Mario, Maria e Mario

ITALIA - 1993
Mario, Maria e Mario
Due giovani coniugi comunisti, Mario e Maria Boschi, conducono un'ordinaria vita di lavoro: lui al giornale "l'Unità" lei in una merceria, un po' tesi, come tanti, per la necessità spesso concitata di conciliare gli inesorabili impegni lavorativi con le cure e gli orari di due vivacissimi figlioletti. A turbare il tran tran quotidiano dei due è la crisi che sorge all'interno della sezione del loro partito al momento della proposta del comunista Occhetto di cambiare nome e simbolo al PCI. Mario è per il sì, Maria per il no, e il dissidio politico rischia d'incrinare l'armonia coniugale. Tale rischio si accentua quando in sezione un altro Mario fa un intervento disadorno, ma convinto, in favore del no.
  • Durata: 112'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Produzione: FRANCO COMMITTERI E LUCIANO RICCERI PER MASSFILM, STUDIO E.L., MATOPIGIA (ROMA), LES FILMS ALAIN SARDE, FILMIEL (PARIS). S.A.C.I.S.
  • Distribuzione: U.I.P.

NOTE

- REVISIONE MINISTERO MARZO 1993.

- GROLLA D'ORO A VALERIA CAVALLI COME MIGLIORE ATTRICE (1993).

CRITICA

"L'intento di far quadrare un'ordinaria crisi coniugale con la crisi politica di un partito, proponendo la prima come metafora della seconda, non è riuscito". ('Segnalazioni Cinematografiche', vol. 115, 1993)

"Sì, sono ex comunisti e piccolo borghesi d'astrazione. E allora?" (Enzo Siciliano, "L'Espresso")

"Da anni Scola gira a vuoto, ma raramente si è visto un suo film più sconcertante, così immemore e traditore nei confronti della sua migliore opera, cui almeno tre titoli danno gran lustro: "Una giornata particolare", "C'eravamo tanto amati", "La terrazza". Che sceneggiature! Che direzione d'attori! E soprattutto nell'ultimo, che graffiante coraggio verso parata e sostanza del ceto intellettuale comunista! "Mario, Maria e Mario" si annuncia, diociscampi!, come primo di una tetralogia unitaria. Una bella noia e un bel fiasco, se gli altri seguiranno quest'esempio! Del quale è perfino impossibile dire male, perchè semplicemente non c'è". (Goffredo Fofi, "Panorama")
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