Malavoglia

ITALIA - 2010
3/5
Malavoglia
Le alterne vicende di una famiglia di pescatori siciliani costretti a combattere per la sopravvivenza contro ogni tipo di avversità.
  • Altri titoli:
    The House by the Medlar Tree
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, CINEMASCOPE
  • Tratto da: liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Giovanni Verga
  • Produzione: ARBASH SOCIETA' COOPERATIVA, CLASSIC, CINECITTÀ LUCE, CINESICILIA, IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: CINECITTÀ LUCE (2011)
  • Data uscita 29 Aprile 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Girato in provincia di Siracusa (Pachino e Portopalo di Capo Passero), scritto dal regista e soggettista Pasquale Scimeca con Nennella Buonaiuto e Tonino Guerra, ecco il Malavoglia 2.0, che aggiorna la lezione di Verga e bypassa il precedente adattamento La terra trema con consapevole umiltà.
Reduce da Rosso Malpelo, Scimeca riabbraccia lo scrittore verista, dandogli domicilio nell'oggi: ‘Ntoni Malavoglia (Antonio Ciurca, già Rosso Malpelo), appassionato di dance, incontra il clandestino Alef (Naceur Ben Hammouda) appena sbarcato in Italia, lo ribattezza Alfio e lo porta con lui, il fratello Alessi (Giuseppe Firullo), il padre Bastianazzo ed il nonno a lavorare sulla barca di famiglia, la Provvidenza. Bastianazzo muore, mentre 'Ntoni è al nord a cercare lavoro. Una volta tornato in Sicilia, proseguirà l'attività di famiglia, mentre la madre impazzisce dal dolore, la sorella Mena (Elena Ghezzi) si innamora di Alfio e la più giovane Lia (Greta Tomasello) frequenta uno spacciatore. Sarà proprio la passione di 'Ntoni per la techno a risollevare le sorti familiari: la salvezza è un rap scritto con i proverbi del nonno e musicato da Alfio Antico, che firma la colonna sonora. Per il resto, è il solito, condivisibile Pasquale Scimeca, a suo agio nei panni dell'indie di lusso: non per il budget, palesemente low, ma per le intenzioni civili e ideologiche di cui si fa carico.
E torna inquadrare i giovani, col surplus della contemporaneità: è la periferia, urbana e antropologica, del Sud quella che vivono questi Malavoglia, condannati al destino più comune al mondo, la povertà. Opzione meritoria, portata avanti con sincera, evidente fede e qualche aporia di troppo: ben venga l'upgrade sociologico, ma il treno e non un più plausibile low cost per il Nord, il rap veicolo di riscatto e la techno per basso continuo sono eccessivamente pret-a-porter, escamotage ad alto coefficiente didascalico, mentre più interessante e stimolante è il passo doppio ma intrecciato tra vecchi e nuovi poveri, i pescatori e i migranti, abbandonati alle sorti del mare magnum, che ancora tutto può e poco concede. Essi (ri)vivono: non prendeteli di Malavoglia. 

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MIBAC -DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA (FILM D'INTERESSE CULTURALE NAZIONALE) E CON IL CONTRIBUTO DELLA APQ REGIONE SICILIANA E CON IL SUPPORTO DEL PROGRAMMA MEDIA DELL'UNIONE EUROPEA.

- IN CONCORSO ALLA 67. MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA (2010) NELLA SEZIONE 'ORIZZONTI'.

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2011 PER: REGISTA DEL MIGLIOR FILM, MIGLIOR SCENEGGIATURA, FOTOGRAFIA E SONORO IN PRESA DIRETTA.

CRITICA

"Dopo 'Rosso Malpelo', Pasquale Scimeca riabbraccia Verga. (...) Scimeca torna a inquadrare i giovani: è la periferia urbana e antropologica del Sud quella che vivono questi Malavoglia 2.0, condannati al destino più comune al mondo, la povertà. Non mancano didascalismi e fragilità, ma il low budget fotografa i pescatori e i migranti, per un identikit senza tempo: la terra trema ancora, sottoposta alle scosse dell'ignoranza, della sperequazione dell'uomo sull'uomo." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 28 aprile 2011)

"Adattamento in chiave moderna dell'opera del Verga, firmata da Pasquale Scimeca, prassi abituale negli Usa ma in Italia vista con sospetto. (...) Sembrerebbe, sulla carta, una scelta azzardata; invece, l'operazione è da promuovere in pieno grazie anche ad un cast amalgamato e credibile. Il rap del pescatore diventerà tormentone." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 29 aprile 2011)

"Spiacerà a chi non ha nessuna preclusione verso la contaminazione dei classici, ma un Verga manipolato da Scimeca farà tanta (troppa) fatica a digerirlo. Che c'entra la tematica dei 'Vinti' con i brani rap, le riprese con la telecamera a mano, i tamburi e le basi elettroniche?" (Giorgio Carbone, 'Libero', 29 aprile 2011)

"Il mare, il lavoro e i sentimenti sono al centro anche di 'Malavoglia' di Scimeca che rilegge con passione e buone intuizioni il capolavoro di Verga. I vinti questa volta hanno il volto non solo dei pescatori siciliani, ma anche quello dei migranti in fuga lungo la rotta di sogni destinati al naufrago." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 29 aprile 2011)
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