Lo Schiaccianoci 3D

Diótöro

UNGHERIA, GRAN BRETAGNA - 2010
3/5
Lo Schiaccianoci 3D
E' Natale e per la piccola Mary si prevede la solita festa noiosa, ma l'arrivo dello zio Albert porterà nella vita della bambina un'emozionante novità. La piccola, infatti riceve in dono uno schiaccianoci magico che, durante la vigilia, si anima trascinandola in un fantastico mondo abitato da fate, confetti e tanti giocattoli animati. Tuttavia, su questo universo fatato incombe una minaccia: il malvagio Re Topo e la sua perfida madre. I due prendono lo Schiaccianoci in ostaggio, ma la coraggiosa Mary, con l'aiuto dei suoi nuovi amici, cercherà di svelare il segreto del Re Topo e salvare così lo Schiaccianoci e il suo regno.
  • Altri titoli:
    Nutcracker: The Curse of the Rat King
    The Nutcracker in 3D
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: MUSICALE, FANTASY
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: ANDREI KONCHALOVSKY E PAUL LOWIN PER FREESTYLE RELEASING IN COLLABORAZIONE CON CINEMARKET FILMS
  • Distribuzione: M2 PICTURES (2011)
  • Data uscita 2 Dicembre 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Manuela Pinetti
Il regista Andrei Konchalovsky inseguiva da vent'anni il sogno di realizzare l'adattamento cinematografico de Lo schiaccianoci - basato sulla storia che ispirò il compositore russo Tchaikovskij a creare il celeberrimo balletto - in attesa che la tecnica CGI si evolvesse fino a garantirgli il live-action che aveva in mente. E le immagini, splendide e avvolgenti, danno pienamente ragione alla sua ossessione.
Siamo nella Vienna del XIX secolo: Mary (Elle Fanning), una bambina di nove anni, è sola in casa la notte della vigilia di Natale con il fratellino, uno zio un po' estroso e, naturalmente, uno schiaccianoci magico, che la condurrà in un mondo in cui vale la regola “se ci credi, è vero”.
Ma dopo aver danzato, cantato e volato tra i fiocchi di neve con il principe-schiaccianoci, bisognerà che Mary faccia i conti con il male: il Re dei Ratti (John Turturro), con la sua missione di rattizzazione del mondo, vuol bruciare negli inceneritori tutti i giocattoli, trasformando il regno del principe in un mondo monotono, grigio e senza speranza. E il film si tinge di tinte oscure e inaspettate, ma fedeli alla tradizione della favola, che narra sempre, per l'appunto, dell'eterna lotta tra bene e male.

CRITICA

"Dimenticatevi del balletto di Ciaikovskij, che aleggia appena su questa versione della fiaba di Hoffman rivista da Dumas qui corretta in tecnologico incubo politico viennese anni 20 dal russo Konchalovskij con super budget. Ma alla fine il film non soddisfa quasi nessuno e la bambina solitaria (Elle Fanning) che sogna il peggio entra in collisione con la natura tecnologica che distrugge i giocattoli protagonisti, a partire dallo schiaccianoci «seduto» sul titolo fra un buon zio e Turturro re dei topi." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 2 dicembre 2011)

"Siamo vicini al Natale, quindi tutti più buoni. Con questa ottica, si deve giudicare benevolmente un film troppo pretenzioso che sembra non credere in se stesso. Peccato, perché il tema della salvaguardia della fantasia dei più piccoli, ben trattato nella favola di Hoffmann, meritava un approccio meno banale, non da compitino." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 2 dicembre 2011)

"Lo 'Schiaccianoci' come non l'avevate mai visto - e probabilmente non avreste mai voluto vedere. La fiaba di Hoffman musicata da Cajkovskij diventa una fantasticheria macabra che spaventa i bambini e tedia gli adulti, con isolati guizzi di tale follia (l'elicottero su zampe di gallina come la casa della strega Baba Yaga, personaggio centrale nel folklore slavo) da risultare perfino affascinante. Siamo a Vienna negli anni 20, compaiono Freud e Einstein, il sogno della bimba che vede animarsi i suoi giocattoli vira subito all'incubo, tanto che il re dei topi e i suoi accoliti vestono uniformi naziste e bruciano i giocattoli in forni crematori... Autore di bei film in Urss, poi illustratore abile ma «pompier» negli Usa, Konchalovskij inseguiva il progetto da vent'anni. Nel frattempo si son visti 'Toy Story' 1, 2 e 3. Magari conveniva cambiare cavallo. Girato stancamente in Ungheria nel 2007 (Elle Fanning è ancora una bambina), arriva in sala in 3D. Due bastavano." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 2 dicembre 2011)

"Comincia con scene di 'cioccolata e panna montata' 'Lo schiaccianoci' di Andrei Konchalovsky, da oggi nelle sale. (...) L'eterna lotta fra il bene e il male è affrontata dal regista con grande eleganza formale, in un mix di sontuosità russa e amore per l'azione americano. A scrivere i testi sulle musiche di Ciaikovskij è stato chiamato Tim Rice. Il risultato è un film che ha tutti i requisiti per diventare un cult." (Federica Lamberti Zanardi, 'Repubblica', 2 dicembre 2011)
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