Maigret

FRANCIA, BELGIO - 2022
4/5
Maigret
Maigret indaga sulla morte di una giovane ragazza. Non c'è niente che la identifichi, nessuno sembra conoscerla o ricordarla.
Durante le indagini Maigret incontra una delinquente, che somiglia stranamente alla vittima, e risveglia in lui il ricordo di un'altra scomparsa, più antica e più intima...
  • Durata: 89'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, GIALLO
  • Tratto da: tratto dal romanzo "Maigret e la giovane morta" (Georges Simenon, 1954)
  • Produzione: PHILIPPE CARCASSONNE PER CINÉ@, JEAN-LOUIS LIVI PER F COMME FILM, SND, SCOPE PICTURES
  • Distribuzione: ADLER ENTERTAINMENT
  • Data uscita 15 Settembre 2022

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini

Mai Maigret fu più adatto. È il caso del grande Gérard Depardieu che con la sua andatura incerta, mentre fuma la pipa (anche se il medico gliel’ha sconsigliato) veste i panni del famoso personaggio letterario nato dalla penna di Georges Simenon. Protagonista di settantacinque romanzi e ventotto racconti di genere poliziesco rappresentati in numerose produzioni cinematografiche, radiofoniche e televisive, interpretato da cinesi, giapponesi e inglesi, nonché dall’italiano Gino Cervi, Maigret sembra essere stato scritto apposta per essere recitato dal grande attore francese.

Schivo, ingombrante, malinconico il famoso commissario si avvia verso la fine della sua carriera. Ha perso un po’ il gusto per il suo mestiere. Lo ritroverà quando dovrà risolvere un caso piuttosto complesso: quello di una giovane morta. E vedendo che i conti non tornano: ritrovata a Place Vintimille a Parigi, indossa un abito da sera consunto e una scarpa d’argento con tacco a spillo che farebbero pensare a una prostituta, ma nessuno sembra conoscerla e non ci sono altri elementi per identificarla.

Patrice Leconte adatta, o meglio come dice lui “adotta”, insieme a Jérôme Tonnere (con cui aveva già collaborato in Confidenze troppo intimeIl mio migliore amico e Una promessa) il libro Maigret e la jeune morte (1954)Da maestro dei contrari quale è gioca tutto sugli opposti e inverte la rotta: il detective non è più l’eroe sicuro, vigile e deciso alla Sherlock Holmes, diversamente Maigret, pieno di dubbi, naviga a vista, non sembra più lui (come gli dice la moglie) e va avanti senza troppa convinzione non fidandosi di ciò che è ovvio perché nulla è “Elementare, Watson!”.

Il polo qui non è tanto la ricerca del colpevole, ma quel che importa, nella dicotomia carnefice/vittima, è l’identità della ragazza uccisa. È lei che Maigret cerca con tutte le sue energie e noi spettatori insieme a lui.

I confini sono labili, le zone d’ombra sono tante, non c’è alcuna voglia di essere conformi o di appartenere a qualche rango (Maigret è uno che non ha rispetto per le classi superiori e che non si trova a casa nell’alta borghesia: non vuole essere di quel mondo, ben più sensibile invece alle origini delle giovani che arrivano dalla provincia di Parigi).

Specchio dei nostri tempi incerti, quest’antieroe protagonista mette la punizione sullo sfondo e l’essenza (della vita e dell’essere) in primo piano. Il giudizio è relativo, la ricerca, l’ascolto, l’apertura sono le sole cose che contano. Anche se di aperto in questo film crepuscolare e intimo dall’impianto classico (“ma non polveroso”, come sottolinea Leconte, piuttosto lo definirei “fumoso”, quasi un omaggio alle sale cinematografiche del passato) c’è ben poco perché il regista, che ama essere coinciso come il “suo” Simenon, ha già dichiarato che non dirigerà un secondo Maigret. Niente sequel o serie tv sul celebre commissario in arrivo, quindi.

Non temete però il grande Depardieu si accinge a diventare un altro attore feticcio di Leconte, al pari di Jean Rochefort e Daniel Auteil, e prossimamente lo vedremo protagonista di un nuovo film da lui diretto. Non sarà però Maigret. Pazienza, ci faremo bastare questo (Maigret-Depardieu) che ci seduce con le sue relative debolezze e fragilità, con le sue zone d’ombra e le sue incertezze, e con tutta la sua umanità e la sua poesia… da non perdere.

CRITICA

"Nel film dell' intimista Patrice Leconte, dove delitti e castighi si danno il turno dentro di noi, Maigret è crepuscolare, stanco, non ha neanche voglia della sua pipa e la visione di quella giovane che molti conoscevano bene gli risveglia il ricordo di un' altra ragazza invece entrata in società, mentre tornano anche i personali ricordi della figlia dello scrittore che morì suicida nel '78. Questo caso (...) è un Maigret misura large, che abbandona il classico teorema causa effetto ma osserva il mondo senza speranza e con distacco, come se i giochi fossero fatti. Certo si arriva alla soluzione, che non è difficile, ma tra i 15 film lunghi col personaggio che ha avuto negli anni i volti di Richard, Gabin, Laughton e di Gino Cervi, questo è il più autonomo rispetto al racconto Maigret e la giovane morta del 1954. C'è un po' il piacere studiato di un'operazione di maniera: il jolly è Gérard Depardieu che torna alla sua altezza, personalizzando molto il deluso commissario: ha ragione lui, dopo tanti film sbiaditi, questo è comunque cinema, elegante anche nella apprezzabile durata di 89'." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 15 settembre 2022)

"Il Maigret di Depardieu è diverso da quello di Gino Cervi. È più riflessivo, tormentato, non può fumare la pipa per un problema ai polmoni. Sembra fragile, anche se molto determinato e pronto a fare sempre la domanda giusta. Leconte mantiene un ritmo quieto, simile a quello dei romanzi. Non ha fretta di svelare l'assassino, semina indizi con intelligenza fino al colpo di scena. Delinea un Maigret umano, empatico, che sviluppa anche un senso di protezione verso una giovane donna che potrebbe essere sua figlia. Un film a suo modo affascinante, pieno d'atmosfera, mai sopra le righe, che risveglia nello spettatore la passione per il giallo nella sua forma più classica." (Gian Luca Pisacane, 'Famiglia Cristiana', 15 settembre 2022)

"Una ragazza di provincia, arrivata a Parigi ricca di sogni, viene trovata morta. Non si sa nemmeno quale sia il suo nome. Delle indagini sull' omicidio viene incaricato il commissario Maigret (Depardieu, molto bene nella parte). Il quale finisce per incontrare una giovane che lo aiuterà a risolvere il caso. Un film convenzionale con un finale, oltretutto, che è quello che ti aspetti. Però la regia, quasi crepuscolare, di Leconte vale il prezzo del biglietto." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 15 settembre 2022)
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