, fluido, mai schiavo di logiche narrative ed estetiche si confronta con uno dei capisaldi della letteratura del ‘900, il romanzo omonimo di Jack London.


[caption id="attachment_132268" align="aligncenter" width="405"]                              Martin Eden[/caption]

“Il romanzo degli autodidatti e di chi ha creduto nella cultura come strumento di emancipazione, restandone in parte deluso”, spiega lo stesso regista insieme al co-sceneggiatore Maurizio Braucci, ma anche “il ritratto di un artista di successo che smarrisce fatalmente il senso della propria arte”.

Dopo Il passaggio della linea, La bocca del lupo, Bella e perduta, Pietro Marcello continua il suo percorso di cineasta capace di rintracciare nella nostalgia di immagini e suoni nascosti nella memoria il senso di una narrazione ambientata idealmente lungo tutto l’arco del ‘900: ancora una volta si serve di innumerevoli materiali di repertorio (tra questi anche lo sfrenato ballo di due ragazzini napoletani già utilizzato recentemente da Patierno in Camorra) per imbastire una sinfonia visiva capace di dare respiro alle ossessioni, ai ricordi, alle contrapposizioni dell’inquieto antieroe protagonista, un Luca Marinelli totalizzante anche a rischio di qualche momento un poco sopra le righe.

Martin Eden – pur traslando il raggio d’azione dalla California ai vicoli di Napoli – si apre “ideologicamente” in maniera molto forte (con un filmato di repertorio dell’anarchico Errico Malatesta durante la manifestazione a Savona del 1° maggio 1920) e mantiene intatto lo spirito del testo originario, senza dimenticare la centralità di un personaggio come Russ Brissenden (Carlo Cecchi), anziano intellettuale e mentore del protagonista, e mettendo in risalto le contraddizioni cruciali che hanno accompagnato il secolo scorso, dal ruolo della cultura di massa al rapporto tra individuo e società, tra socialismo e individualismo, fino alla lotta di classe e all’ipocrisia di certi ambienti.


[caption id="attachment_132267" align="aligncenter" width="414"]                                                Martin Eden[/caption]

Non è un film perfetto, né magniloquente, forse fiaccato da una seconda parte in cui alcuni snodi drammaturgici pagano lo scotto di un didascalismo appena accentuato, ma resta vivo nello sguardo anche a distanza, impresso come l’immagine di un antico veliero che si inabissa all’improvviso. In un mare, quello della memoria, che Martin Eden affronterà ancora una volta, l’ultima. A testa alta.

NOTE

- PRODUTTORI ESECUTIVI: DARIO ZONTA, ALESSIO LAZZARESCHI, MICHEL MERKT.

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI: MiBAC - DIREZIONE GENERALE CINEMA, REGIONE LAZIO - FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO; CON IL CONTRIBUTO DELLA REGIONE CAMPANIA, FILM COMMISSION REGIONE CAMPANIA; CON LA PARTECIPAZIONE DELL'AIDE AUX CINÉMAS DU MONDE CENTRE NATIONAL DU CINÉMA ET DE L'IMAGE ANIMÉE - INSTITUT FRANÇAIS; CON IL SUPPORTO DEL MITTELDEUTSCHE MEDIENFÖRDERUNG, IN COPRODUZIONE CON BAYERISCHER RUNDFUNK, IN ASSOCIAZIONE CON ARTE. SVILUPPATO CON IL SOSTEGNO DEL FONDO BILATERALE PER LO SVILUPPO DI OPERE CINEMATOGRAFICHE ITALO-FRANCESI MiBAC-CNC E CON IL SOSTEGNO ALLO SVILUPPO DELLA RÉGION SUD PROVENCE ALPES CÔTE D'AZUR IN PARTECIPAZIONE CON CNC.

- RICERCHE D'ARCHIVIO: ALESSIA PETITTO.

- COPPA VOLPI PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE MASCHILE A LUCA MARINELLI, PREMIO ARCA CINEMAGIOVANI PER MIGLIOR FILM ITALIANO A VENEZIA, PREMIO LA PELLICOLA D'ORO A EMILIANO NOVELLI COME MIGLIOR MAESTRO D'ARMI E A GABRIELLA LO FARO COME MIGLIOR SARTORIA CINETEATRALE ALLA 76. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2019).
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