Magic Mike XXL

USA - 2015
2,5/5
Magic Mike XXL
Mike si è ormai lasciato alle spalle la vita da spogliarellista. Anche gli altri 'Re di Tampa' sono pronti a gettare la spugna, ma vogliono farlo a modo loro: un ultimo incandescente spettacolo a Myrtle Beach, insieme al leggendario Magic Mike. Lungo la strada, passando per Jacksonville e Savannah, Mike e i suoi amici consolideranno vecchie conoscenze, faranno nuove amicizie, impareranno nuove mosse, ma soprattutto si scrolleranno di dosso il passato...
  • Altri titoli:
    Magic Mike 2
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Produzione: NICK WECHSLER, GREGORY JACOBS, CHANNING TATUM, REID CAROLIN PER IRON HORSE ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: WARNER BROS. ENTERTAINMENT ITALIA
  • Data uscita 24 Settembre 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Il successo esagerato di Magic Mike - divenuto vero e proprio fenomeno di culto grazie alla comunità gay della West Coast e al suo lavoro di rimbalzo su quella più vicina a noi - lasciava intendere che il sequel presto o tardi sarebbe arrivato. Nessuno avrebbe mai immaginato però un film straordinariamente "fru fru" come Magic Mike XXL, al cui cospetto il precedente sembra un dolente dramma morale e il precursore Full Monty un'opera apocrifa di Eugene O'Neill.

Non c'è una trama stavolta a tenere insieme i pezzi di bravura dei cinque stripper - sì, cinque: Matthew "Dallas" McCounaghey ha preso altre strade e anche  Alex "Kid" Pettyfer non abita più qui - ma solo uno scombiccherato via vai di situazioni che si dipana attraverso tre stati (la Florida, la Georgia e la Carolina del Sud), tre automezzi e almeno tre comprimarie (Amber Heard, Jada Pinkett Smith ed Andie McDowell).
Tutto per arrivare a una convention di spogliarellisti a Myrtle Beach che sancirà l'ultima volta insieme di quel che resta dei Re di Tampa: Channing Tatum, Matt Bomer, Joe Manganiello, Kavin Nash e Adam Rodriguez.

A differenza del finto, pruriginoso e moralistico film diretto da Steven Soderbergh, XXL di Gregory Jacobs è una sana e consapevole libidine, che non cerca scuse e si offre al pubblico per quel che è (e per ciò che lo spettatore vuole): coreografie divertenti, costumi improbabili e amplessi sagomati nell'aria, vero pezzo forte di Mike & Co.
Ovviamente di sesso vero e di autentica trasgressione neanche a parlarne, ma almeno ci viene risparmiata l'ipocrita tirata su quanto sia sudicio questo mondo dove circolano impunemente corpi, denaro e droga come in un una Disneyland per soli adulti.

A differenza del precedente poi gli stripper sono i veri protagonisti e Channing Tatum, liberato dalle ansie puritane della sceneggiatura, può finalmente rispolverare senza freni il proprio passato da stripper.

Certo, dopo una mezz'ora il film s'arena, si ripete, si straccia. I personaggi saranno pure buontemponi, ma restano decerebrati a due dimensioni. La storia non ha né capo né coda. La noia è lì. Ma questa versione extralarge dei pochi (tormentati) strip del primo Magic Mike ha se non altro il merito dell'onestà e il pregio degli imbecilli: essere sintonizzati sul proprio tempo meglio di chiunque altro.

NOTE

- PRODUTTORE ESECUTIVO: STEVEN SODERBERG.

- COREOGRAFIE: ALISON FAULK.

CRITICA

"Maliziosa la taglia del titolo trattandosi degli stripper già noti, nel sequel diretto da Gregory Jacobs, aiuto di Soderbergh: ma è meglio lo spot di quello che nasconde le chiavi nello slip. (...) un festival di luoghi comuni, un road movie alla 'Priscilla' dettato da un inconscio iper queer. Channing Tatum è star, si concede occhiate pensose e i momenti esistenziali sono da denuncia al Tribunale dell'ovvio. Joe Manganiello si fa forte del nome, isteria diffusa, ripetizioni tante, un'escalation di ipocrita volgarità ma patinata." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 24 settembre 2015)

"Anche chi ha trovato un po' cafone il burlesque al maschile del primo 'Magic Mike' riconoscerà che il film di Soderbergh (che qui passa la mano) era un efficiente mix di commedia e dramma, con qualche numero di strip, a suo modo, divertente. Posto che un seguito non era strettamente necessario, questo 'Magic Mike' extralarge la butta più decisamente sul comico, raccontando le avventure on-the-road dello stesso gruppo di spogliarellisti (senza Matthew McConaughey però) tra chiacchierate, esibizioni, incontri più o meno picareschi. (...) il film offre un modesto, ma non disonesto, intrattenimento. Anche se, a onor del vero, i personaggi sono così poco elaborati in sceneggiatura da non superare mai il livello di caricature." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 24 settembre 2015)

"Una valanga di soldi rastrellati al box office seppellirono la nostra ostilità al primo capitolo di 'Magic Mike', la sbrigliata commedia di Soderbergh sulle peripezie dei muscolosi spogliarellisti idealmente capeggiati dal McConaughey destinato (per fortuna) ad altri e più cospicui impegni. Il sequel era pertanto inevitabile, ma non è che il nuovo e meno prestigioso regista Jacobs abbia ricevuto in dote uno script importante (...); il viaggio on the road da Tampa a Myrtle Beach si risolve, che sorpresa, in una sorta di backstage infarcito di sospiri nostalgici, eccessi guasconi, nudità compiaciutissime, battute grevi e balli a rotta di collo. (...) Tatum, uno dei meno inespressivi del lotto (...) rischiando di essere per la seconda volta beffati dagli umori del pubblico (ma negli Usa il bis non si è rivelato fino ad adesso parimenti redditizio), dichiariamo che un tale campionario di spiritosaggini stantie, seduzioni usa getta, omaggi musicali ai modelli (Backstreet Boys in primis) e coreografie para-pornografiche non meriti il prezzo del biglietto." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 24 settembre 2015)

"Un film divertente e malinconico, sorprendente e abbordabile, un film 'piacere per gli occhi' ma anche per il cuore. Cioè, c'era una volta 'Magic Mike' di Steven Soderbergh, datato 2012. Vi avevamo 'scoperto' la verve di Channing Tatum, ex stripper nella vita e poi attore oggi star hollywoodiana, e soprattutto l'ormai indiscusso talento di Matthew McConaughey (...). Seppur nell'ironia di un argomento lieve e voyeuristico, 'Magic Mike' 'the original' aveva una sua qualità. A distanza di tre anni ci risiamo (...) ma (...) alla guida della versione 'XXL' manca il genio di Soderbergh. (...) manca il suo tocco. II film è piatto, senza una trovata narrativa che valga le sinapsi neuronali ed unicamente orientato a suscitare 'emozioni' nel pubblico femminile. Unico valore? Un infinito piacere per gli occhi delle donne." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 24 settembre 2015)

"Il sequel di Magic Mike è all'insegna della spensieratezza. I conflitti tra maschi e la conquista di una donna aliena a quel mondo, ovvero gli elementi base dell'originale diretto da Soderbergh, lasciano il posto a fratellanza e signore di potere che trattano questi signori come i bambinoni dagli addominali scolpiti che sono e in fondo sognano di essere per tutta la vita. Ancora bravissimo Channing Tatum a rappresentare il leader di questi adorabili amiconi stripper." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 24 settembre 2015)

"Spiacerà a chi aveva gradito il primo episodio (niente di straordinario, ma un'efficace rimasticatura di vecchi motivi, come la mercificazione del sesso e lo 'spleen' per la giovinezza che non dura). Questo 'Magic Mike XXL' è solo 'commediassa on the road'. E una reiterata, sospetta sarabanda di corpi maschili." (Giorgio Carbone, 'Libero', 24 settembre 2015)

"Non si capisce bene dove voglia andare a parare questo sequel, giunto a tre anni di distanza dal successo di 'Magic Mike', a parte l'inevitabile tentativo di cavalcarne l'onda al botteghino. (...) la sceneggiatura è a dir poco imbarazzante, inconsistente, stupida e dichiaratamente femminista. Non che quest'ultimo aspetto sia sbagliato, anzi. (...) La trama, poi, non ha assolutamente nulla di originale. (...) Tutto il film prosegue per un centinaio di minuti per 'scaldare' le signore in sala in vista di quell'ultimo spettacolo, attraverso un road movie dove, ovviamente, capitano imprevisti che neanche nel demenziale 'Ti rovino le vacanze' si erano visti." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 24 settembre 2015)

"Increscioso tentativo di raddoppiare la simpatia dei giovanotti del primo film, diretto tre anni fa da Soderbergh, ha una sceneggiatura scritta forse sotto i fumi dell'alcol, disarticolata, incapace di rimaneggiare i personaggi. Attori senza regia. Tatum fa lo sciocco appeso ai muscoli. Interminabile." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 25 settembre 2015)
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