Manolesta

ITALIA - 1981
Gino è un poveraccio di borgata che da anni vive in un barcone abbandonato ed ancorato sul Tevere con il figlio Bruno. Questo figlioletto è tutto per Gino; che l'ha cresciuto ed allevato con amore, facendogli anche da madre, perché la vera madre, una giovane nordica, l'ha abbandonato appena nato. Una giovane assistente sociale comunica a Gino che il figlioletto, svolgendo un compito a scuola sulla sua famiglia, ha descritto il modo e gli espedienti con cui padre e figlio vivono. Da qui la minaccia di sottrarre il figlio al padre se questi non cambia vita e non trova un mestiere. Incominciano le disavventure di Gino in cerca di lavoro, sino a quando, costretto a rubare per il figlio, va in carcere. Il padre potrà evitare che il figlio venga rinchiuso in un Istituto per minori soltanto grazie all'assistente sociale che decide di sposarlo.

CAST

CRITICA

Non v'è dubbio che i nobili sentimenti di un padre possano albergare nell'animo di un fiumarolo e Tomas Milian sembra convinto nel ricordarcelo. Basta questo per conferire alla commediola una dignità che non esisteva nelle poliziesche imprese del maresciallo barbone noto come "Monnezza" (Segnalazioni cinematografiche).
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